Impalcature affettive, uso domestico
Traffic Gallery presenta la mostra personale di Federica Balconi, che riunisce una serie di opere di nuova produzione e recenti rivisitazioni.
Traffic Gallery presenta ยซImpalcature affettive, uso domesticoยป, mostra personale di Federica Balconi a cura di Sara Parolini. Il progetto espositivo riunisce una serie di opere di nuova produzione, in gran parte inedite, affiancate da alcune recenti rivisitazioni, che indagano il rapporto tra oggetti tecnici, forme della tradizione architettonica e dimensione domestica, dando vita a un immaginario in cui funzione, affetto e ironia si intrecciano. Al centro della ricerca emerge il tema dello scontro come condizione primaria della relazione: tra oggetti, tra corpi, tra funzioni e significati, tra violenza e cura. In questo contesto lo scontro non รจ mai soltanto conflitto, ma diventa un momento di contatto e trasformazione. Il lavoro di Federica Balconi prende spesso avvio da elementi apparentemente lontani dal quotidiano โ capitelli, fregi, macchinari tecnologici โ oggetti che abitano contesti codificati e che, proprio per la loro diffusione, finiscono per passare quasi inosservati. In Impalcature affettive, uso domestico lโartista compie un gesto semplice ma significativo: sottrarre questi elementi ai loro contesti originari e ricollocarli in uno spazio domestico e affettivo.
Lโimmaginario dellโartista nasce anche da una familiaritร personale con il mondo degli oggetti tecnici. Cresciuta in una famiglia di ingegneri, Balconi ha trascorso molto tempo, fin dallโinfanzia, in officina, tra bulloni, giunti e curvature metalliche. Elementi che spesso rimangono invisibili diventano cosรฌ parte di un paesaggio quotidiano e fonte di ispirazione per la costruzione delle sue โmacchine impossibiliโ, come le definisce la curatrice Sara Parolini.
Attraverso una serie di sculture e dispositivi installativi, supportati dalla presenza di disegni, Balconi costruisce infatti un mondo di โmacchine impossibiliโ capaci di mettere in discussione la funzione originaria degli oggetti. In questo โfallimento produttivoโ gli elementi tecnici perdono la loro rigiditร funzionale e vengono restituiti a una dimensione piรน fragile e umana, in cui lo scontro tra forme e significati diventa occasione di trasformazione. Le opere si presentano inizialmente con unโapparenza ludica e accessibile: superfici dai colori pastello, forme morbide e proporzioni accoglienti suggeriscono un universo leggero e ironico. Tuttavia, questa dimensione viene continuamente ribaltata. Ogni lavoro contiene una frizione interna, un elemento di tensione che incrina la leggerezza e rivela una componente piรน ambigua e intima.
Tra le opere in mostra, Toc Toc presenta due arieti che, invece di abbattere porte, sembrano sfiorarsi e incontrarsi, trasformando un gesto violento in una presenza quasi affettiva. Nella serie Capitello 01, Capitello 02, Capitello 03, invece, uno degli elementi piรน iconici dellโarchitettura classica, il capitello ionico, viene reinterpretato attraverso una dimensione ironica e domestica: la forma ricorda quella di una stampante dalla quale emergono fogli bianchi che si arrotolano su sรฉ stessi, privi di funzione e che ricordando le due volute laterali tipiche del capitello.
Infine, le opere La noia e La gelosia, presentano due piccole sezioni di un fregio, rimandando ancora una volta al mondo classico, qui in conflitto con un elemento contemporaneo e appartenente al mondo dei cantieri: lโimpalcatura. Il fregio perde la sua dimensione celebrativa e si trasforma in una struttura fragile, riconoscibile, quotidiana. Dal museo e dalla sua teca, il fregio si sposta in strada, tra di noi.
Un costante slittamento di significato, in ogni opera ciรฒ che appariva distante ritorna come familiare: โtra oggetto e reliquia, tra macchina e corpo, tra ironia e affettoโ, come si legge nel testo curatoriale di Sara Parolini.
Federica Balconi (Monza, 1999) si diploma nel 2022 presso lโAccademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Prosegue il suo percorso formativo nel Biennio di Scultura dellโAccademia di Belle Arti di Brera, Milano, dove si laurea nel 2025. Nel 2022 vince il Premio Nocivelli nella sezione Scultura. Nel 2023 partecipa alla 15a edizione della Biennale Mulhouse 023, dedicata ai giovani artisti europei. Nel 2024 prende parte alla 13a edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee con lโopera NOTE, alla quale la giuria ha attribuito una menzione speciale. Nel 2025 partecipa alla Cremona Art Week allโinterno della mostra LA GIOSTRA e alla collettiva Cinque alla Prima presso Area Treviglio. Nel corso degli anni sviluppa una ricerca scultorea che intreccia progettazione, meccanica e riferimenti allโarchitettura e al design, affrontati attraverso soluzioni compositive volutamente fragili e instabili. Le sue opere mettono in discussione la funzionalitร dei materiali e le convenzioni costruttive, trasformando la logica progettuale in un esercizio di precarietร . Le strutture risultanti rivelano una dimensione ironica e disfunzionale, in cui la tensione tra razionalitร tecnica e fallimento diventa elemento centrale del lavoro.
