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ยซ7x7=49ยป รจ l'ultimo lavoro firmato da Memory Is Not A File, progetto ideato e curato da Damiano Carrara, che per lo spazio SANBE15/C presenta un percorso di stampe fotografiche allestite a parete, costruito a partire da fotografie vernacolari in Kodachrome
ยซ7x7=49ยป รจ l'ultimo lavoro firmato da Memory Is Not A File, progetto ideato e curato da Damiano Carrara, che per lo spazio SANBE15/C presenta un percorso di stampe fotografiche allestite a parete, costruito a partire da fotografie vernacolari in Kodachrome, selezionate e restaurate con cura quasi maniacale all'interno di un archivio che conta oltre un milione di diapositive provenienti da tutto il mondo. Il dispositivo espositivo รจ semplice e radicale: sette immagini al giorno per sette giorni consecutivi, ognuno dei quali segue un tema emotivo diverso. Al termine dell'esposizione, le quarantanove fotografie compongono un itinerario interiore che pone il visitatore al centro della narrazione.
Non si tratta di una semplice sequenza, ma di un attraversamento del tempo. Le immagini esposte, scattate tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Ottanta, non nascono da intenti artistici. Sono fotografie vernacolari: anonime, familiari, a volte imprecise, talvolta sorprendentemente armoniche. Scatti sottratti alla quotidianitร piรน ordinaria, privi di ambizioni estetiche. Per definizione, non arte. Damiano Carrara lavora sul passato seguendo una traccia emotiva. Seleziona immagini che pulsano, che parlano al cuore prima ancora che allo sguardo. Nel loro potere evocativo trova uno spazio di trasformazione: i corpi acquistano nomi, i luoghi unโidentitร , il tempo si fa poroso.
Qui lโarte non รจ il punto di partenza, ma accade nellโincontro. La mostra propone cosรฌ unโinversione di ruoli: non รจ lโimmaginazione dellโartista a trascendere la realtร , ma รจ la realtร stessa, imperfetta, sporca, stonata, autentica, a rivelarsi come origine dellโesperienza estetica. Non cโรจ un โioโ autoriale che impone una visione, ma un โnoiโ che riconosce nellโimmagine un frammento di vita condivisa. Il percorso espositivo, con sette immagini al giorno, raccolte attorno a un tema, suggerisce giร una possibile traiettoria emotiva. A questa traccia si affiancano indizi narrativi, discreti e talvolta ironici, che accennano a nomi, luoghi, epoche possibili. Non si tratta di didascalie che spiegano, ma di aperture che orientano lo sguardo senza chiuderlo. In questo slittamento sottile tra realtร e finzione, le immagini acquistano unโidentitร provvisoria. ร il visitatore a completare lโopera: entrando in dialogo con lโimmagine, la attraversa, la reinventa, la trasforma in visione. Cosรฌ la memoria diventa un tempo che continua a scorrere intorno a noi. Il colore Kodachrome, intenso, materico, imperfetto, supera la nostalgia per farsi pelle della memoria, traccia sensibile del tempo. Le diapositive, nate per โscorrereโ davanti alla lente di un proiettore, oggi ci ricordano che il tempo passa, ma non si esaurisce. Si deposita, si stratifica, ritorna.
Damiano Carrara รจ un collezionista di diapositive vernacolari. Il suo percorso nasce dallโincontro casuale con un cesto di slide Kodachrome in un negozio dellโusato: immagini anonime che hanno generato in lui lโurgenza di salvarle dallโoblio e restituire loro voce. Negli anni ha costruito un archivio di oltre un milione di diapositive scattate tra gli anni Quaranta e Ottanta del Novecento. Il suo lavoro non consiste nella produzione di nuove immagini, ma nella selezione, nel restauro e nella creazione di connessioni emotive tra frammenti di vite sconosciute. Attraverso il progetto Memory Is Not A File, Damiano Carrara indaga la memoria come esperienza collettiva e sensibile: non un archivio digitale, ma una rete viva di relazioni dove il passato continua a generare senso nel presente.
L'Inaugurazione รจ in programma il 19 marzo dalle 18 alle 22.
L'esposizione sarร visitabile dal 20 al 27 marzo, dalle 15 alle 20.
