Mercoledì
13
Maggio

I cinquant’anni di Allegro non troppo

Per il ciclo «Cinema Docet. Proiezioni sull’attualità in UniBg», al Cinema San Marco verrà proiettato il film «Allegro non troppo» di Bruno Bozzetto. L’evento si svolgerà in collaborazione con lo Studio Bozzetto, con la presenza del regista in sala.

L'iniziativa di Public engagement «Cinema Docet. Proiezioni sull'attualità in UniBg» celebra il 50° anniversario del capolavoro «Allegro non troppo» (1976), realizzato dall’illustratore e animatore Bruno Bozzetto. Nata come risposta ironica e coraggiosa al disneyano «Fantasia», l’opera intreccia elementi sonori e visivi in una danza che parla di natura, di arte e di emozioni. Per la visione, realizzata in collaborazione con lo Studio Bozzetto, avremo l’onore di ospitare in sala lo stesso regista. L’evento si svolgerà in attesa di BAD (Bergamo Animation Days), che avranno luogo il 14, 15 e 16 maggio.

“Illustrare la musica, dare corpo e colore alle note è un’aspirazione che ogni disegnatore cova nella propria anima fino alla tenera età”. Così il presentatore (Maurizio Micheli) ci introduce nel film, ma anche nella mente di Bozzetto. Infatti, Allegro non troppo nasce da un’ambizione titanica: da un lato, rendere omaggio a un modello di animazione che lo ha profondamente formato e, dall’altro, rispondere a questo modello proponendo una visione personale del rapporto suono-immagine. Dal titolo è evidente che Bozzetto voglia costruire un’opera che, pur mantenendo leggerezza e gioiosità in alcune scene, aggiunga uno strato riflessivo e critico nell’unione tra immagini visive e sonore. Per fare ciò, egli mantiene la stessa struttura narrativa (a episodi in tecnica mista) di Fantasia, ma si distanzia dalla perfezione formale e dall’immaginario idilliaco e sognante tipicamente disneyano per proporre una riflessione sulla condizione umana, sul suo rapporto problematico con la natura e sui meccanismi distorti che regolano la produzione artistica e cinematografica. È da questi presupposti che nasce quella che può essere considerata la sua opera magna: un’opera che, nel passaggio tra scene animate e scene dal vivo, esprime pienamente l’essenza artistica di Bozzetto e offre una visione completa della sua filosofia artistica. Il film è suddiviso in sei episodi animati, ciascuno accompagnato da un brano di musica classica, intervallato da sequenze live action girate a teatro. Le sequenze animate abbandonano l’estetica limpida e il tono fiabesco di Fantasia, abbracciando invece un immaginario visivamente più grezzo e narrativamente più cupo e disincantato. Anche le musiche rispecchiano l’anima inquieta dell’uomo o risaltano la sua irruzione aggressiva e violenta nel fragile equilibrio della natura. La prospettiva privilegiata non è mai quella dell’uomo – che vive all’ombra dell’ossessione materialistica, della dipendenza sessuale, della brama di ricchezza e della volontà di controllo e sopraffazione nei confronti dell’altro – ma quella dell’animale e della natura, le vittime innocenti della bramosia umana. Nella sequenza de L’uccello di fuoco di Stravinskij, il serpente che ingoia il frutto della conoscenza – destinato a Adamo ed Eva – attraversa un incubo popolato di visioni e suggestioni oniriche che lo conducono alla scoperta delle oscurità dell’uomo. Nell’interpretazione visuale del Bolero di Ravel – dalla quale ha preso avvio l’ideazione di questo lungometraggio – la graduale marcia evolutiva delle creature viene interrotta dall’avvento dell’uomo e dalle sue opere di distruzione e di dominio. O ancora, il Valse triste di Sibelius ci immerge nella mente di un gatto che sogna malinconicamente di rivivere il passato del rudere e dei suoi padroni, denunciando la brutalità dell’abbandono degli animali e le drammatiche conseguenze di questo comportamento sulle loro vite. Le scene dal vivo non sono da meno: si configurano come una satira irriverente dell’impostazione raffinata e pomposa del set cinematografico disneyano. I numerosi sketch e le figure caricaturali – le buffe vecchiette, il logorroico presentatore, l’impacciato disegnatore (Maurizio Nichetti) e lo scorbutico direttore d’orchestra (Néstor Garay) – fanno da contraltare comico ai toni cupi degli episodi animati, conferendo all’opera un sapore tragicomico. Queste sequenze non si limitano all’ironia, ma veicolano anche un’acuta critica sociale e istituzionale, evidenziando la precarietà di una produzione low budget – animata da attori improvvisati, tecnici inesperti e artisti dell’ultima ora – e denunciando le dinamiche di potere prevaricanti che attraversano l’ambiente artistico. Esiste una via d’uscita dalla corruzione dell’animo umano e dalle dinamiche di potere che lo autodistruggono? Bozzetto stesso ci offre una possibile risposta: l’amore nascente tra il disegnatore e la responsabile delle pulizie che, intrappolato dalle dinamiche costrittive del reale, prende vita attraverso il disegno e si libra in volo. Ancora una volta, l’arte si rivela non solo strumento di denuncia, ma anche di liberazione ed emancipazione, capace di oltrepassare i margini e donare nuova speranza all’animo umano.

«Cinema Docet» è un'iniziativa di Public engagement promossa dal gruppo di ricerca CiMAv – Cinema e Media Audiovisivi e finanziata nell'ambito delle attività open campus dell'Università degli studi di Bergamo - progetto KINO-CAMPUS. Le proiezioni si svolgono tutti i mercoledì al Cinema San Marco (piazza della Repubblica 2, Bergamo).

L’accesso alle proiezioni è gratuito e aperto alla cittadinanza senza necessità di prenotazione.

Informazioni

Prezzo: gratuito

Data e Ora

Inizio: mercoledì 13 maggio 2026 15:00

Fine: mercoledì 13 maggio 2026 18:00

Giorni di apertura
L
M
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S
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Documenti

Locandina

Luogo
Cinema San Marco

Bergamo, Piazzale Repubblica, 2