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Risparmio energetico, obbligo e vantaggio per Comuni e imprese

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Risparmio energetico, obbligo e vantaggio per Comuni e imprese

«Il risparmio energetico è un obiettivo per tutte le organizzazioni, pubbliche e private. A partire dalle famiglie. La sostenibilità – come hanno ricordato all’unisono le Nazioni Unite, l’Unione Europea e il Papa nella sua straordinaria enciclica “Laudato si’” – poggia su tre gambe: economica, ambientale e sociale. Risparmiare energia raggiunge un beneficio economico, perché la spesa diminuisce; ambientale, perché meno consumi significano minori emissioni in atmosfera; sociale, perché invita a un atteggiamento rispettoso della natura e degli altri».

Un beneficio economico per la diminuzione della spesa, ambientale per le minori emissioni, e sociale

Luca Bertoni, ingegnere, si è laureato al Politecnico di Milano nel luglio 1986 e da 15 anni si occupa di efficienza energetica soprattutto in campo civile, sia nel settore privato sia in quello pubblico. Esperto certificato in gestione dell’energia, attualmente è anche energy manager in Asst Bergamo Est e in Università degli Studi di Trieste.

Gestire l’energia: una possibilità o una necessità?

«Risparmiare soldi e diminuire le emissioni in atmosfera sono un obbligo rispetto al quale penso che oggi nessuno possa nutrire alcun dubbio. Quindi la corretta gestione dell’energia rappresenta una necessità, tanto più impellente quanto più è complessa l’organizzazione che ha obiettivi di risparmio. Cerco di spiegarmi. Per raggiungere i risultati previsti, occorre dotarsi di un programma di lungo termine, che deve essere declinato in obiettivi periodici, normalmente annuali. Per diminuire i consumi le azioni da intraprendere seguono un preciso ordine temporale».

«Si parte da interventi tecnologici, come la sostituzione dei vecchi componenti, ad esempio la caldaia, le lampade, il vecchio monitor del computer. Si passa poi a una migliore gestione degli stessi, cercando di utilizzare la nuova caldaia e le nuove lampade a led solo quando sono necessarie, attraverso l’installazione, ad esempio, di valvole termostatiche su ogni calorifero, per chiudere il cerchio con l’affermazione di comportamenti adeguati, ad esempio spegnere le luci quando si esce da una stanza e i computer quando si va a pranzo».

Dalla sostituzione dei vecchi componenti al controllo dei consumi, a comportamenti adeguati

«Occorre, però, dotarsi di un metodo per rendere efficace questo percorso, compatibilmente con le risorse umane ed economiche disponibili: occorre “gestire l’energia”. Per gestire bene l’energia e raggiungere gli obiettivi prefissati, ci viene in soccorso un metodo, non del tutto straordinario, se pensiamo che inconsciamente tutti lo applichiamo a molte delle attività quotidiane, ad esempio quando programmiamo le vacanze. Il metodo di codifica in quattro azioni: pianificare come raggiungere gli obiettivi; attuare le azioni pianificate; controllare, durante il percorso, se tutto quanto abbiamo pianificato stia funzionando al meglio; al termine, verificare se gli obiettivi prefissati siano stati raggiunti, per riflettere se tutto sia andato bene e che cosa sia possibile migliorare».

Pianificare gli obiettivi, attuare le azioni, controllare durante il percorso, verificare al termine

Pubblica amministrazione e gestione dell’energia

«La pubblica amministrazione, per mandato europeo, ha l’obbligo di assumere un comportamento esemplare attraverso la riduzione dei propri consumi energetici. La pubblica amministrazione dispone di ottimi strumenti per fare questo: ricordo, ad esempio, i Piani d’azione per l’energia sostenibile e il clima, Paesc, e i Contratti di servizio energia. Attraverso i Paesc, la pubblica amministrazione pianifica gli obiettivi di risparmio, non solo propri ma anche dell’intero territorio amministrato, e agisce per raggiungerli. Con i Contratti di servizio energia, spesso proposti nell’ambito di convenzioni dalle centrali di acquisto, ha un efficacissimo strumento per riqualificare energeticamente i propri edifici, sfruttando via via i risparmi conseguiti».

Gli enti locali pianificano gli obiettivi di risparmio propri e dell’intero territorio amministrato

« Il problema in merito ai Paesc, a mio avviso, è la scarsa consapevolezza da parte dei Comuni della potenzialità dello strumento. Diversamente, per quanto riguarda i Contratti di servizio energia, la debolezza dei controlli sul corretto adempimento da parte dei fornitori degli obblighi contrattuali. La risposta a questi due problemi è il rafforzamento delle competenze dei Comuni attraverso la realizzazione di servizi e uffici in forma associata. Pensiamo alla stagione che si apre oggi a valle dell’approvazione da parte di Regione Lombardia del Piano territoriale regionale e dei conseguenti obblighi relativi all’aggiornamento dei Piani di governo per il territorio. Perché non pensare a Pgt in forma intercomunale – una possibilità prevista dalla legge urbanistica regionale – di cui prevedere i Paesc parte integrante e affiancarvi attività di formazione per energy manager intercomunali cui affidare la gestione di Paesc e Contratti di servizio energia?».

La gestione di Paesc e Contratti di servizio si può affidare a energy manager intercomunali

Risparmio ed efficienza, imprese competitive

«Sono certamente uno degli strumenti principali per migliorare la competitività delle imprese. Ridurre i consumi significa ridurre la spesa energetica e quindi liberare risorse per altre attività aziendali, ad esempio la ricerca e lo sviluppo. L’adozione di un sistema di gestione dell’energia oppure il calcolo della propria impronta di carbonio, se certificati da parte terza, costituiscono un prezioso biglietto da visita per posizionarsi meglio nel mercato in cui le aziende operano, anche in un’ottica di acquisto responsabile da parte del consumatore finale».

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