Cecco del Caravaggio. L'allievo modello
Accademia Carrara di Bergamo presenta, negli spazi rinnovati del museo, la prima esposizione mai dedicata in Italia e nel mondo a Cecco del Caravaggio, il piรน misterioso allievo e modello di Caravaggio.
41 opere: 19 dei circa 25 dipinti conosciuti di Cecco, 2 opere di Caravaggio e, insieme, artisti che hanno ispirato e sono stati ispirati da questo affascinante pittore.
Prestiti nazionali e internazionali da Berlino, Londra, Madrid, Oxford, Varsavia, Vienna, Brescia, Firenze, Milano, Roma.
Nellโanno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, Accademia Carrara riapre al pubblico il 28 gennaio 2023 a seguito di un importante progetto di rinnovamento museale, con la prima mostra mai dedicata a Cecco del Caravaggio (Francesco Boneri 1585 circa โ post 1620), allievo e modello del Merisi. Atipico, insofferente alle regole, destinato a suscitare contrasti e forse inimicizie, sebbene pressocchรฉ assente dalle cronache storiche e da quelle giudiziarie (a differenza della maggior parte dei suoi colleghi della cerchia caravaggesca), lโenigmatica figura di Cecco del Caravaggio appare come anticonformista, capace di clamorose novitร negli impianti iconografici, virtuoso di una pittura straordinaria, implacabile nella definizione delle forme, dei contorni, nel colore, naturalista oltranzista, audace, iperrealista ante literram, prepotente e privo di timori censori, a tratti esplicito nei rimandi erotici e nei messaggi omosessuali.
Nato molto probabilmente allโinterno del territorio bergamasco, viene considerato per anni fiammingo, francese o spagnolo; Roberto Longhi scrive di lui ยซuna delle piรน notevoli figure del caravaggismo nordicoยป, ora grazie allโaggiornamento degli studi, quel ยซnordicoยป deve essere inteso come del Nord dโItalia, e non piรน dโEuropa.
Il caso Cecco del Caravaggio รจ relativamente recente: i nuovi studi avviati da Gianni Papi a partire dagli anni โ90, cosรฌ come i traguardi raggiunti, tra questi la scoperta di alcune opere, dimostrano quanto la storia dellโarte sia materia viva e vivace, capace, se perseguita, di rinnovarsi continuamente anche contro quella sorta di damnatio memoriae che ha ben presto colpito le vicende artistiche di Boneri; una specie di trascuratezza sistematica che oggi potrebbe rientrare nellโampio spettro della Cancel Culture.
Per Cecco non solo vige lโassenza delle fonti ma anche una serie di cattive interpretazioni: allโiniziale confusione rispetto alla sua provenienza, ora perรฒ spiegata da Gianni Papi anche grazie ai tanti punti di contatto con la pittura di Giovanni Gerolamo Savoldo (Brescia, 1480 circa โ post 1548) che, tra naturalismo e classicismo, puรฒ essere considerato il secondo grande ispiratore del nostro, si aggiunge, nei decenni, una spiegazione del suo soprannome assai lontana dal piรน logico significato e cioรจ che ยซdel Caravaggioยป alluda semplicemente a una dimensione di vicinanza, quasi di appartenenza.
In questa nuova occasione espositiva, Accademia Carrara torna a occuparsi di inedite storie e indagini attorno a grandi maestri e allievi, come nel 2020 con Tiziano e Caravaggio in Peterzano, confermando impegno e attenzione nei confronti di autori con importanti collegamenti territoriali e culturali alla collezione bergamasca, documentati da opere di grande qualitร ma, a tuttโoggi, non ancora a pieno valorizzati.
Con oltre 40 opere, il progetto per la prima volta raccoglie 19 dipinti autografi dei circa 25 che compongono il catalogo di Cecco, conservati da importanti collezioni pubbliche e private, in Italia e nel mondo.
Il percorso mette in evidenza sia autori, come Merisi e Savoldo, da cui Cecco trasse ispirazione, sia una serie di artisti che furono a lui vicini (tra i quali Valentin de Boulogne, Bartolomeo Mendozzi e Pedro Nรบรฑez del Valle), attraverso prestiti da collezioni soprattutto pubbliche: Gallerie degli Uffizi โ Palazzo Pitti di Firenze, Museo del Prado di Madrid, Kunsthistorisches Museum di Vienna, National Gallery di Atene, Galleria Nazionale dโArte Antica di Palazzo Barberini di Roma, Gemรคldegalerie di Berlino, Galleria Borghese e Pinacoteca Capitolina di Roma, Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, Wellington Museum di Londra, Ashmolean Museum di Oxford, per citarne alcune.
La mostra di Bergamo offre, per la prima volta, uno sguardo trasversale e pressocchรฉ completo sullโoperato di Cecco, riunendo capolavori rivelatisi fondamentali nel percorso di ricostruzione del corpus dellโautore. In particolare, Cacciata dei mercanti dal tempio (1613-1615 circa), proveniente da Gemรคldegalerie di Berlino, ha avuto un ruolo essenziale nel determinare il primissimo nucleo di opere da parte di Roberto Longhi e dunque nel definire lโidentitร del linguaggio pittorico. La tela esprime lโadesione ai grandi maestri: da una parte Caravaggio, nella composizione movimentata e nelle espressioni di terrore delle figure e, dallโaltra, Savoldo, nellโatmosfera tagliente e nitida, nei colori puri, nei panneggi contorti e schiacciati. Gianni Papi ha individuato un autoritratto di Cecco nellโelegante ragazzo allโestrema sinistra che, con atteggiamento defilato e un poโ dandy, osserva la scena. Il cappello rosso che indossa il giovane รจ un tema ricorrente nelle prime opere e lo si puรฒ ritrovare, in mostra, anche nelle tele di Varsavia e Bratislava; cosรฌ come รจ possibile rintracciare lโelegante foggia degli abiti dei mercanti nei dipinti di figura in prestito da Atene, Londra e Oxford.
Del pittore conosciamo bene il volto anche grazie a Ritratto di giovane con colletto a lattuga, proveniente da Gallerie degli Uffizi โ Palazzo Pitti di Firenze nel protagonista dellโAmore al fonte, da collezione privata, oltre che grazie ai due dipinti di Caravaggio presenti in mostra, per i quali, come si รจ detto, Cecco posรฒ come modello. Allโinterno del percorso espositivo, di opera in opera, il linguaggio di Boneri si fa sempre piรน riconoscibile: nellโesecuzione tormentata dei panneggi, nei bianchi dallโintensitร fosforescente, nella precisa definizione degli occhi e delle palpebre e nel nitido disegno delle labbra solcate da una spessa linea che le fa sembrare dischiuse, impegnate in un canto, un sospiro, un grido soffocato. Se la vita di Cecco รจ ancora avvolta nel mistero, non si puรฒ dire altrettanto, anche grazie a questo progetto curato da Gianni Papi e M. Cristina Rodeschini, delle influenze che il pittore ha ricevuto ed esercitato, queste ultime soprattutto sulla scena romana e napoletana dellโepoca (si ipotizza infatti che Boneri seguisse Caravaggio nella sua fuga a Napoli dopo lโomicidio di Ranuccio Tomassoni nel maggio 1606). Oltre a quella bergamasca, provincia in cui probabilmente nacque e forse fece ritorno a un certo punto della sua carriera. Considerato tra i grandi protagonisti della natura morta caravaggesca, insieme a Bartolomeo Cavarozzi e Antiveduto Gramatica, Cecco dovette influenzare anche la ricerca di Evaristo Baschenis (1617 โ 1677). Il prete-pittore di origini bergamasche, ampiamente rappresentato nelle collezioni di Accademia Carrara, รจ certamente debitore della lezione magistrale del Boneri nel realismo dei brani di natura morta e nella resa degli strumenti musicali della serie dei Fabbricanti. In mostra, il confronto tra i due autori รจ favorito tramite unโopera in prestito e, allโinterno del percorso permanente, nella sala dedicata a Baschenis.
ORARI DI APERTURA 2023
lunedรฌ-giovedรฌ 9.30 โ 17.30
martedรฌ 9.30 โ 13.00 (chiuso il pomeriggio)
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Biglietti qui.
