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Un’agricoltura sempre più all’avanguardia col sostegno giusto può crescere ancora

Articolo. Il settore agricolo a Bergamo sta contenendo i danni dovuti alla pandemia, dimostrando una spiccata resilienza. Finanziamenti a fondo perduto e forti agevolazioni possono farlo crescere ancora.

Lettura 10 min.

Da sempre condannato a sottostare alle incognite legate al meteo, diventato ancora più ingestibile per i cambiamenti climatici che stanno portando anche sulla nostra provincia sempre più giornate con caratteristiche tropicali, il settore agricolo a Bergamo sta contenendo i danni dovuti alla pandemia in corso da oltre un anno, dimostrando una spiccata resilienza.

Merito certamente del carattere tipico dei bergamaschi, sempre determinati a raggiungere gli obiettivi prefissati e a non mollare mai, ma anche alle continue innovazioni portate sui campi e in azienda dagli operatori del settore, che hanno ben compreso l’importanza di far crescere l’impresa con continui investimenti in nuove tecnologie.

Investimenti che spesso possono ricevere una spinta importante dai bandi a carattere regionale, nazionale ed europeo dedicati ai programmi di sviluppo rurale e al sostegno del settore primario, tutelando l’ambiente e incentivando l’ecosostenibilità.

Qui la pandemia non ha lasciato il segno

Ma quante sono attualmente le realtà e qual è lo stato di salute del settore primario e delle industrie alimentari del nostro territorio? Analizziamo gli ultimi dati elaborati dall’unità Studi e statistica della Camera di Commercio di Bergamo.

A fine 2020 il totale complessivo delle imprese bergamasche attive nei settori Ateco A (Agricoltura, silvicoltura e pesca), C10 (industrie alimentari) e C11 (industria delle bevande) era pari a 5.492 unità, ovvero il 6,5% del totale delle imprese attive a fine dicembre dello scorso anno, pari a 83.791 realtà.

Nei tre settori analizzati (A e C10/11) la parte del leone in termini numerici la fanno le imprese agricole, che con 4.748 realtà rappresentano l’87% del totale dei tre settori, seguite dalle 613 dell’industria alimentare (11%). Un abisso separa le restanti categorie: 92 le imprese della silvicoltura, 36 quelle dell’industria delle bevande, solo 3 quelle attive nei settori della pesca e acquacultura.

Ma la distanza tra agricoltura e industrie alimentari si riduce moltissimo analizzando i rispettivi addetti: nel primo caso sono 8.235 (il 59% del totale), nel secondo 5.552 (circa il 40%). La CdC evidenzia che le imprese agricole sono in effetti per la stragrande maggioranza dei casi individuali, anche se la quota è scesa dall’80,5% di fine 2011 al 76,1% del dicembre 2020.

In compenso sono aumentate le società di capitale (3,8% a fine 2020) e di persone (19,3%). Nell’anno drammatico contrassegnato dalla pandemia, il settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca) ha contenuto i danni, registrando la chiusura di 37 imprese (-0,8%).

Il numero di addetti è in crescita

Confrontando i dati dei tre settori sin qui approfonditi (A e C10/11) con quelli del dicembre 2015, si nota che a fronte di una diminuzione delle imprese complessive (allora erano 5.661 rispetto alle 5.492 del dicembre scorso (-3%), vi è stato nel contempo un incremento delle forze lavoro, passate dai 13.772 addetti del 2015 agli attuali 14.248 (+3,5%).

Sia il numero delle imprese del settore primario sia quello dei suoi addetti è diminuito nell’ordine del 2,8% e del 1,2%, ma a fronte di 82 addetti in meno nel settore primario si registra un incremento di 500 addetti nell’industria alimentare.

Se si analizzano invece i dati delle imprese negli ultimi dieci anni (2011-2020) si nota che il settore primario (escluse quindi le industrie alimentari) ha registrato una leggera diminuzione del numero di imprese attive (dal 6% al 5,8% del totale).

Detto che i freddi numeri delle statistiche non possono trasferire l’enorme scrigno di esperienze, competenze e passioni delle decine di migliaia di operatori del mondo agroalimentare che si sono passati il testimone nei secoli passati, gli stessi numeri confermano la voglia nella Bergamasca di mantenere più che mai vivo un settore che ha contrassegnato la vita e la storia del nostro territorio nei secoli scorsi, e che oggi rappresenta un capitale umano straordinario e una produzione d’eccellenza che porta il made in Italy a conquistare le tavole di mezzo mondo.

Finanziamenti e agevolazioni sostengono il settore

 

Un percorso fatto di grandi soddisfazioni ma anche di molti sacrifici e insidie. Per questo le istituzioni (regionali, nazionali ed europee) da anni stanno sostenendo il settore primario e i suoi operatori, con finanziamenti spesso a fondo perduto e con forti agevolazioni.

Ne parleremo con nuove puntate dedicate a questo importante tema, che ha ricadute molto positive per tutto il territorio, in particolare per quelle zone della pianura e delle valli che caratterizzano il nostro territorio. Nel frattempo, conosciamo un paio di imprese che, con il loro lavoro fatto di competenze, innovazioni e sguardo rivolto al futuro, sono diventate delle eccellenze del nostro territorio sempre più apprezzate a livello nazionale.

Un esempio di organizzazione e innovazione

Da dieci anni procede spedita la corsa di Terra&Vita, marchio di Buonaterra, azienda bergamasca protagonista dal 2001 nei settori della IV e V gamma, con un assortimento completo di insalate e prodotti ortofrutticoli, zuppe e tanti prodotti pronti all’uso, che fanno la gioia di sempre più appassionati di cose buone in tavola, a corto però del tempo necessario in cucina.

 

La società per azioni con sede a San Paolo d’Argon ha messo il turbo grazie ad un modello organizzativo molto innovativo e distintivo che abbina al vasto menù di prodotti (oltre 280) di alta qualità, un servizio altrettanto efficiente e tecnologico «costituito da oltre sessanta merchandiser e da un sistema digitale integrato di ultima generazione - spiegano Gian Nava, presidente di Buonaterra, e la moglie Flory Capelli, responsabile amministrativa della società -, che consente il monitoraggio costante di tutte le fasi dell’attività, dalla presa in carico degli ordinativi al lavoro nei campi, sino alla consegna al punto vendita».

Il merchandiser è dotato di un sistema digitale integrato di ultima generazione

«Questo permette di ottimizzare tutti i processi della filiera, producendo solo ciò che viene venduto quotidianamente, senza giacenze di magazzino, senza sprecare nulla del raccolto della terra e ottimizzare la gestione delle giacenze in tempo reale dei 1.400 supermercati sparsi in tutto il Nord Italia che hanno scelto i nostri prodotti».

 

Una delle serre da cui provengono i prodotti di Buonaterra

Sconfitto anche il lockdown

Con il lockdown il mercato della IV gamma è andato in sofferenza, dato che riguarda prodotti freschissimi che hanno bisogno di un’alta frequenza nell’acquisto, mentre in quel periodo ci si recava al supermercato una volta la settimana, limitando così la spesa di insalatine e prodotti ortofrutticoli pronti all’uso.

Ma grazie al modello integrato di Buonasera che consente di gestire internamente l’intera filiera, «siamo stati attenti a gestire direttamente il banco freschi dei supermercati (in particolare quelli di prossimità) - sottolineano i coniugi Nava e Capelli - essendo l’unica azienda in Italia certificata a fare il servizio di merchandising completo. Questo ci ha consentito di acquisire nuovi clienti. Presidiando costantemente i punti vendita abbiamo mantenuto l’ampiezza dell’assortimento, chiudendo l’anno con incremento del fatturato superiore al 20%».

«Abbiamo sempre creduto - continua il presidente Nava - che per migliorare i risultati sia necessario un giusto mix tra l’alta qualità delle materie prime utilizzate, una lavorazione con impianti tecnologicamente sempre all’avanguardia, un presidio costante in store e continue innovazioni di prodotti e servizi.

Per questo motivo ai tre siti dedicati ognuno a un settore specifico (IV e V gamma e Biologico) lo scorso anno abbiamo aggiunto un nuovo stabilimento produttivo dedicato alla IV gamma evoluta, con l’aggiunta di arricchitori pronti al consumo anche a base non vegetale, proponendo nel contempo al mercato nuovi prodotti, quali ad esempio la ciotola Ceasar Kebab e la zuppa di lenticchie, che hanno subito conquistato il gradimento dei gourmand in costante crescita».

 

Il reparto dedicato alla preparazione delle zuppe...

 

... e il lavaggio dell’insalata

Logistica integrata, ecco l’arma vincente

Il tratto distintivo di Buonaterra sta nel poter controllare e gestire in ogni istante tutta la filiera, dalla coltivazione delle materie prime utilizzate per la IV gamma, dove spicca il fiore all’occhiello di una serra a campata unica da 50.000 mq, alla lavorazione nei quattro stabilimenti dotati di tutte le più moderne tecnologie, fino alla logistica integrata che consente il trasporto, l’allestimento e la gestione dei banchi freschi nei punti vendita. L’ampio assortimento di prodotti consente di soddisfare le diverse richieste di tutti i clienti, sempre alla ricerca di prodotti nuovi, salutari e pronti all’uso.

L’azienda di San Paolo d’Argon, grazie a idee vincenti, a continui investimenti nell’innovazione e nella ricerca di qualità, è un’esempio dell’eccellenza made in Bergamo anche nel settore agroindustriale. Con un valore aggiunto, la grande passione e voglia di fare bene di tutti i collaboratori.

Protagonista nei settori della IV e V gamma

Il presidente di Buonaterra, Gian Nava, spiega come l’azienda di San Paolo d’Argon è diventata protagonista nei settori della IV e IV gamma, anche evoluta. Grazie a una gestione diretta e hi-tech di tutta la filiera, ad una Academy per la formazione dei merchandiser, con il coordinamento e il monitoraggio in tempo reale dalla sede di San Paolo d’Argon di tutte le fasi di lavorazione per garantire prodotti sani, freschi e controllati, in meno di 24 ore i prodotti passano dal raccolto nei campi ai frigor di 1.400 punti vendita dislocati in tutto il Nord Italia. Ogni anno il menù di Terra&Vita (brand di Buonaterra) si arricchisce di nuovi prodotti, oggi arrivati a 280: insalatine, ortofrutticoli, minestre e zuppe pronti all’uso.

La produzione viene attuata nel rispetto della salvaguardia dell’ecosistema naturale. La divisione Ricerca e Sviluppo intercetta le richieste del mercato per offrire sempre nuovi prodotti di successo. Il sistema integrato di Buonaterra, che contente il controllo in tempo reale della gestione dei prodotti nei punti vendita, evita qualsiasi spreco dei prodotti. I prossimi obiettivi: tra poche settimane apre un nuovo slot a Bologna, entro due anni la conquista dei supermercati del centro Italia, partendo da Roma, logistica sempre più green (entro tre anni almeno il 70% dei mezzi tutti elettrici). Qualità, innovazioni, soluzioni hi-tech e visione sempre proiettata nel futuro, il tutto condito da tanta passione, entusiasmo, e voglia di fare le cose per bene del team: così Buonaterra è diventata un’eccellenza del settore.

Isola Verde, quando i produttori si alleano

Una veduta aerea delle serre della (Op) Isola Verde di Telgate

Tra le realtà bergamasche protagoniste nel settore della prima gamma, si sta facendo notare da anni a livello nazionale l’organizzazione di produttori (Op) Isola Verde di Telgate. Costituita nel 2014 da undici soci dopo una lunga esperienza maturata sul campo a partire dagli anni ’90, oggi l’Op di soci ne conta diciannove, distribuiti tra la nostra provincia e quella di Salerno. Ogni azienda o società agricola ha i propri campi da coltivare (si passa da 3-5 ettari, arrivando sino a 50 ettari) ed il proprio personale: ma tutti uniti da un modello organizzativo e un piano di lavoro che consente di ottenere la massima qualità dei prodotti tramite processi all’avanguardia e curati nei minimi particolari.

 

Ben 320 gli ettari di terreno coltivati complessivamente dall’Op specializzata nella produzione e commercializzazione di insalate baby leaves (sia integrata che biologica, quest’ultima in costante aumento), 225 dei quali lavorati in grandi serre (multi tunnel) che consentono ampi margini di manovra al loro interno e di utilizzare i macchinari più all’avanguardia del settore, in grado di garantire la massima precisione e sicurezza.

Oltre 120 gli ettari coltivati dalle sei realtà della Bergamasca (Orticoltura Sonzogni Giuliano, società agricola Naturvita, azienda agricola Pezzali Giuseppina, Orticoltura Merli e Sonzogni, società agricola Amicaterra e società agricola Santa Lucia), ai quali si aggiungono i 200 ettari nel Salernitano, per un totale di 11 mila tonnellate di produzione previste per quest’anno, tra rucola selvatica, lattughino verde e rosso, insalate orientali, baby leaves mix, valerianella, spinacino baby, red chard.

 

La coltivazione del lattughino rosso

 

La lavorazione della terra nelle serre

Investimenti continui in tecnologie all’avanguardia

I continui investimenti in nuove tecnologie (citiamo quali esempi, le serre hi-tech dotate di sistema automatico per l’ombreggio e di centrali e stazioni di registrazione per monitorare temperature e umidità, e i macchinari innovativi di massima precisione), sono stati possibili anche grazie alla capacità dell’Op bergamasca di intercettare i contributi di diversi bandi, soprattutto regionali (legati al Programma di sviluppo rurale) ma anche europei, per i quali è tassativo essere una Op, ovvero un contenitore di produttori in grado di presentare un piano operativo.

 

Le macchine utilizzate per il lavaggio delle verdure

«I fondi pubblici sono fondamentali per chi opera nel settore primario - spiega Giuseppina Pezzali, per tutti Giusy, direzione vendite e fondatrice dell’Op Isola Verde -, perché i costi fissi sono molti, per essere competitivi sul mercato e dare qualità è necessario investire in nuovi prodotti, macchinari e servizi, e poi c’è il fattore meteo, che rappresenta sempre una grande incognita, con rischi annessi. Bene quindi i bandi, meglio se affrontati con il supporto di esperti del settore, perché si devono superare dei passaggi tecnici impegnativi e dovendo conquistare punteggi molto elevati, i consigli di un esperto sono fondamentali.

 

La tecnologia velocizza tutti i passaggi dal campo alla tavola

L’Op di Telgate ha partecipato con successo anche ai bandi dell’Inail che hanno messo a disposizione delle società e aziende agricole circa 70 milioni di euro di incentivi a fondo perduto per l’acquisto di macchinari e attrezzature hi-tech.

Tutto ciò ha consentito a Isola Verde di migliorare l’efficienza produttiva, la qualità dei prodotti e la sicurezza sul posto di lavoro, con conseguente ottimo andamento dei conti economici e crescita costante dell’Op di Telgate. I numeri parlano chiaro. Oltre al forte incremento degli ettari coltivati, oggi i dipendenti sono saliti a 160, il parco macchine (inteso quale insieme di tutti i mezzi necessari allo svolgimento dell’attività) è cresciuto dai 50 mezzi del 2015 agli attuali 90, e il fatturato è passato dai 16,8 milioni di euro del 2015 ai 26,8 milioni del 2019, con un balzo del 60% in cinque anni. Non sappiamo se ancora oggi il contadino porti scarpe grosse, ma di sicuro, almeno all’Isola Verde, continua ad avere il cervello fino.

«Crediamo nella cura della terra, nel miglioramento continuo della qualità del lavoro e nella ricerca costante di nuove soluzioni tecnologiche - sottolinea Giusy Pezzali -, per portare in tavola il sapore e la genuinità della nostra tradizione agricola.

Antiche tradizioni da valorizzare, ma rivolgendo nel contempo uno sguardo al futuro, investendo in nuove idee e innovazioni di prodotti e servizi. La gestione della produzione ad esempio è centralizzata - continua Pezzali -, per condividere i metodi di coltivazione tra le nostre aziende agricole e garantire ai nostri clienti un unico standard produttivo».

Curare le fasi di produzione è un’arma vincente

Tutte le fasi della produzione

La sinergia tra le aziende produttrici e un processo condiviso di controllo e analisi permettono di garantire la fornitura di insalatine baby leaves durante tutto l’anno. Ogni passaggio del ciclo di produzione è curato e controllato nei minimi dettagli, iniziando dall’analisi del terreno; poi l’attenta selezione delle sementi; il monitoraggio continuo della crescita del prodotto, della qualità della materia prima, evitando diserbi chimici e utilizzando solo scerbatura manuale in campo.

Fondamentale anche il monitoraggio delle temperature e dell’umidità, grazie anche ad un sistema automatizzato per l’ombreggio. E poi la raccolta immediata nei tempi giusti e i diversi controlli per preservare e assicurare la qualità del prodotto, che avvengono tramite l’utilizzo di selezionatrici ottiche e metal detector e un continuo piano di efficaci controlli analitici. Infine, ma non meno importanti, le fasi del confezionamento e della spedizione.

 

Il sistema automatico di confezionamento

«Raccogliamo le insalate in imballi dedicati per distinguere le produzioni biologiche (casse gialle) da quelle integrate (casse blu) - spiega Giusy Pezzali -. Su richiesta, possiamo occuparci del confezionamento di insalate baby leaves prima gamma non lavate, sia in busta che in vassoio sigillato con film per alimenti secondo la tecnica flow pack. Utilizziamo film biodegradabile (rif mais) e vaschetta R-PET. Il confezionamento può essere effettuato con film neutri o film personalizzati, e le confezioni vengono fornite in cartoni, colli e minicolli. Quasi tutte le nostre baby leaves non vengono stressate da processi di lavaggio e asciugatura, di conseguenza hanno un ciclo di vita più lungo. L’unica insalata che viene pre-lavata nei nostri stabilimenti è la valerianella, che è sottoposta ad un processo di lavaggio e asciugatura secondo il metodo dewatering».

 

Tutte le certificazioni della Op di Telate

L’eccellenza del lavoro ha consentito alla Op di Telate di ottenere una dozzina di certificazioni, le più importante del settore, anche a livello europeo. Le ultime mosse di Isola Verde sono state l’ampliamento di un capannone per la gestione dei due sistemi di lavorazione, con una particolare attenzione alla produzione bio (che coinvolge diverse aziende), in continua crescita nella domanda da parte dei consumatori.

I macchinari più all’avanguardia del settore

Le grandi serre (multi tunnel) dell’Op Isola Verde consentono di utilizzare i macchinari più all’avanguardia del settore, in grado di garantire la massima precisione dei tagli e sicurezza per gli addetti. Ogni passaggio del ciclo di produzione è curato e controllato nei minimi dettagli, iniziando dall’analisi del terreno e dalla selezione delle sementi, con il monitoraggio continuo della crescita del prodotto, delle temperature e dell’umidità, grazie anche ad un sistema automatizzato per l’ombreggio.

Raccolta immediata nei tempi giusti e diversi controlli per preservare e assicurare la qualità del prodotto, con l’utilizzo di selezionatrici ottiche e metal detector. Con l’accurato confezionamento il prodotto è pronto per la spedizione.

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