< Home

Pnrr e transizioni: al Festival Città Impresa idee a confronto sulla ripartenza

Articolo. Inizia domani, venerdì 12 la tre giorni di dibattito del Festival Città Impresa di Bergamo. Occasione per imprenditori locali, manager, politici e istituzioni per un dibattito aperto sul futuro industriale del Paese, ma anche sulla crescita del territorio

Lettura 8 min.

Riflessioni e spunti per cogliere la ripresa

Le risorse del Pnrr, oltre 220 miliardi, e l’orizzonte degli interventi da mettere in cantiere guardando alle due transizioni in corso, energetica e digitale. I tempi sono stretti e sul tavolo delle riflessioni ci sono ancora numerosi problemi aperti: dalle nuove filiere globali in una situazione di mercati e di approvigionamenti difficili, al caro-materie prime, agli investimenti da mettere a terra fino ai costi industriali e organizzativi da affrontare e che le trasformazioni hanno già presentato alle industrie, a partire da quelli energetici. Un tema che abbiamo approfondito con gli imprenditori proprio in questa analisi.

È questo il primo perimetro che definirà la tre giorni di confronto fra imprenditori, politici, governo e istituzioni, analisti ed esperti nell’ambito del Festival Bergamo Città Impresa, promosso da ItalyPost, Camera di Commercio di Bergamo, Comune di Bergamo, Confindustria Bergamo, Confartigianato Bergamo, L’Eco di Bergamo, A2A, Intesa Sanpaolo, Kilometro Rosso e Università di Bergamo e in programma da domani, venerdì 12 fino a domenica 14 novembre .
Ampio il programma di lavori per la nuova edizione del Festival Città Impresa diretto dal giornalista Dario Di Vico, che torna dopo un anno di pausa dovuto alle restrizioni per l’emergenza sanitaria. «Abbiamo voluto organizzare un Festival di respiro nazionale a Bergamo - spiega Di Vico - per valorizzare la forza propulsiva di questa provincia che, insieme al resto della Lombardia, al Veneto e all’Emilia, sta trainando il Pil italiano. Una forza che acquista ancora più valore se si pensa al prezzo pagato alla pandemia».

E dal territorio il presidente della Camera di Commercio, Carlo Mazzoleni, sottolinea che «siamo in un momento cruciale, delicatissimo, nel quale si giocano cambiamenti profondi come la transizione ecologica e quella digitale - sottolinea Mazzoleni, che venerdì mattina alle 10,30 aprirà la rassegna in Sala Mosaico dell’ente camerale -. Dopo aver perso il 9% del Pil a causa delle chiusure dell’anno scorso, ora stiamo vivendo una ripresa che va al di là delle aspettative, ma che è anche “drogata” dagli aiuti pubblici e messa in pericolo dalla carenza di materie prime, dall’aumento dei costi dell’energia e da un’inflazione crescente. Saremo di fronte a una svolta solo se la ripresa diventerà strutturale. Ecco perché il confronto fra imprenditori, economisti e istituzioni offerto da Bergamo Città Impresa sarà interessante non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per un pubblico più ampio».

Da domani, venerdì 12, quindi - venerdì l’apertura del Festival sarà nella sala Mosaico della Camera di Commercio in città, ore 10,30 - torna un appuntamento che porta a Bergamo, città simbolo della ripartenza anche industriale del post-Covid, il dibattito nazionale sulle nuove misure e interventi da prendere per il dopo fine-emergenza sanitaria. Transizione verde e digitale e i nuovi paradigmi della crescita industriale che queste stanno inducendo saranno i temi che oltre 80 relatori, in oltre 20 appuntamenti, affronteranno nella tre giorni di Bergamo. Partendo, per l’Italia, da un’ottima posizione di leadership tecnologica.

L’inaugurazione sarà venerdì 12, partendo dai temi emergenza lavoro, giovani e mismatch

Dibattito e riflessioni che non resteranno patrimonio di pochi, ma offriranno anche al più vasto pubblico di cittadini e studenti del territorio, spunti di riflessione per affrontare il futuro di un Paese che sta dando comunque – a tutti i livelli – importanti segnali di ripresa. Al confronto sono chiamati a partecipare tutti i diretti protagonisti dell’importante momento di rivoluzione non solo dei modelli d’impresa e dei processi produttivi che le imprese stanno affrontando in chiave 4.0 e in una prospettiva di passaggio ecologico e digitale. Ma anche del più vasto percorso e sistema di formazione, dall’Università agli Istituti superiori, alla Regione come ente decisore dei percorsi e dell’organizzazione formativa sul territorio.
E si partirà proprio da qui, da uno dei tasselli che ancora resta da trovare, la riduzione di quel gap fra fabbisogno di competenze e profili necessari e le richieste di giovani preparati e talenti che ogni giorno arriva dal mondo dell’impresa.
Si partirà da qui, da un modello formativo ancora troppo lento e distante da quei fabbisogni. E che rischia di far mancare quelle competenze necessarie alla robusta e veloce ripresa delle imprese.

 
Carlo Mazzoleni

Presidente della Camera di Commercio di Bergamo

Saranno Carlo Mazzoleni, presidente della Camera di Commercio di Bergamo, e Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo, a rilanciare il tema di come poter lavorare sulle competenze e abilità professionale, per passare a un maggior livello di più interdisciplinarietà, con una collaborazione più agile e snella tra Università e imprese e sulla programmazione. Ne parleranno con Maurizio Del Conte, docente di Diritto del Lavoro alla Bocconi, con Alessandro Genovesi, segretario nazionale Fillea-Cgil e con Silvia Zanella, Culture e Experience leader nella tavola rotonda su «I lavoratori che non si trovano: la ripresa e il mismatch domanda-offerta».

Francesco Seghezzi

Direttore Fondazione Adapt

Sarà invece Francesco Seghezzi, direttore Fondazione Adapt ed esperto dei problemi e dinamiche del mercato del lavoro, a evidenziare, nel coordinare il dibattito, che cosa oggi manca ancora per preparare i giovani non soltanto sul piano tecnico e professionale, ma soprattutto sul versante di come gli strumenti di apprendimento vengano applicati o, meglio, in estremo ritardo di attuazione. E magari indicare dove si nascondono ancora lacune e responsabilità.

Competenze e innovazione, sfide sul futuro dei giovani

Perché il Festival Città Impresa di Bergamo gioca la sua prima carta proprio dal tema del fabbisogno di profili professionali e dalla mancata risposta del sistema formativo e accademico? Gli imprenditori lo hanno messo in evidenza molto bene diverse volte: la trasformazione digitale e le nuove tecnologie introdotte per realizzare la transizione energetica ha completamente ridisegnato la mappa delle competenze necessarie per implementare i nuovi processi industriali. E questo è successo in un tempo velocissimo. Così veloce da non consentire al sistema formativo, istituti superiori ma anche Università, di stare al passo con le uscite in numero adeguato al fabbisogno. E questo, oltre a incrementare ulteriormente il peso del mismatch nel frenare l’incontro domanda e offerta, solleva un ulteriore tema: perché fra imprese e università è difficile fare trasferimento tecnologico.


I giovani e il rapporto con il lavoro sono al centro di una serie di analisi del Festival. Lo sono molto meno nel dibattito politico
Salvatore Majorana

Direttore del Parco scientifico Kilometro Rosso

Al Festival Città Impresa - sabato 13 novembre in camera di Commercio - ne discuterà Sergio Cavalieri, neo rettore dell’Università di Bergamo, ma anche docente di impianti industriali meccanici, con Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano e con Salvatore Majorana, direttore del parco scientifico Kilometro Rosso. Sarà inevitabile far partire il confronto dal cosiddetto ritardo nella maturità digitale delle imprese, spesso dovuto, oltre che alla ancora debole cultura imprenditoriale, anche alle poche occasioni di condivisione e contaminazione delle innovazioni.

Michele Tiraboschi

Docente di Diritto del Lavoro all’università di Modena e Reggio Emilia

Ma il tema del lavoro sarà al centro anche di un’altra importante tavola rotonda e che rilancerà uno dei temi più caldi del momento: lo smart working e i riflessi sul territorio.
A Bergamo sono in gioco fra i 250-300mila lavoratori. Sarà Michele Tiraboschi, docente di Diritto del Lavoro all’università di Modena e Reggio Emilia, a fare da regista nel dibattito con Marco Bentivogli, coordinatore di Base Italia e Davide Pelucchi, direttore Relazioni industriali di Generali Italia.

 

Festival Città Impresa Bergamo

Che cos’è il Festival Città Impresa

Festival Città Impresa è luogo di dibattito sui temi legati allo sviluppo delle imprese e dei territori industriali. Bergamo Città Impresa, torna per porre l’attenzione e fare il punto sulla transizione che sta attraversando il mondo dell’economia e delle imprese. I profondi mutamenti di scenario che riguardano direttamente alcuni comparti produttivi strategici, piuttosto che il mondo del lavoro, quelli che saranno provocati dagli investimenti legati ai fondi del Pnrr, meritano un momento di confronto a tutto campo tra imprenditori, economisti e mondo delle istituzioni.

Quando inizia

Il festival inizia venerdì 12 novembre e dura fino a domenica 14 novembre. Tutti i giorni sono in programma diversi eventi e incontri su temi di stretta attualità economica, politica e sociale.

Dove si svolge

Gli incontri del Festival si svolgeranno fra la Sala Mosaico della Camera di Commercio di Bergamo, il Centro Congressi Papa Giovanni XXIII e la sede del Kilometro Rosso di Stezzano.

Live & Social

Il Festival si svolge con la formula “Live & Social”. Gli eventi si terranno in presenza ma, essendo il numero di posti in sala limitato, saranno anche trasmessi sui canali digitali per permettere a tutti di seguirli. Ecco il link per consultare i programma e conoscere tutti i relatori e gli ospiti del Festival

Transizioni, come cambia la catena del valore

Gregorio De Felice

Chief economist Intesa Sanpaolo

Sarà la relazione di Gregorio De Felice, chief economist Intesa Sanpaolo, a definire il quadro e le prospettive macro-economiche di cui tutti i lavori della tre giorni del Festival Città Impresa di Bergamo dovranno tenere conto e con cui fare anche i conti.
«La spinta dell’economia reale e le scelte del Pnrr» è la traccia lungo la quale si svilupperà l’intervento di De Felice, mettendo in evidenza prospettive, ma anche limiti con cui le scelte e gli interventi delle imprese non solo dovranno, ma con cui stanno già misurandosi.

Francesco Giavazzi

Professore emerito alla Bocconi e consigliere economico del presidente Mario Draghi

Ma sarà anche Francesco Giavazzi, professore emerito alla Bocconi e consigliere economico del presidente Mario Draghi, a definire la prospettiva a cui andiamo incontro. Il suo intervento, venerdì 12, sarà tutto concentrato sulla risposta a questa domanda: «L’Italia è alla vigilia di un decennio d’oro?». Domanda non semplice. Per una risposta altrettanto difficile. Anche perché le transizioni energetiche e digitali messe in cantiere e in parte già avviate richiedono investimenti, e non pochi. In questo momento, però, le imprese stanno affrontando solo costi. Il caro-materie prime, l’energia davanti a tutte, ha già fatto mettere le mani avanti sul rispetto dei tempi e dei target ambientali.

Olivo Figlieni

Vice presidente di Confindustria Bergamo con delega all’Ambiente e presidente del Gruppo Fecs

Al tavolo del Festival, proprio sull’argomento «La transizione ecologica e le ricadute per le Pmi», saranno imprenditori del territorio come Olivo Foglieni, vice presidente di Confindustria Bergamo con delega all’Ambiente e presidente del Gruppo Fecs, a delineare con maggiore precisioni i termini di queste emergenze.

 

Foglieni insisterà anche sulle vie alternative ecologiche e tecnologicamente sicure, per far fronte alla carenza di energia e per impostare un’economia la cui caratteristica portante è la circolarità delle materie prime: «Perché non dare via libera a impianti puliti come termovalorizzatori e gassificatori - si chiede Foglieni - per impostare una efficace strategia di economia circolare per produrre energia elettrica da materiale di scarto di produzioni industriali? Sarebbe già un’opportunità che le imprese sono pronte tecnologicamente a implementare e a cogliere, anche per i fabbisogni energetici dei propri impianti».

Giacinto Giambellini

Presidente di Confartigianato Bergamo

Al tavolo ci sarà anche il presidente di Confartigianato Bergamo, Giacinto Giambellini , che invece guarderà la transizione da un’ottica delle micro-imprese. Un approccio importante perché proprio queste piccole e piccolissime imprese, spesso con un’alta specializzazione, sono anche anelli di una filiera che oggi impone di adeguarsi a sistemi e innovazioni tecnologiche per garantire efficienza energetica, risparmio delle materie prime, taglio delle emissioni, processi e connessioni digitali. La filiera, sempre più intesa oggi come catena globale del valore, sarà anche al centro del confronto «Le filiere e il protagonismo dei fornitori».

Giovanni Fassi

Amministratore di Fassi Gru e consigliere Intellimech

Intorno al tavolo gli imprenditori Giovanni Borgesi, titolare di Meccanica Borgesi e Giovanni Fassi, amministratore di Fassi Gru e consigliere Intellimech. Ma la descrizione degli scenari entro cui si stanno muovendo le nostre imprese saranno rappresentati da Anna Roscio, responsabile Direzione sales&marketing imprese Intesa Sanpaolo e da Emanuela Rondi, ricercatrice Università di Bergamo, esperta di family firms, reti di impresa e social networks.
Un quadro che aiuterà a capire anche come si stanno modificando non solo i processi industriali, ma anche la progettazione dei prodotti. E capire a che punto siamo.

Qualche evento in evidenza: il programma

Il festival sarà anche l’occasione per ospitare il primo confronto pubblico fra il commissario europeo Paolo Gentiloni e il presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi (sabato alle 16,30 al Centro Congressi). «Sarà un dialogo particolarmente interessante - sottolinea Di Vico - perché l’industria italiana sta maturando posizioni critiche rispetto alle scelte dell’Unione europea sulla transizione ecologica, che a detta di molti segue un’agenda troppo accelerata».

 

La corsia preferenziale fra Italia e Germania (12 nov. ore 15)

Intervengono: Marco Bonometti, presidente OMR Group, Tito Nocentini, direttore regionale Lombardia Nord Intesa Sanpaolo, Monica Poggio, presidente Camera di Commercio Italo-Germanica.

Germania, Francia, Italia: equilibri politici (12 nov. ore 16:30)

Interviene Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Augusto Minzolini, direttore Il Giornale, Irene Tinagli, presidente commissione Ue per i problemi economici.

I prodotti industriali del dopo pandemia (13 nov. ore 10)

Ne discutono, Danilo Mattellini, business developer AgmDesign,Daniele Regazzoni, docente di Progettazione industriale Università di Bergamo e Monica Santini, amministratore delegato Santini.

 

Il lato oscuro delle imprese familiari (13 nov. ore 11:30)

Antonio Calabrò, presidente Museimpresa, ne discute con Alberto Albertini, autore de «La classe avversa», Emanuela Colosio, Ceo di Colosio e Luca Vignaga,autore de «L’impresa è un romanzo».

Auto elettrica, la difficile traversata (14 nov. ore 11:30)

Intervengono Katia Bassi, managing director Silk Faw, Alberto Bombassei, presidente Brembo, Federico Visentin, presidente Mevis e di Federmeccanica e presidente CUOA Business School.

Le scelte della Ue e quelle dell’industria (13 nov. ore 16:30)

Paolo Gentiloni, commissario europeo dialoga con Carlo Bonomi, presidente Confindustria. Il dibattito è condotto da Dario Di Vico.

Il programma integrale del Festival Città Impresa di Bergamo è consultabile a questo indirizzo

Leggi altri articoli
Attenta alle persone e al capitale umano: Minifaber premiata da Imprese Vincenti
In un’azienda non conta solo il capitale finanziario. «La persona, la sua formazione, è di importanza capitale». Questa è la filosofia della Minifaber Spa …

Addio petrolio, così i rifiuti producono energia e calore
Le direttive europee del “Pacchetto economia circolare” del 2018 fissano gli obiettivi: entro il 2035 il riciclo urbano dei rifiuti al 65% e il …

All’economia circolare servono infrastrutture di riciclo
«L’Italia è un Paese a doppia velocità sul tema dell’economia circolare», osserva Eleonora Rizzuto. «Non commento in modo ottimistico il rapporto del Circular Economy …

La pausa ai dazi americani ridà il sapore dei formaggi al Made in Italy
Nonostante i pesanti limiti della pandemia, l’export dell’agroalimentare italiano chiude il 2020 con un +1,9%. È il massimo storico di sempre, con …