Vampire, vamp, Marlene e donne fatali
Continua il ciclo di incontri di approfondimento cinematografico sulle cattivissime del cinema di tutti i tempi (e di tutti i generi) a cura di Pier Maria Bocchi.
Non รจ mai esistita una donna-vampiro star. Lโimmaginario maschile dai canini aguzzi รจ leggendario (Bela Lugosi, Christopher Lee), quello femminile no. ร un caso se nellโhorror lโimmagine del femminino molto raramente coincide con lโimmagine dello stardom? Le vampire del cinema nascono nellโombra e nellโombra ritornano (i kaidan giapponesi), sono delle figure. Nella Hammer la vampira รจ generalmente unโillustrazione. Le dive si prestano a succhiare il sangue una tantum (Delphine Seyrig, Catherine Deneuve, Grace Jones).
La femme fatale e la vamp al contrario conquistano da sempre il centro dellโinquadratura, muovono la scena, fanno la scena; lโuomo ne ha paura, non vuole sconfiggerle, vuole innamorarsi, perciรฒ soccombe. A questo proposito, non cโรจ nessuno al cinema che abbia saputo muovere e fare la scena come Marlene Dietrich, in particolare nel suo matrimonio artistico con Josef von Sternberg (7 film).
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Pier Maria Bocchi รจ studioso e critico cinematografico. Collabora con "Film Tv", รจ redattore di "Cineforum" e scrive per cineforum.it. Tra le sue pubblicazioni, "Michael Mann" (Il Castoro), "Mauro Bolognini" (con Alberto Pezzotta, Il Castoro), "Mondo Queer โ Cinema e militanza gay" (Lindau), "Woody Allen โ Quarantโanni di cinema" (Le Mani), "Invasion Usa โ Idee e ideologie del cinema americano anni '80" (Bietti Heterotopia), "Brivido caldo โ Una storia contemporanea del neo-noir" (Rubbettino) e "Michael Mann โ Creatore di immagini" (minimum fax). Ha curato le interviste e le ricerche per il documentario "Made in Hong Kong". Dal 2007 al 2019 ha fatto parte del comitato di selezione del Torino Film Festival. Dal 2020 al 2021 รจ stato curatore della sezione "Le stanze di Rol" del Torino Film Festival.
