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Il piano della Lombardia per l’autonomia energetica

Articolo. Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la legge che consentirà di creare una rete diffusa di impianti di produzione e accumulo energetico. Un investimento complessivo di 22 milioni di euro in tre anni per l’autonomia energetica della Regione. Ed è in arrivo il nuovo Programma regionale Energia, Ambiente e Clima, in fase di definizione a cura dell’assessorato Ambiente e Clima.

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la legge che consentirà di creare una rete diffusa di impianti di produzione e accumulo energetico. Un investimento complessivo di 22 milioni di euro in tre anni per l’autonomia energetica della Regione. Ed è in arrivo il nuovo Programma regionale Energia, Ambiente e Clima, in fase di definizione a cura dell’assessorato Ambiente e Clima.

Seimila comunità energetiche in cinque anni

La normativa sugli impianti di produzione e accumulo energetico nasce da due progetti di legge riuniti in un unico percorso di approvazione ed è sostenuta da un investimento regionale iniziale di 22 milioni di euro, che consentirà di creare una rete diffusa di impianti per seimila comunità energetiche nei prossimi cinque anni. La nuova rete risponderà ai fabbisogni di abitazioni private, aziende, ospedali, scuole ed enti locali, riducendo i costi energetici a carico dei consumatori.

Incremento di potenza fotovoltaica di 1.300 MW

A regime, infatti, le comunità energetiche saranno in grado di generare un incremento di potenza fotovoltaica di quasi 1.300 MW, cioè un terzo dell’obiettivo di sviluppo del fotovoltaico entro il 2030. La realizzazione dei nuovi impianti e la loro manutenzione possono avere anche ricadute occupazionali significative, generando nuove opportunità di lavoro.

Promuovere la cultura delle fonti rinnovabili

La funzione di coordinamento di tutte le comunità energetiche sarà svolta dalla Comunità energetica regionale lombarda, Cerl. La Cerl dovrà promuovere la cultura delle fonti di energia rinnovabile con iniziative formative e informative dirette ai cittadini, alle imprese e agli enti e supportare la nascita delle singole comunità energetiche territoriali.

«Le nostre aziende, in questo momento, dipendono dall’acquisto di energia dall’estero», spiega il consigliere Gabriele Barucco (Forza Italia), relatore della nuova legge con Massimo De Rosa (Movimento 5 Stelle). «Questa necessità le rende meno competitive sui mercati internazionali, mentre la povertà energetica aumenta tra le famiglie, in alcuni casi in modo drammatico. La nuova legge mira ad evitare che la Lombardia sia costretta ad acquistare energia da altri Paesi, diminuendone, in questo modo, il costo, perché il privato cittadino diventa “produttore in proprio” attraverso la comunità energetica. Questo passo è il primo verso l’autonomia energetica della Regione».

«Indipendenza energetica, tutela ambientale, miglioramento della qualità di vita. Questa legge offre una risposta concreta ad esigenze attuali», sottolinea il consigliere Massimo De Rosa. «Caro-bollette, famiglie in crisi, imprese che chiudono a causa dei costi dell’energia sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Le comunità energetiche rinnovabili, Cer, rappresentano una soluzione che, anche se non risolverà tutti i problemi da domani, saprà arrecare un forte contributo. Le Cer, permettono ai territori di mettersi insieme in un’ottica di produzione, autoconsumo e indipendenza energetica. Il Consiglio regionale della Lombardia si impegna attivamente in questo processo di cambiamento, sostenendolo e accompagnandolo con un appoggio concreto a cittadini, imprese ed enti locali che inizieranno il percorso per costituire una Cer».

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti (Pd), rimarca «l’importanza di coinvolgere il mondo cooperativo nei percorsi di promozione delle comunità energetiche rinnovabili, consolidando le relazioni tra produttori, consumatori e utenti», mentre per il presidente della Commissione Ambiente, Riccardo Pase (Lega), «le comunità energetiche si fondano su autoconsumo e condivisione dell’energia attraverso le fonti rinnovabili che, non essendo direttamente condizionate da eventi geopolitici, hanno un’incidenza minore sulle bollette di imprese e famiglie».

L’andamento dei costi delle materie prime si tradurrà nel primo trimestre di quest’anno in un aumento del 55% per la bolletta dell’elettricità e del 41,8% per quella del gas. I segni «più» significano che una famiglia spenderà mediamente circa 823 euro all’anno per l’elettricità, con un aumento di 334 euro, e 1.560 euro per il gas, con un incremento di 610 euro.

Il sistema delle comunità energetiche rinnovabili sarà finanziato con un investimento di 22 milioni di euro in tre anni, così suddivisi: 400 milioni nel 2022 per il funzionamento della struttura e 1 milione e mezzo per la realizzazione del sistema di monitoraggio;10 milioni nel 2023 e 10 milioni nel 2024 per le misure di sostegno della Comunità energetica regionale lombarda. A queste risorse potranno aggiungersi quelle del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr, che prevede, a sostegno delle comunità energetiche, un finanziamento nazionale di 2,2 miliardi di euro per i Comuni con meno di 5 mila abitanti; quelle del Programma operativo regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale (Por Fesr) a disposizione della Regione per il sostegno alla diffusione delle Cer, che ammontano a 55,5 milioni di euro.

Il programma regionale per energia e clima

La Lombardia, intanto, ha un’ambizione, come dichiara esplicitamente l’atto di indirizzo, approvato dal Consiglio regionale, per il nuovo Programma regionale energia, ambiente e clima (Preac), in fase di definizione a cura dell’assessorato Ambiente e Clima.

L’ambizione è trasformare i «meno» in «più»: più energia rinnovabile, più posti di lavoro nei campi della sostenibilità, più efficienza energetica in tutti i settori e, soprattutto, più attenzione ai territori locali e alle comunità. Quest’ultimo, poi, è considerato un vero e proprio pilastro per i prossimi decenni, com’è dimostrato dall’attenzione posta sulla diffusione delle comunità energetiche rinnovabili.

Più fonti pulite, emissioni giù del 40 per cento

Gli indirizzi regionali, che il Preac dovrà aggiornare rispetto al «Fit for 55%» della Commissione Europea, prevedono che, nel 2030, le energie rinnovabili possano coprire più di un terzo di tutti i consumi di energia e che gli stessi diminuiscano tra il 28% e il 32% rispetto ai valori del 2005. Le fonti rinnovabili, in Lombardia, passeranno da 3,5 milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio) a 5,5 o, addirittura, 5,9 milioni di tep.

Le emissioni di gas climalteranti, conseguentemente, saranno abbattute del 40% nel 2030 e sostanzialmente azzerate nel 2050. L’ambizione lombarda consiste nel voler rendere la capacità di lavoro e di impresa del territorio protagonista di questa vera e propria rivoluzione. Non sono di meno le ambizioni sociali: le comunità energetiche sono il primo passo per creare un argine efficace ai costi dell’energia, che, in questi mesi, mettono a dura prova famiglie e imprese, e al fenomeno della povertà energetica, che colpisce in modo crescente molte famiglie che, ancora oggi, faticano a riscaldare e a illuminare le proprie abitazioni.

La capacità di innovazione delle imprese del territorio sarà decisiva per raggiungere gli obiettivi. Sarà fondamentale la più efficace programmazione delle risorse economiche e finanziarie, a partire dai nuovi Fondi strutturali europei per il settennato 2021-2027. Un ruolo importante avranno, nel breve periodo, anche le risorse economiche del Pnrr. Gli orientamenti espressi dal Consiglio regionale disegnano una Lombardia completamente nuova rispetto a quella che siamo abituati a conoscere, ma non certo nuova nella capacità di riconoscere le opportunità e trasformarle in iniziative e in nuova crescita economica.

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