Nuance
Un'opportunitร per visitare la nuova opera di Ezio Tribbia, caratterizzata da sfumature e passaggi di stato. Le tinte mutano in toni sfumati grazie all'azione del tempo, diventando sensibili all'occhio, sfuggevoli a chi guarda con superficialitร .
Ciascun grado di cui si compone un colore, รจ come una variazione della sensibilitร di cui รจ costituito e che lโartista rende visibile. Il passaggio graduale da un colore verso le sue variabili tonali รจ, certamente, il frutto di composizione di pigmenti ma รจ anche attenzione del pittore verso i margini espressivi, graduale sensibilitร alla materia, sapiente mischiatura di naturalitร e artificialitร .
Questa doverosa premessa precede ogni modesto tentativo di analisi dellโopera che qui viene presentata nello Spazio104 dopo un lungo e intenso lavorio creativo di Ezio Tribbia. A partite dal titolo โNuanceโ che potremmo tradurre con approssimazione come โsfumaturaโ, o โpassaggio gradualeโ, per poi procedere a una necessaria analisi dei temi tanto cari allโartista: i passaggi di stato, dalla materia al prodotto finale, dalla farina al pane, dallโimpasto alla forma, dalla presenza dellโoggetto alla sua ombra e alla sua traccia.
Da dove nascono le suggestioni di queste lunghe strisce di carta damascata che, accostate, diventano tessuto, tendaggio, rivestimenti parietali, decorazioni murali, tappezzerie di interni, pitture di mura che il tempo ha gradualmente modificato? Le tinte si mutano in toni sfumati grazie allโazione del tempo; diventano diafane e gentili, sensibili allโocchio, sfuggevoli a chi guarda con superficialitร . Lโidea puรฒ nascere dallโosservazione stupita di un particolare di tramezzo screpolato. Il progetto artistico puรฒ essere disegnato dalla visione di un lacerto di imbiancatura in una povera cucina che ha visto piรน stagioni di tinteggiatura artigianale, magari accompagnata da segni ripetuti in serie grazie ai rulli incisi che hanno lasciato tracce di decorazioni semplici e modeste. Oppure da muri decadenti di dimore un tempo ricche e opulente ora in inesorabile declino. Tappezzerie preziose che hanno subito strappi, lacerazioni, avanzi sgualciti di carte arabescate.
Le sfumature tonali di Ezio Tribbia sono come la pelle delicata di una materia che ancora respira, il rivestimento di un corpo che ancora pulsa nella zona del sottocutaneo. Rughe, creste, strati, tracce, impronte digitali che affiorano non appena il polpastrello delle dita le sfiora. Le strisce verticali diventano, una accanto allโaltra, vere e proprie superfici tattili, pareti raffinate di tinte attenuate, passaggi di gradazioni tonali, piani che vivono di segno, luce e ombra. Il visivo si fa tocco leggero, mezzatinta o nuova gamma di delicata sensibilitร . Dove lโaccostamento delle strisce tende al nerolucente, emerge la fuliggine dei camini, il deposito nero di particelle di carbone, il residuo di una combustione che รจ il risultato di un passaggio di stato. Dove la parete ricorda il colore di un blu attenuato, il richiamo va a uno squarcio di cielo che emergeva dai lucernari ad affresco spesso dipinti a imitazione di una volta architettonica, quella tinta azzurra di ricordo tiepolesco. Ma anche le tracce di verderami e bordolesi, solfati di rame per curare la malattia della vite. La tensione del muro rosso-mattone oppure ocra argillosa รจ la testimonianza di ossidi antichi emersi da tinteggiature corrose dal passaggio delle stagioni.
Le composizioni di Ezio Tribbia sono testimonianze di una sensibilitร che si nutre anche di ricordi, di naturalitร , di elementi semplici ma radicati nei profondi solchi dellโesperienza. Il suo cammino artistico ha esplorato le tracce della pasta lievitata che diventa pane, la pioggia miracolosa della manna in uno spazio post-industriale, il miracolo della semina e del raccolto in unโazione scenica nella piazza del suo paese. Una ricerca che permette di esplorare lโessenziale e il non superfluo nelle pieghe spesso superficiali e mai conclusive del nostro tempo inquieto.
Presentazione di Sem Galimberti โ dallโHortus Conclusus, Bergamo โ aprile 2024
