Psychè. Enduring Breath
Presso la Biblioteca Comunale “Il Filandone” di Martinengo, è in programma la mostra personale di Marzia Ratti, che presenta una sorta di antologica di quasi due decenni di ricerca artistica.
La Città di Martinengo presso la Biblioteca Comunale “Il Filandone” ospita la mostra personale di Marzia Ratti, artista contemporanea di grande sensibilità e genialità la cui ricerca si colloca in uno spazio di tensione tra scienza, coscienza e identità umana, intrecciando diversi linguaggi tra cui arte concettuale, design e sperimentazione materica.
«Psychè. Enduring Breath» presenta una sintesi significativa della produzione dell’artista, indagando la condizione dell’umano in un’epoca dominata dalla continua accelerazione tecnologica, da sistemi di controllo e dalla progressiva esternalizzazione della coscienza. Partendo da una soglia invisibile — una scintilla, un impulso minimo che sfugge alla percezione — Marzia Ratti crea un universo in cui luce, materia e coscienza non sono elementi separati ma manifestazioni dinamiche di un unico campo in trasformazione.
La mostra si configura come una sorta di antologica che attraversa quasi due decenni di ricerca dell’artista, un’esperienza immersiva e riflessiva, in cui ciascuna opera invita lo spettatore a interrogarsi sul proprio ruolo all’interno di un sistema sempre più complesso e pervasivo. L’arte di Marzia Ratti diventa strumento di consapevolezza e spazio di relazione, capace di attivare un dialogo tra individuo e collettività. Al centro del progetto si colloca la tensione tra anima e psiche: la prima intesa come soffio, forza invisibile e impulso irriducibile; la seconda come struttura che si espone, si rende visibile e diventa programmabile. Nel ridestamento che Marzia Ratti ci provoca con le sue opere, la psiche si sposta verso l’esterno, si traduce in dato, immagine e sistema, sollevando interrogativi urgenti su identità, agency e autonomia del pensiero. Simboli come uova, involucri e clessidre trasformano il tempo e il corpo in dispositivi di regolazione e contenimento. In questo spazio, la figura dell’umano non è più un organismo unitario, ma un sistema attraversato da forze integrate in reti di controllo.
Il percorso affronta anche momenti di fragilità ed esposizione — come nell’evocazione dei “bambini rubati” — sospesi tra onirico e reale. Tuttavia «Psychè. Enduring Breath» si propone come un punto di svolta rispetto a possibili e inevitabili finali distopici. Nelle opere più recenti emerge una frattura positiva: la psiche riaffiora come coscienza critica, visione e resistenza. Ciò che sembrava completamente assorbito dai sistemi riemerge come capacità di vedere, riconoscere e reagire. Il “soffio” — metafora di anima e impulso vitale — riaffiora nelle ali delle sculture delle figure infantili che esprimono una tensione verso l’esterno, una possibilità di liberazione.
Attraverso le sue installazioni luminose, le sue sculture e le sue opere concettuali, Marzia Ratti invita lo spettatore a confrontarsi con la propria posizione in un mondo sempre più definito da replicazione e controllo, ponendoci una domanda che è diventata sempre più urgente: è ancora possibile, in quest’epoca, preservare una dimensione autentica dell’umano? La risposta si trova forse in quel soffio minimo, in quella scintilla invisibile che continua a resistere e persistere.
