Sta Trasporti
Sede: Bolgare (BG) via Lago di Como, 7
Settore: Trasporti eccezionali
Sito: statrasporti.it
A Bolgare Sta gestisce la logistica per il noleggio auto lungo tutta la filiera automotive, dai piazzali delle case costruttrici alle società di autonoleggio. Con 31 milioni di fatturato e una flotta di bisarche di ultima generazione, punta su intermodalità ferrovia-gomma e riduzione delle emissioni.
Lettura 5 min.Sede: Bolgare (BG) via Lago di Como, 7
Settore: Trasporti eccezionali
Sito: statrasporti.it
Nel settore automotive esiste una filiera silenziosa ma essenziale: quella che accompagna i veicoli dai piazzali delle case automobilistiche fino alle concessionarie, alle flotte aziendali, agli autonoleggi e, infine, ai clienti finali. Sta (Servizi trasporti autoveicoli), è uno dei protagonisti di questa catena logistica: con sede a Bolgare, vanta una specializzazione maturata grazie ai cinquant’anni di esperienza del fondatore e amministratore delegato, Vittorio Toccagni. «Ho iniziato ad occuparmi di trasporto di auto negli anni Settanta», ricorda Toccagni, che continua «Dopo una lunga carriera in una grande realtà della logistica automotive, nei primi anni Duemila, anziché andare in pensione ho deciso di mettermi in proprio su richiesta dei miei clienti, che lodavano il mio approccio gestionale nel settore del noleggio a breve e lungo termine».
Nasce così Sta nel 2003, in risposta alla crescita continua del mercato del “rent-a-car”, che negli ultimi trent’anni ha trasformato profondamente il modo in cui le aziende e i privati utilizzano l’auto. Oggi il noleggio rappresenta una componente strutturale della mobilità: si stima che due nuove immatricolazioni su tre siano destinate al noleggio a breve o a lungo termine. Le vetture, sempre più percepite come un servizio, hanno perso progressivamente la loro natura di bene di proprietà. In questo contesto Sta continua a crescere: nel 2024 ha raggiunto un fatturato di 31 milioni di euro e per il 2025 è atteso un incremento a 32–32,5 milioni. L’automotive rimane il fulcro del nostro business, supportato da una struttura consolidata che collabora con i principali player del settore: costruttori, grandi gruppi internazionali, società di autonoleggio e centinaia di concessionari, rivenditori o semplicemente aziende che necessitano di un partner logistico per movimentare le proprie flotte. Un modello di diversificazione che ha permesso all’azienda di attraversare indenni sia la crisi del 2008 sia il blocco delle immatricolazioni durante la pandemia.
I servizi della Sta coprono l’intero ciclo commerciale del veicolo, dal nuovo proveniente dalle fabbriche fino all’usato in uscita dai contratti di noleggio. «Nel nostro deposito gestiamo tra le 1.400 e le 1.600 vetture», spiega Toccagni, descrivendo l’hub di Bolgare: qui i veicoli vengono ricevuti, ispezionati, preparati e instradati verso i punti di consegna. Durante i picchi stagionali – come d’estate o nel periodo pasquale – le società di noleggio incrementano le proprie flotte acquistando migliaia di nuove vetture ogni anno. «Spesso non hanno spazi a sufficienza per gestire queste fluttuazioni, soprattutto in prossimità di aeroporti o stazioni ferroviarie. Ci chiedono quindi di gestire il deposito temporaneo, la preparazione, le pratiche di immatricolazione e infine la consegna “on demand” sulla stazione di noleggio indicata, dove è previsto l’arrivo degli utilizzatori».
Dallo stoccaggio alla preparazione tecnica,la gestione dell’auto copre oggil’intero ciclo operativo
La fase di preparazione è più complessa di quanto si immagini: le auto nuove di fabbrica devono essere accuratamente ispezionate e preparate per la “messa in strada” prima di poter effettivamente circolare. «Ogni costruttore utilizza i propri standard ed impone l’utilizzo di proprie specifiche attrezzature. Nella nostra sede effettuiamo le diagnosi e risolviamo eventuali anomalie, controlliamo liquidi e pneumatici, ci occupiamo della finitura estetica, e apponiamo le targhe e gli eventuali accessori, diversi per ogni modello, su vetture di tutti i principali costruttori», precisa Toccagni. Lavoro che va ben oltre il semplice trasporto: Sta assicura veicoli effettivamente pronti per l’utilizzatore finale, svolgendo in parte attività che normalmente competono al concessionario.
La rapidità è un tratto distintivo dell’azienda indispensabile per offrire un supporto concreto alle società di autonoleggio: «Quando un cliente ci chiama, abbiamo solo 48 ore per trasportare il veicolo verso la stazione richiesta. Un solo giorno di ritardo può comportare penali importanti, e soprattutto può significare che una persona magari non potrà partire per le vacanze con il veicolo prenotato», osserva Toccagni, «un’eventualità che cerchiamo sempre di scongiurare».
Per garantire puntualità, lo staff operativo della Sta organizza e monitora il trasferimento di ogni singola vettura, coordinando consegne multiple verso aeroporti, stazioni, officine convenzionate e grandi clienti istituzionali, come le forze dell’ordine. La profonda conoscenza dei flussi di noleggio permette di anticipare le esigenze dei clienti ed ottimizzare i movimenti: «Il venerdì raccogliamo le auto sparse tra Lombardia e Veneto per portarle negli aeroporti di Milano e Bergamo, dove sappiamo che serviranno ai clienti. Il lunedì, quando la richiesta di auto cala, riallochiamo le vetture nei piazzali, in attesa dei nuovi contratti», conferma Toccagni.
Il 2016 segna un passaggio cruciale: l’ingresso nel gruppo tedesco Altmann, primo operatore ferroviario con oltre 3.500 vagoni dedicati all’automotive, e 23 piazzali di stoccaggio sparsi in tutta Europa per oltre 5 milioni di metri quadrati. L’accordo – con Altmann al 60% – ha rafforzato Sta mantenendone autonomia operativa e governance locale. Oggi circa metà del fatturato deriva dal lavoro in sinergia con il gruppo tedesco, soprattutto nell’ambito dell’“ultimo miglio”: il trasporto dagli hub ferroviari e portuali del gruppo ai concessionari. Il restante 50% si colloca in un quadro di forte indipendenza operativa su società di autonoleggio, trasporti speciali e flotte aziendali, fiore all’occhiello della realtà di Bolgare. La parola d’ordine dell’accordo con l’operatore tedesco è “intermodalità”: «In Germania il 30% delle merci viaggia in treno, in Italia siamo al 2%», riporta Toccagni, prefigurando un’espansione dei trasporti via treno anche nel nostro Paese.
«È evidente che il futuro della logistica debba essere sempre più intermodale. L’ambizione comune è quella di realizzare sempre più hub di collegamento tra navi, ferrovia e gomma. La visione è chiara: ridurre le lunghe percorrenze su gomma concentrandole sulla ferrovia, riservando ai camion tratte di massimo 200 km», spiega l’AD. «In questo modo gli autisti possono rientrare a casa ogni sera e possiamo impiegare bisarche elettriche, con un significativo contenimento dei costi di manutenzione e soprattutto dell’impatto ambientale. Già oggi riduciamo in modo significativo le emissioni grazie a una flotta di 120 bisarche di ultima generazione, tutte Euro 6 alimentate con Hvo. Ma il vero salto avverrà quando sarà disponibile un’infrastruttura di ricarica dedicata ai mezzi pesanti che ci consentirà di convertire gradualmente l’intero parco a motorizzazioni completamente elettriche, avvicinandoci all’obiettivo strategico delle emissioni zero».
L’efficienza di carico è un imperativo sia economico che ambientale. «La marginalità si ottiene se riusciamo a garantire sinergia tra i viaggi e continuità operativa», afferma Toccagni. «Più i camion viaggiano “pieni”, meno tragitti dobbiamo fare: ciò significa avere meno mezzi pesanti sulla strada e riduzione dell’inquinamento». Sta - insieme ad Altmann - ha già investito in questa direzione: terminal portuali a Ravenna e Civitavecchia, interconnessi con la rete ferroviaria, operano da collegamenti diretti con Cina e Corea, sia per le vetture in arrivo via mare destinate al mercato Europeo, per le quali sono stati siglati specifici accordi con i costruttori asiatici, che per la produzione europea destinata all’esportazione verso l’Asia.
Il contesto in cui Sta e gli altri trasportatori si trovano a lavorare, però, presenta delle sfide impegnative per il futuro. Una delle criticità più rilevanti riguarda il reperimento di personale qualificato: «Non si trovano più autisti», ammette Toccagni «in special modo nel nostro settore, che richiede specifiche competenze per utilizzare una bisarca». Molti camion restano fermi perché i giovani cercano lavori che permettano il rientro serale e in generale condizioni più confortevoli. «Hanno ragione, non vogliono dormire sulla strada, e le aree di servizio dedicate ai camionisti nel nostro paese non aiutano».
Sostenibilità, carenzadi autisti e crescitainternazionale ridisegnano ilfuturo della logisticaper l’automotive
Per far fronte a questa esigenza Sta ha avviato percorsi di formazione e inserimento di conducenti provenienti dall’estero, assumendosi i costi di formazione linguistica, patenti e tirocinio. Negli ultimi anni poi i controlli sulle aziende di trasporto si sono intensificati. Le infrazioni sulla strada spesso prevedono una corresponsabilità di tutta la filiera logistica, a partire dalla committenza. «Anche per questo abbiamo sempre creduto ed investito fortemente in una formazione adeguata del personale, ed in procedure ed efficaci sistemi di controllo interni per garantire un servizio di qualità sempre nel rispetto delle regole».
Oltre alla carenza di autisti, anche il mercato automotive presenta nuove incertezze: «Siamo passati dai 2,2 milioni di immatricolazioni annue nel decennio scorso a circa 1,3 milioni durante la pandemia. Ora siamo in una fase di stagnazione, fermi tra 1,5 e 1,6 milioni», osserva Toccagni. Nel frattempo, il costo di acquisto delle bisarche è pressoché raddoppiato ma le tariffe non hanno potuto seguire lo stesso andamento. «Ovviamente - conclude Toccagni – le tariffe che proponiamo hanno dovuto subire degli adeguamenti, ma non sono certo raddoppiate».
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