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Aziende: ecco come misurare il proprio impatto sociale

Un passo fondamentale oggi: serve anche alle piccole e medie imprese per fare chiarezza e comunicare, nonché per attrarre capitali.

Lettura 9 min.

Sommario

Un termine, un mondo
Ottime ragioni per valutarsi
Come misurare passo dopo passo
Una teoria per passare all’azione
Prove per calcolare l’impatto
Coinvolgere sempre la prima via

Checklist

Misurare l’impatto sociale oggi è una necessità e una fonte di molteplici occasioni. Anche un modo per attrarre capitali, perché oggi ce ne sono sempre più per spronare e spingere le aziende sulla strada della responsabilità sociale. Ma le imprese stentano a cogliere queste opportunità.

Nell’ultimo longform avevamo approfondito l’importanza di un dialogo a tutto campo con gli stakeholder. Ora ecco appunto un nuovo, importante passo: perché misurarsi rappresenta un gesto di chiarezza verso se stessi e verso di loro.

Un termine, un mondo

Con il termine ”impatto sociale” intendiamo prendere in considerazione l’Impatto dell’organizzazione sulla società in senso ampio, includendo cioè, sia l’impatto che questa genera sugli individui, sia l’impatto generato sull’ambiente.

Oggi avere un orientamento all’impatto sociale viene richiesto alle imprese da vari stakeholder, a partire dai clienti, dall’opinione pubblica, dalle istituzioni e dagli investitori.

Il cambiamento di prospettiva in atto è evidente perché, non solo all’estero, ma anche in Italia, sempre più imprenditori stanno agganciando alla loro attività di business una mission a forte impatto sociale.

Gli imprenditori sociali sono circa centomila nel nostro Paese. Bene, facciamo allora un altro calcolo che fotografia la situazione attuale e il raffronto è lampante.

Sono circa duecento le imprese che si sono iscritte al registro delle Società Benefit dal 2016.

Ma tutto questo riguarda le Pmi? Per rispondere a questa domanda viene alla mente la scena di Ritorno al Futuro in cui Marty, nel 1955 al ballo della scuola, inizia l’assolo versione hard rock di Johnny B Goode e, agli sguardi visibilmente perplessi del pubblico, risponde: «Penso che ancora non siate pronti per questa musica…ma ai vostri figli piacerà».

Impatto sociale, misurazione di impatto sociale, misurazione degli outcome, social bond, impact investing ecc. sono termini che si sentono pronunciare in modo sempre più ricorrente e vale la pena oggi capire di cosa si tratta e come introdurlo all’interno dell’impresa.

Cerchiamo allora di mettere chiarezza su cosa sia e cosa potrebbe significare per la tua impresa l’impatto sociale, approfondendo alcuni approcci e metodologie.

lnoor Ebrahim, professore alla Fletcher School definisce “impatto”, quel cambiamento significativo e/o duraturo generato nella vita delle persone come risultato delle attività dell’organizzazione.

L’imprenditore che aspira a creare impatto, vuole che qualche cambiamento positivo sia generato dalle sue attività di business e questo vale in ogni settore: da chi produce materiali edili con materiali di scarto, a chi si occupa di e-commerce nel settore dell’abbigliamento per bambini, per far riferimento a due esempi di aziende finaliste della Global Social Venture Competition 2019.

Dopo questa premessa il tema fondamentale diventa come mettere in pratica una strategia di orientamento all’impatto sociale e dunque come valutare il proprio impatto.

Che cos’è la misurazione dell’impatto sociale?

Un processo che porta a comprendere quanto cambiamento sociale e ambientale si è verificato e può essere attribuito alle attività dell’organizzazione.

Questo indica una relazione di causalità: implicitamente significa che bisognerebbe stimare quello che sarebbe successo senza l’intervento dell’organizzazione, quello che i valutatori chiamano “analisi controfattuale”. Il termine potrebbe sembrare un tecnicismo, ma questa precisazione è fondamentale, per comprendere cos’è la misurazione di impatto sociale.

L’integrità del processo discende da una dichiarazione d’impatto e da una chiara strategia incentrata sull’impatto. Per questo è molto diverso sia da reporting di sostenibilità che da bilancio sociale, ma spesso si confonde con queste categorie.

Ottime ragioni per valutarsi

Esiste una pluralità di ragioni per cui ci si affaccia al processo di misurazione dell’impatto sociale:

  • per spinte che arrivano dall’esterno dell’organizzazione
  • per rispondere a obiettivi interni

Questa pluralità di obiettivi e di soggetti coinvolti è una delle principali fonti di complessità della misurazione.

  • Comunicazione ed Accountability: misurare il proprio impatto ha una funzione comunicativa sia interna che esterna verso gli stakeholder. Quindi è importante misurare il proprio impatto per poter comunicare ai propri clienti la responsabilità e l’impegno sociale e ambientale dell’azienda aumentandone l’attrattività. Anche gli investitori, richiedono informazioni trasparenti e di qualità e vedono la misurazione come strumentale per la gestione del loro portfolio, in quanto permette di prendere decisioni su nuovi investimenti, allocazione di risorse e sulla scelta di continuare un investimento o disinvestire
  • Supportare il processo decisionale: il monitoraggio in fase di implementazione e una valutazione a consuntivo è estremamente utile per meglio gestire e comprendere i risultati, positivi o negativi, raggiunti, per individuare gli elementi che hanno funzionato e per prevedere interventi correttivi.
  • Sostenere il processo di apprendimento: la misurazione permette di valutare il miglioramento delle pratiche operative interne volte allo sviluppo delle competenze, del knowhow e delle funzioni preposte alla valutazione degli outcome e dell’impatto. In particolare nell’epoca dei “Big Data” la misurazione dell’impatto è funzionale alla creazione di una cultura “data-driven” e se implementata correttamente, sfruttando le nuove tecnologie di data analysis, permette di raccogliere molti dati su performance dello staff, diffusione e utilizzo dei servizi da parte dei beneficiari e feedback da parte di vari stakeholder su come migliorare attività e operazioni.
  • Pianificazione strategica: La Teoria del Cambiamento, che sta alla base di ogni valutazione di impatto sociale, effettuata ex ante permette all’organizzazione di definire una proposta di valore orientata all’impatto, che tenga cioè conto di come le azioni intraprese porteranno ad un cambiamento nella vita dei beneficiari, e come, attraverso tale impatto sarà possibile intervenire sul problema sociale a cui si cerca di trovare soluzione con il proprio operato. L’impatto sociale deve necessariamente legarsi alla strategia che è a sua volta connessa con la “vision”, la “mission” e con i valori dell’organizzazione.

Come misurare passo dopo passo

È necessario premettere alcuni principi necessari per impostare processi di misurazione di impatto inclusivi, trasparenti che garantiscano la materialità delle informazioni ancora prima di scegliere una certa metodologia.

Social Value International ha definito Sette Principi di “contabilità sociale” generalmente accettati

  • Coinvolgere gli stakeholder: attraverso il loro coinvolgimento, informare su cosa e come sarà misurato e valutato il valore sociale
  • Comprendere il cambiamento: spiegare come si è prodotto il cambiamento e valutarlo attraverso i risultati ottenuti, riconoscendo i cambiamenti positivi e negativi, attesi ed inattesi
  • Valutare ciò che conta: aiutare gli outcome sulla base delle preferenze degli stakeholder
  • Includere solo ciò che è materiale: determinare quali informazioni e risultati devono essere inclusi nel calcolo per fornire un’immagine realistica e onesta, tale da permettere agli stakeholder di avanzare delle conclusioni ragionevoli rispetto all’impatto
  • Non sovrastimare: attribuirsi esclusivamente il valore generato dalle attività
  • Essere trasparenti: evidenziare le basi per cui possiamo considerare l’analisi accurata e onesta e mostrare ciò che è stato raccolto e discusso con gli stakeholder
  • Verificare il risultato: assicurare una certificazione appropriata e indipendente

Una teoria per passare all’azione

Punto di partenza di una valutazione di impatto è lo sviluppo di una T eoria del Cambiamento (Theory Of Change – ToC).

Si tratta di «un piano operativo strategico che attraverso la progettazione delle attività quotidiane, guida l’organizzazione nel raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati». La ToC permette all’organizzazione di avere una definizione chiara della vision, della mission, degli outcome e del target di riferimento, avendo sotto controllo le variabili essenziali per rendersi conto se si sta seguendo la giusta direzione e guidando le performance organizzative verso un continuo miglioramento. Essa è fondamentale per individuare la problematica sociale cui prestare la propria assistenza, verificare se l’intervento programmato si fonda su basi solide per la sua risoluzione e per comprendere le ragioni e gli ostacoli che non hanno permesso il raggiungimento dei risultati prefissati.

La rappresentazione della Teoria del Cambiamento può essere sviluppata attraverso il Logical framework:

  • Gli input, ovvero le risorse monetarie o umane investite nell’attività (personale strutturato, ore di lavoro, risorse finanziarie, locali e sedi e l’equipaggiamento indispensabile per l’implementazione dell’attività);
  • Gli output, i servizi e i prodotti offerti grazie alle attività, i risultati diretti delle attività intraprese dall’organizzazione (Nicholls et al., 2009);
  • Gli outcome, i risultati, i cambiamenti per gli individui coinvolti;
  • L’impatto, il cambiamento prodotto per la comunità in cui l’attività si realizza.

Non sempre è facile distinguere effettivamente gli output e gli outcome. A tal fine, gli output e outcome possono essere a loro volta distinti su vari livelli.

Entriamo allora nel vivo di questo schema.Gli output del livello 1 sono i servizi e i prodotti (quantificabili) dell’attività che sono resi disponibili per i beneficiari.

Gli output di livello 2 sono l’effettiva utilizzazione del servizio/prodotto da parte degli stakeholder principali.

Gli output di livello 3 sono la soddisfazione da parte degli stakeholder principali rispetto all’utilizzo del servizio/prodotto.

Gli output di livello 1 e 2 possono essere rapportati direttamente agli input, permettendo di trarre conclusioni sul grado di efficienza dell’implementazione del progetto e determinando, per esempio, quanto costa il progetto per ogni stakeholder.

Per quanto riguarda gli outcome, sono i risultati dell’attività a livello di beneficiari e sono possibili solo gli stessi hanno effettivamente sperimentato dei cambiamenti positivi. Gli outcome vengono suddivisi nei seguenti tre livelli:

  • livello 4, riguardano i cambiamenti nelle conoscenze, nella consapevolezza, nella abilità degli stakeholder principali;
  • livello 5, si riferiscono ai cambiamenti nel comportamento e nelle azioni degli stakeholder principali;
  • livello 6, fanno riferimento ai cambiamenti delle condizioni di vita, lavoro e relazioni degli stakeholder principali.

Infine, l’impatto: si realizza all’interno della comunità in cui l’organizzazione opera, per esempio la popolazione di una specifica area municipale o regione. A questo livello, è possibile che la comunità partecipi solo indirettamente alle attività dell’organizzazione.

Tuttavia, può beneficiare comunque dei risultati e dei cambiamenti sociali ed economici prodotti.

Prove per calcolare l’impatto

Per la nuova frontiera della misurazione degli outcome e dell’impatto siamo ancora in una fase di work in progress: ci sono diverse best practice e linee guida, ma nessuno standard riconosciuto come principale.

Una metodologia privilegiata dagli investitori e dai finanziatori per monitorare l’impatto dei loro finanziamenti è lo SROI.

Il Social Return On Investment (SROI) sviluppato in Europa da quello che un tempo si chiamava SROI Network e ora Social Value International è una metodologia molto articolata e in piena evoluzione. Come funziona? Attraverso alcuni passaggi logici, permette il confronto e il rapporto tra il capitale investito per la realizzazione di un’attività e la valorizzazione economica del cambiamento generato da questa attività relativamente ad aspetti sociali, economici e ambientali.

Il rapporto sintetico finale SROI ratio offre sicuramente un’informazione aggiuntiva sulla bontà di un progetto o di un’organizzazione. Ha il vantaggio che serve a misurare il valore creato da un investimento o da una serie di investimenti, ma basandosi su una valorizzazione economica molto soggettiva, non consente la comparabilità tra progetti e organizzazioni.

I modelli basati sui processi invece permettono di inquadrare in modo completo delle fasi della catena del valore e dell’impatto.

Tra questi si segnala il Social Impact Assessment (SIA) sviluppato dalla Global Social Venture Competition (GSVC) nel 2012. Lo strumento utilizza la logica dettata nelle linee guida dello SROI per definire, misurare e documentare l’impatto generato, ma limita l’analisi ai tre risultati prioritari che l’organizzazione intende raggiungere, senza vincolare la misurazione alla monetizzazione degli outcome.

Infatti, i tre passi per la valutazione di impatto sociale attraverso il SIA sono:

  • definizione del valore sociale generato dall’organizzazione tramite la Teoria del Cambiamento;
  • identificazione, attraverso il coinvolgimento degli stakeholder, dei tre principali indicatori di impatto sociale più fortemente correlati con i risultati sociali desiderati e definizione della metodologia di calcolo
  • pianificazione chiara e fattibile del processo di misurazione dell’impatto e del monitoraggio continuo delle conseguenze non intenzionali e/o negative delle attività.

Per guidare l’identificazione degli indicatori il modello fa riferimento al framework più conosciuto tra le metodologie Dashboards e Scorecards l’Impact Reporting Standard & Investment (IRIS), che fornisce una reportistica standard per le performance sociali ed ambientali.

Nel dettaglio IRIS fornisce un cruscotto di indicatori con standard definiti applicabili a diversi settori (GIIN - Global Impact Investing Network del 2011). La tassonomia prodotta dalla Global Impact Investing Network è composta da un catalogo di indicatori di performance da utilizzare come metodo di valutazione degli impatti sociali, ambientali ed economici, suddivisi per settore e per ambito operativo.

All’interno dell’IRIS sono raccolte diverse tipologie di indicatori misurazione suddivisi in cinque insiemi:

  • descrizione dell’organizzazione: missione, modello operativo e localizzazione
  • descrizione del prodotto: prodotti e servizi offerti e target
  • performance economica: indicatori economici sintetici
  • impatto operativo: le performance delle politiche dell’organizzazione, i dipendenti e sull’ambiente
  • impatto del prodotto: performance e risultati dei prodotti e servizi

Questo lo rende adattabile a settori e ambiti geografici diversi e applicabile a vari tipi di performance semplificando il confronto tra diverse opportunità di investimento in modo da creare dei rating di performance.

Coinvolgere sempre la prima via

La misurazione dell’impatto sociale è fondamentale per capire se un’organizzazione è effettivamente in grado di generare impatti positivi non solo per le persone e le organizzazioni beneficiarie, ma per la comunità in generale

Non esistendo al momento una metodologia univoca per la misurazione dell’impatto sociale, un elemento centrale del processo di valutazione è il coinvolgimento degli stakeholder a prescindere dalla metodologia utilizzata.
Infatti, la combinazione dei contributi informativi dei beneficiari con le informazioni quantitative e qualitative ottenute dalla commistione di diverse metodologie di misurazione, permette di raggiungere gli obiettivi di un’organizzazione orientata all’impatto:

  • raccogliere una quantità significativa di informazioni utili per comprendere il livello di impatto raggiunto
  • limitare il rischio di autoreferenzialità nella valutazione;
  • prendere delle decisioni in ottica strategica per massimizzare il livello di impatto raggiungibile.

Checklist

  1. Non trascurare la misurazione dell’impatto

    perché oggi è sempre più importante per partecipare a bandi e progetti

  2. Coinvolgi sempre gli stakeholder

    per scegliere il metodo più opportuno nella valutazione

  3. Approfitta della misurazione

    per prendere decisioni più fondate e chiarire a te e agli altri le azioni di Crs

  4. Studia le best practice

    in assenza di un metodo univoco possono aiutarti a scegliere la via migliore

  5. Attento se usi il metodo SROI

    misura il valore di in un investimento ma non consente la comparabilità tra progetti

  6. Valuta se usare metodi come il SIA

    che mette a fuoco diversi vantaggi, ma non monetizza i risultati

  7. Se ritieni utile confrontarti con altri settori

    il metodo Iris permette di farlo grazie a un cruscotto di indicatori

  8. Utilizza le informazioni raccolte

    per valutare l’impatto raggiunto e migliorarti

  9. Limita il rischio di autoreferenzialità

    sempre confrontandoti con gli stakeholder nel processo

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