Il male non esiste: lo scontro tra comunità e logiche di sviluppo
Per il ciclo «Cinema Docet. Proiezioni sull’attualità in UniBg», al Cinema San Marco verrà proiettato il film «l male non esiste» di Ryūsuke Hamaguchi. Interverranno Matteo Citrini, Renato Ferlinghetti, Roberto Gualdi e Oriana Ruzzini.
L'iniziativa di Public engagement «Cinema Docet. Proiezioni sull'attualità in Unibg» prosegue mercoledì 2 dicembre 2026 riflettendo sul tema "La natura delle cose. Ambiente, comunità, sviluppo" attraverso la visione del film Il male non esiste di Ryūsuke Hamaguchi (2023). Un'opera che si interroga sul fragile equilibrio tra una comunità e la natura che la circonda, sul prezzo del progresso e sull'ostinazione con cui lo si insegue, spesso senza ascoltare ciò che il paesaggio ha da dire. L'evento si svolgerà in collaborazione con il Festival Foreste 2026, che ha visto quest'anno la partecipazione di una giuria composta dagli studenti degli insegnamenti di Geografia e di Storia del cinema tenuti rispettivamente da Renato Ferlinghetti e Matteo Citrini nel corso di laurea in Lettere. Per la consegna degli attestati di partecipazione alla giuria e per un contributo al tema dell'incontro prenderanno parte anche Oriana Ruzzini, assessora alla transizione ecologica, ambiente e verde del Comune di Bergamo, e Roberto Gualdi, presidente dell'Associazione Montagna Italia e direttore artistico del Festival Foreste.
Con Il male non esiste, il regista giapponese Ryūsuke Hamaguchi, reduce dal successo internazionale di Drive My Car, vincitore dell'Oscar per il miglior film internazionale, firma un'opera lenta, introspettiva e contemplativa sulla natura umana e sul sottile confine tra istinto e scelta razionale. La filmografia di Hamaguchi è sempre attenta a raccontare le relazioni umane attraverso l'uso di numerosi dialoghi, silenzi ricchi di significato e immagini evocative. Ne è un esempio il mastodontico Happy Hour, opera di quasi cinque ore e mezza, resoconto umano sui legami di amicizia e sulla difficoltà di comprensione reciproca. Sono protagoniste quattro donne giapponesi sulla trentina che attraverso incontri, passeggiate e discussioni, dialogano per ore senza annoiare neanche un istante lo spettatore. Se nei suoi lavori precedenti il centro dell'attenzione è il rapporto uomo-uomo, in Il male non esiste, Leone d'argento alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il focus principale si sposta sul rapporto con la natura, non agente passivo, ma presenza viva, regolata da equilibri incomprensibili dall'uomo. Il titolo stesso funge da possibile chiave di lettura: in natura i concetti morali di male e, di conseguenza, di bene, non esistono, vi è solo il bisogno ecologico di difendersi, di attaccare e di procurarsi del cibo con l'unico intento di sopravvivere per il bene della specie. Ma cosa accade quando questo principio viene spostato sul piano umano? L'uomo che trae vantaggio dalla natura per soddisfare interessi personali o per lucro sta davvero compiendo del male, oppure agisce secondo una logica diversa? La risposta per Hamaguchi, forse, si cela proprio tra quegli alberi innevati, nel silenzio del paesaggio e lungo le sponde di un ruscello che trascina con sé tutto ciò che incontra, come il fluire stesso della vita: un movimento continuo di difficile comprensione e impossibile da dominare.
«Cinema Docet» è un'iniziativa di Public engagement promossa dal gruppo di ricerca CiMAv – Cinema e Media Audiovisivi e finanziata nell’ambito delle attività open campus dell'Università degli studi di Bergamo - progetto KINO-CAMPUS. Le proiezioni si svolgono tutti i mercoledì al Cinema San Marco (piazza della Repubblica 2, Bergamo).
L’accesso alle proiezioni è gratuito e aperto alla cittadinanza senza necessità di prenotazione.
