Inaugurazione della mostra Parabellum
Proseguono le celebrazioni in occasione della Festa di Sant'Alessandro, in programma l'inaugurazione della mostra "Parabellum. Respiro della guerra e della fame".
Sabato 27 agosto alle ore 19.00 presso l'oratorio di San Lupo, via San Tomaso 3, proseguono le celebrazioni in occasione della Festa di Sant'Alessandro, in programma l'inaugurazione della mostra "Parabellum. Respiro della guerra e della fame" di Ferrario Freres.
Nei suggestivi spazi dell’oratorio di San Lupo, Ferrariofreres allestisce una meditazione artistica sul tema della guerra e delle sue conseguenze più drammatiche: la carestia e la fame. L’installazione alterna momenti di rappresentazione dei conflitti, sintetizzata nell’immagine video di un gigantesco bossolo che volteggia nel fumo, con la coltura di un piccolo prato d’erba, che tenta di sopravvivere alla distruzione. L’opera prende il nome da Parabellum (in latino: prepara la guerra), un’arma da fuoco progettata da Georg Luger nel 1898.
La mostra vorrebbe tenere vivo il senso, molto reale e concreto, del collegamento fra guerra e carestia.
Con il contributo del Comune di Bergamo – Assessorato alla Cultura
A cura di Giuliano Zanchi – Fondazione Adriano Bernareggi
La mostra resterà aperta fino a domenica 25 settembre.
Anche quest’anno i giorni dedicati a Sant’Alessandro sono occasione per unire la comunità attorno a importanti temi legati alla contemporaneità, riflettendo su una virtù che racchiuda un significato sia civile che religioso, una tradizione inaugurata dall’attuale Amministrazione comunale insieme alla Diocesi.
In questo tempo drammatico, segnato da nuovi e sanguinosi conflitti, è la volontà di costruire la Pace a tracciare la rotta. Molte sono le guerre che si stanno combattendo e si sono combattute; tuttavia, per ogni volta in cui la pace viene, con fatica, ristabilita, la discordia sembra disporre di energie infinite per esplodere di nuovo. L’impegno alla costruzione e al mantenimento della pace è quindi un esercizio continuo, da perseguire con costanza, al di là di interessi personali e ideologie. Costruire una città pacifica e inclusiva significa agire per la salvaguardia delle libertà degli uomini e delle donne, potenziare le istituzioni partecipative, attingere alla capacità di cooperazione.
