Piazzalunga Srl
Sede: Sorisole (BG) via Nicola Calipari, 5
Settore: Intralogistica
Sito: piazzalunga.it
Da Sorisole Piazzalunga supporta le imprese lombarde con carrelli elevatori Toyota, veicoli autonomi Agv e magazzini automatici su misura
Lettura 6 min.Sede: Sorisole (BG) via Nicola Calipari, 5
Settore: Intralogistica
Sito: piazzalunga.it
Da piccola realtà familiare a uno dei maggiori rivenditori di carrelli elevatori in Italia: da quarant’anni, Piazzalunga Srl è uno degli attori chiave della logistica in Lombardia. Con 85 dipendenti e 20 milioni di euro di fatturato nel 2025, l’azienda di Sorisole è un punto di riferimento per le aziende che vogliono acquistare macchine per la movimentazione delle merci e nuovi sistemi di magazzino.
Fondata negli anni Ottanta da Luigi Piazzalunga, oggi alla guida dell’azienda ci sono Luana Piazzalunga, Giuseppe Castagneto e loro figlio Mattia: sotto la loro direzione, Piazzalunga ha iniziato a guardare ai settori più avanzati della logistica e si è estesa nel cuore economico della Lombardia, con l’acquisto di uno storico rivenditore di carrelli elevatori di Milano. «Abbiamo iniziato in tre persone, quarant’anni fa. Piano piano ci siamo trasformati e ci siamo ingranditi: prima eravamo una piccola officina, adesso invece il nostro business principale sono la vendita e il noleggio dei veicoli a marchio Toyota, di cui siamo partner ufficiale dal 2001», racconta Luana Piazzalunga, Ceo della compagnia, che sintetizza così il nuovo corso: «Oggi abbiamo un piano di sviluppo preciso: vogliamo ampliare il nostro business nei settori dell’automazione e dell’intralogistica».
Il business dei carrelli elevatori Alla base della posizione di Piazzalunga nella logistica lombarda c’è un presidio capillare del mondo dei carrelli elevatori, che passa per la vendita, il noleggio e l’assistenza. «I carrelli restano il nostro business principale», spiega Giuseppe Castagneto, in azienda dalla metà degli anni Novanta e oggi responsabile del “service”: «Tutti i mezzi che forniamo a noleggio sono seguiti dalle nostre officine sia per la manutenzione ordinaria che per quella straordinaria. Lo stesso facciamo per i veicoli che vendiamo ai clienti, con i quali la normativa ci impegna a stipulare dei contratti di manutenzione periodica e obbligatoria».
La dimensione della flotta aziendale racconta quanto Piazzalunga sia integrata nei flussi logistici di migliaia di imprese: «Abbiamo un parco di 2.600 carrelli a noleggio, più altri 4.900 in “service”», precisa Castagneto. A supporto della rete di vendita e noleggio c’è un’organizzazione capillare per l’assistenza e la manutenzione, composta da 30 furgoni di assistenza esterna, da due officine - una a Bergamo e l’altra a Milano – con 15 dipendenti e da due magazzini di ricambi in costante dialogo con le officine e i tecnici sul territorio. La specializzazione tecnica è un altro elemento distintivo di Piazzalunga: «Tutti i nostri tecnici vengono formati con corsi dedicati per seguire i carrelli sotto l’aspetto legislativo e manutentivo», sottolinea Castagneto, che conferma anche il supporto diretto del costruttore: «Toyota è l’unico produttore al mondo che valida la qualità del “service” con la certificazione Asec e inserisce i tecnici in un programma di formazione che dura quattro anni, con tanto di esami teorici e pratici, insieme a un continuo percorso di aggiornamento».
Negli ultimi anni, Piazzalunga ha esteso il proprio know-how sui carrelli elevatori nel campo dei veicoli autonomi , o Agv, coprendo così un settore in rapidissima espansione - anche a causa della mancanza di manodopera con esperienza da impiegare sui carrelli tradizionali. «In questo settore, il prodotto principe per noi sono i carrelli automatici Agv: si tratta di carrelli elevatori adattati all’automazione con Plc, sensori e laser», spiega Roberto Radaelli, Business Development Manager di Piazzalunga. Gli fa eco Luana Piazzalunga: «Toyota ha un approccio particolare alla logistica integrata e all’automazione: costruisce la stessa gamma di prodotti in versione manuale e automatica. Ragiona un po’ come alcuni produttori di automobili: offre lo stesso veicolo con più assetti diversi, uno dei quali prevede che possa guidarsi da solo».
Questa standardizzazione ha un impatto diretto sulla gestione dei carrelli e dà a Piazzalunga un vantaggio concreto rispetto ai competitor, permettendole di mettere l’esperienza accumulata sui carrelli Toyota negli ultimi quarant’anni al servizio dei veicoli di nuova generazione. «Il fatto che la macchina automatica venga prodotta in serie con quella manuale ne semplifica l’assistenza, la manutenzione e l’utilizzo», sottolinea Castagneto. In condizioni particolari, però, l’operatore può comunque intervenire e prendere il controllo della vettura: «In caso di necessità si disaccoppia l’Agv dal software che gestisce il magazzino (Warehouse management system, Wms), si inserisce la guida manuale e lo si sposta come un carrello standard», aggiunge il responsabile del “service” aziendale. Per i clienti la spinta verso i veicoli autonomi non è più solo questione di efficienza. «Oggi il motivo principale per cui i partner si rivolgono alle nostre soluzioni automatizzate è che fanno fatica a trovare il capitale umano, soprattutto per le operazioni di movimentazione da punto a punto in magazzino», osserva Radaelli. La mancanza di lavoratori, insomma, spinge l’automazione. Che però ha anche altri vantaggi, sia in termini di sicurezza che di continuità e di sostenibilità: «L’automazione è il modo più sicuro per movimentare merci: non ci sono gli incidenti causati dagli errori umani, le macchine lavorano a ciclo continuo, possono operare in condizioni in cui i lavoratori in carne e ossa non potrebbero muoversi in sicurezza – nei magazzini refrigerati dove fa molto freddo, per esempio. Infine, sono efficienti: hanno delle batterie al litio e si muovono solo se il Wms assegna una missione. Poi, quando non devono svolgere alcun lavoro, tornano in ricarica», aggiunge il Business Development Manager di Piazzalunga. Per il momento, però, gli Agv hanno anche una velocità nell’esecuzione dei compiti che è ancora inferiore a quella dei carrelli a conduzione umana – principalmente per motivi di sicurezza. «Però - precisa Radaelli - possono lavorare 24 ore su 24: la loro efficienza si valuta nel lungo periodo, nel ritorno sull’investimento iniziale: per i nostri clienti, di solito, è tra i due e i quattro anni».
Accanto agli Agv, Piazzalunga presidia anche il mondo dei magazzini automatizzati, che costruiscono la spina dorsale dell’intralogistica. «Offriamo soluzioni di stoccaggio con trasloelevatori, magazzini miniload, integrazione di sistemi come Autostore e magazzini verticali», racconta Radaelli, che spiega che in questo settore Piazzalunga si muove con diverse aziende partner: «Non ci vincoliamo a una sola tecnologia, perché puntiamo sulla personalizzazione e sui prodotti su misura per i clienti: in base ai dati che raccogliamo nelle loro strutture progettiamo la soluzione migliore possibile». Nell’ultimo anno, l’offerta di Piazzalunga nei settori di Agv e automazione di magazzino si è concretizzata in cinque progetti - due impianti con carrelli elevatori autonomi e tre di stoccaggio automatico: «Il nostro pacchetto comprende un’analisi preliminare, un’offerta con un budget preciso, la progettazione dei percorsi, la fornitura dei carrelli automatici e la messa in servizio dell’impianto», aggiunge Castagneto. Si tratta di un’evoluzione organizzativa - oltre che operativa – per l’azienda, che ha internalizzato una figura che si occupa di progettare le scaffalature e che dirige le squadre di montaggio.
L’apertura della filiale di Milano consolida la presenza sul territorio e apre un bacino di nuove competenze tecniche e commerciali
Grazie a una serie di accorgimenti che vanno dai rapporti esclusivi con i montatori delle scaffalature all’internalizzazione della progettazione, Piazzalunga riesce a fornire il progetto nel giro di poco più di un mese dall’ordine da parte del cliente, tutto rigorosamente fatto su misura: «Sui nostri scaffali non c’è uno stock di prodotti, tutto è sempre “make-to-order”: il progetto dipende dalle unità di carico, dagli spazi e dall’altezza delle strutture», conferma Radaelli.
Sul piano economico, l’area Logistic Solutions, che comprende automazione e scaffalature, è già una componente rilevante del giro d’affari. Nel 2024 il fatturato dell’area automazione di Piazzalunga era intorno agli 1,2 milioni di euro, mentre nel 2025 ha raggiunto i 3 milioni: l’obiettivo per il prossimo anno è quello di avvicinarsi a 4 milioni. La crescita del settore, spiega Radaelli, potrebbe essere «esponenziale», soprattutto per via della sua conformazione: «Un investimento in automazione può essere modulare e scalabile nel tempo. Il nostro motto condiviso con Toyota è “Think Big, Start Small, Scale Fast”. Qualsiasi azienda, anche le Pmi, con i nostri sistemi, può iniziare ad automatizzare una parte del processo logistico/produttivo, per andare a scalare la soluzione nel medio-lungo termine».
Il potenziale degli Agv e dell’automazione è certamente enorme, ma ci sono anche delle sfide da superare. Gli operatori di Piazzalunga, che stanno tutti i giorni contatto con i clienti, le conoscono bene: «Il problema dell’automazione, al momento, sono i costi e la flessibilità», osserva Castagneto: «Per ottenere un’automazione efficace bisogna standardizzare quei processi dove l’uomo non dà un reale valore aggiunto». Anche Luana Piazzalunga è della stessa idea: «Molti imprenditori ci dicono che, se l’automazione è applicabile solo a una parte della linea, non la vogliono. Il nostro lavoro è far guardare oltre: non è possibile automatizzare tutto il lavoro. Oggi le aziende devono partire con una sezione dei loro magazzini - quella dove i pallet e i pacchi sono di dimensioni già standardizzate - e poi, piano piano, integrare le altre. Ma ci vogliono tempo e risorse».
Possibile che le richieste sovradimensionate degli imprenditori dipendano dalla mancanza di competenze? «Direi che non è tanto una questione di competenze, quanto di visione - sottolinea Piazzalunga - credo che nei magazzini serva una mentalità nuova, capace di riconoscere l’automazione come un’opportunità». Sarà probabilmente la demografia a giocare a favore della trasformazione dei magazzini. «Da qui a cinque-dieci anni trovare le risorse sarà sempre più difficile – avverte Castagneto - quindi per essere competitivi e dare efficienza bisognerà integrare una parte di automazione che compensi l’assenza di manodopera umana». Piazzalunga, forte della propria storia nei carrelli e del nuovo asse Milano-automazione, sembra essersi già posizionata nel punto in cui la logistica tradizionale e quella automatica si incontrano.
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