Silenzio sognato
In occasione dei suoi 18 anni, Traffic Gallery presenta la mostra collettiva con Axel Crettenand, Daniele Di Girolamo, Lorenzo Lunghi a cura di SONRO. L'esposizione sarร visitabile fino al 29 novembre.
Non รจ mai davvero muto, il silenzio. A volte รจ pieno di rumori lontani, o di quelli che la memoria trattiene come tracce sospese; a volte รจ la soglia dellโascolto, quando smettiamo di parlare e iniziamo a sentire. La mostra Silenzio Sognato si muove lungo questo spazio indefinito, dove il suono sfuma fino a diventare unโassenza carica di immagini, visioni, risonanze intime. Una dimensione dove il silenzio non รจ solo mancanza, ma materia onirica: un luogo in cui ciรฒ che non si sente si immagina, si sogna. In latino, il silenzio รจ indicato da due verbi: Silฤo, che denota lโassenza del suono, e Tฤcฤo la sua negazione. Silฤre รจ il verbo che denomina il silenzio della natura e del cosmo, impossibile eppure inseguito nellโisolamento tecnologico delle camere anecoiche. Tacฤre, invece, รจ la scelta del silenzio, la pausa dalla produzione di suono, in primis dalla parola: il suono mentale della lettura solitaria, del pensiero e della riflessione, o il punto di inizio dellโascolto dellโaltro.
In Silenzio Sognato questa distinzione si manifesta in tutta la sua contraddittorietร . Daniele Di Girolamo ci chiede di tacere per ascoltare la presenza sottile di una distanza malinconica. In A Measure of Distance 2, una serie di sculture dalle forme plastiche biomorfe e colme di sabbia marina ruota lentamente riproducendo il ritmo ipnotico della risacca del mare: unโeco sussurrata che restituisce il ricordo di un paesaggio lontano. In Grattacielo, invece, sottili steli di fiori in ottone si slanciano verso lโalto, tesi in un moto incessante verso la luce irraggiungibile del sole, in un gesto di fragile aspirazione.
Lorenzo Lunghi presenta lโambiguitร del rapporto fra silenzio e rumore. Nella performance LโAntennista, si muove nello spazio captando i suoni intorno a sรฉ, udibili e poi, negli spazi della galleria, lascia lโutopia di un nulla assoluto, un silenzio igienizzato dalla scultura Ultraviolette: una lampada UVC germicida, accesa solo di notte, e impossibile da osservare a occhio nudo. Lโaspirazione paranoica a un mondo silenzioso e disinfettato contrasta con la colata di peltro e stagno di Vomito, rigetto imprevedibile di un io frustrato, espressione magmatica di disagio emotivo.
Infine, Il faut imaginer Sisyphe heureux di Axel Crettenand รจ un video muto, ma ogni gesto dellโuomo che colpisce il masso sotto la tempesta sembra generare rumore. Anche nel silenzio, sentiamo il metallo contro la pietra, il vento, la fatica: il suono non cโรจ, ma diventa un riflesso acustico, e la nostra percezione lo ricostruisce, come un ricordo fisico che riaffiora. La citazione di Camus del titolo ci indirizza a una dimensione esistenziale, nella quale ricostruire, ogni giorno, il senso del nostro fare. Silenzio sognato si chiude come un respiro trattenuto: lasciando emergere, nel vuoto apparente, ciรฒ che permane oltre lโudibile.
