Le università per Giulio Regeni
Per il ciclo «Cinema Docet. Proiezioni sull’attualità in UniBg», al Cinema San Marco verrà proiettato il film «Giulio Regeni – Tutto il male del mondo» di Simone Manetti. L’evento verrà aperto dal rettore Sergio Cavalieri.
A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, il progetto di Public Engagement «Cinema Docet. Proiezioni sull'attualità in UniBg» aderisce all’iniziativa “Le università per Giulio Regeni”, dedicando l’ottavo appuntamento della sesta stagione alla proiezione speciale di «Giulio Regeni – Tutto il male del mondo». Il documentario ricostruisce la drammatica storia del giovane ricercatore italiano, rapito, torturato e ucciso in Egitto, nel tentativo di aprire uno spiraglio di verità e giustizia su uno dei casi di scomparsa più controversi e dibattuti della storia politica italiana contemporanea. Ad aprire l’evento sarà l’intervento del Rettore Sergio Cavalieri.
Già attivo da anni nelle ricerche sul Medio Oriente, Giulio Regeni era in Egitto per approfondire la situazione sindacale dopo la rivoluzione del 2011, parte delle cosiddette “primavere arabe”. L’Egitto è una repubblica che vive però di fatto sotto un regime autocratico sostenuto dai militari: quando il potere si regge sul silenzio di una sudditanza timorata, anche la semplice ricerca può rappresentare una minaccia. È attorno al senso di giustizia, che ruota il documentario prodotto da Fandango, con la regia di Simone Manetti: è il filo conduttore nella storia di Giulio, che per giustizia ha agito, per cui la giustizia viene ancora inseguita, e della quale è rimasto vittima. Una giustizia che non può scaturire dalla paura e dall’omertà che in un Paese non libero rallentano le indagini e l’emersione di una verità che la famiglia ricerca da ormai una decade. I quattro agenti indagati per i nove giorni di torture inflitte a Regeni, i cui nomi sono noti, sono infatti irreperibili e protetti dal governo egiziano, che non ne rivela gli indirizzi, motivo per cui a poco più di un anno dall’inizio del processo, nel 2024, questo è già stato sospeso, posticipando la sentenza definitiva. La situazione politica si riflette sui materiali che compongono il film. Foto dai giornali, riprese in bassa definizione, registrate di nascosto da dispositivi come telefoni cellulari catturando per alcuni attimi lo stesso Giulio, che costituiscono la forma, la confezione di un contenuto bipartito, tra la sommessa rassegnazione delle testimonianze dei genitori, rappresentati dall’avvocata Ballerini, e la solennità del percorso processuale, influenzato dalle relazioni diplomatiche tra gli Stati.
«Cinema Docet» è un'iniziativa di Public engagement promossa dal gruppo di ricerca CiMAv – Cinema e Media Audiovisivi e finanziata nell'ambito delle attività open campus dell'Università degli studi di Bergamo - progetto KINO-CAMPUS. Le proiezioni si svolgono tutti i mercoledì al Cinema San Marco (piazza della Repubblica 2, Bergamo).
L’accesso alle proiezioni è gratuito e aperto alla cittadinanza senza necessità di prenotazione.
