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Sviluppo sostenibile, l’affollamento
confina l’Italia tra i Paesi arretrati

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Un corridoio del carcere di via Gleno a Bergamo Foto Yuri Colleoni

È considerato un prerequisito indispensabile per sconfiggere povertà e fame, raggiungere parità di genere e salute, migliorare l’ambiente e la produzione. Senza pace, istituzioni democratiche e attente ai bisogni dei cittadini, senza giustizia è impossibile migliorare il mondo. L’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile promuove la costruzione di società pacifiche e inclusive attraverso il raggiungimento di dodici traguardi nei ventiquattro indicatori che misurano abusi, violenze, corruzione; si impegna contro il traffico di bambini e di armi; per il diritto all’identità legale e la partecipazione alla vita politica.

La pandemia non ha fermato la guerra in diverse parti del mondo; democrazia e sistemi giudiziari rimangono una sfida in molti Paesi. I dati riferiti al 2018 parlano di 70 milioni di persone che fuggono da conflitti, il numero più alto in settant’anni. Ogni giorno si registrano 100 vittime tra i civili nonostante gli accordi internazionali. Un bambino su cinque, a livello globale, non è censito ufficialmente, una condizione che apre la strada ad abusi e prevaricazioni e impedisce l’accesso a coperture sociali e a una giustizia equa: uno su dieci subisce violenza sessuale prima dei 18 anni, ogni 7 minuti – secondo l’Onu – un bambino viene ucciso.

La vita in Europa, una delle aree più pacifiche del mondo, è più tranquilla: qui l’Obiettivo 16, negli ultimi cinque anni, ha registrato i maggiori miglioramenti. Il tasso di omicidi e la percezione di insicurezza e di occorrenza di crimini calano in Europa, secondo il rapporto Sviluppo Sostenibile; la fiducia nelle istituzioni europee cresce. Le frodi informatiche aumentano (+92% dal 2010 al 2018), la partecipazione sociale diminuisce (-4,2% dal 2019 al 2020). Un Paese europeo, la Danimarca, a pari merito con la Nuova Zelanda, registra, nel 2020, il migliore Indice di Percezione della Corruzione, 88 punti in una scala che va da zero a 100. Somalia e Sud Sudan (12 punti) sono agli ultimi posti della classifica, stilata da Transparency International. La posizione del l’Italia, al 52° posto (su 180), è pesante, con un punteggio (53/100) più basso della media europea, a sette punti dal fondo, occupato da Romania, Ungheria e Bulgaria. In Italia – rivela l’Osservatorio dei Diritti – nel 2020 si sono verificati 211 omicidi (di cui 112 di donne) contro i 315 del 2019 (111 donne); le persone che hanno subito atti di violenza sono state il 9,4% della popolazione (la media europea è l’11%). All’Italia va il record continentale di sovraffollamento delle carceri: a giugno 2021, secondo i dati raccolti dall’associazione Antigone, era del 105,6%. Il sovraffollamento è un grave problema per il carcere di Bergamo, il quinto più affollato d’Italia, dopo Brescia, Grosseto, Brindisi, Crotone: i 315 posti sono occupati da 529 detenuti. Un brutto neo in una provincia che si è aggiudicata il semaforo giallo per il 71% dell’obiettivo raggiunto.

L’impegno di Covestro per lo sviluppo sostenibile

«Questo obiettivo è un’importante condizione quadro per l’attuazione di tutti gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile all’interno dell’Agenda», sottolinea Covestro, la multinazionale tedesca con sede italiana a Filago, leader nel settore dei polimeri. «Per raggiungere l’Obiettivo 16, promuoviamo l’applicazione dei nostri principi aziendali e di standard elevati su tutta la nostra filiera». L’impatto maggiore si verifica nelle aree del personale, della sicurezza, dell’ambiente e dei diritti umani, dove l’azienda ha attivato lo strumento del “whistleblowing”, la possibilità di segnalare frodi o situazioni di pericolo, per rilevare e prevenire eventuali violazioni di conformità.

«È importante che non solo noi stessi agiamo e produciamo in modo sostenibile, ma che anche i nostri fornitori e partner esterni soddisfino i nostri standard». Una responsabilità etica che per Covestro significa gestire l’attività in modo responsabile, rispettando i requisiti legali e normativi dei Paesi in cui opera: «La nostra Corporate Compliance Policy costituisce il quadro di riferimento per agire nel rispetto delle regole, sulla base di competenza, correttezza e affidabilità. La reputazione di Covestro è un fattore chiave per il valore della nostra azienda».

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