Visioni di Crespi d’Adda
Mostra del pittore Giovanni Brambilla in occasione della rassegna «Produzioni ininterrotte» a Crespi d'Adda.
Giovanni Brambilla presenta "Visioni di Crespi d'Adda" all'interno del palinsesto del Festival di Letteratura del Lavoro "Produzioni Ininterrotte"
Secondo Brambilla, ogni mostra deve nascere da una solida coerenza e da un progetto culturale orientato all'utopia, intesa — sulla scia di Tommaso Moro e Le Corbusier — come impegno verso ideali universali di giustizia, pace e costruzione del futuro, lontana dalla mera ricerca di originalità fine a se stessa. Nel delineare l'atmosfera pittorica per ritrarre Crespi d'Adda, luogo a cui è profondamente legato, l'autore si è affidato a due riferimenti essenziali: da un lato il realismo di Edward Hopper, del quale ha accolto gli scorci urbani e industriali escludendo rigorosamente la figura umana, coerentemente con la propria poetica; dall'altro la memoria visiva della colonia artistica tedesca di Worpswede, il cui idillio paesaggistico evoca le suggestioni dell'abitato e le vicende post-industriali del villaggio operaio lombardo.
Giovanni Brambilla
I paesaggi e le nature morte di Giovanni Brambilla (Trezzo sull’Adda, 1943) hanno da tempo varcato le soglie nazionali ed europee. Le esposizioni nella capitale e nelle principali città del Giappone, hanno riscosso lusinghieri consensi di pubblico e critica, affascinati dalla tradizione figurativa lombarda, di cui Brambilla rappresenta uno degli ultimi raffinati esponenti. Giovanni Brambilla dipinge dal 1959. Negli anni 60 aderisce agli “Artisti Indipendenti A. Bucci” di Milano, frequenta corsi di disegno all’Accademia Carrara di Bergamo, ha approfondito la conoscenza delle tecniche dell’acquaforte a Bergamo, a Milano e a Tokyo. La formazione artistica è avvenuta attraverso la cultura figurativa lombarda del Novecento, influenza che caratterizza le sue opere come matrice per una costante ricerca intorno all'"atmosfera” di paesaggio e alla simbologia di nature morte. Tra le grandi opere di Brambilla figurano quattro grandi vetrate per la Chiesa della SS. Trinità a Milano e quelle della sala del “Cenacolo” nel nuovo Centro Parrocchiale di Trezzo.
Dal 1967 ha allestito mostre personali in Italia, Svizzera, Olanda, Germania, Canada, Francia e Giappone.
