Io sono ancora qui
Evento da non perdere per gli appassionati di cinema: proiezione del film vincitore per la Migliore Attrice ai Golden Globe. La storia di una madre costretta a reinventarsi quando la vita della sua famiglia viene sconvolta da un atto di violenza arbitraria
Una storia vera di resilienza e trasformazione, di cui Salles offre una declinazione trattenuta e personale.
Recensione di Marianna Cappi mymovies
Brasile, 1971. Rubens Paiva, ex deputato laburista, vive con la moglie Eunice e i cinque figli a Rio de Janeiro. Il colpo di stato del 1964 lo ha espulso dalla scena politica e ha instaurato una dittatura militare che spaventa Eunice e le fa temere per l'incolumitร della figlia maggiore Veronica, simpatizzante dei movimenti studenteschi antigovernativi. Ad essere portato via da casa, un giorno in fretta e furia, da un manipolo di sconosciuti armati, รจ invece Rubens. Non farร mai piรน ritorno.
Il regista Walter Salles era amico dei bambini Paiva e conosceva bene la loro casa. Abituato ai grandi spazi della sua terra, e a dimostrare il proprio talento visivo nella rappresentazione di viaggi e paesaggi, qui si muove per la maggior parte del tempo nello spazio chiuso di quella casa impressa nella memoria, e al limite della strada di fronte e della spiaggia adiacente, ma allo stesso tempo racconta un paesaggio famigliare e affettivo meravigliosamente ampio.
Il film รจ la storia della donna, Eunice, raccontata nel mรฉmoire dell'unico figlio maschio, Marcelo Rubens Pavia, oggi giornalista e scrittore.
La porta sulle spalle e sul volto l'attrice Fernanda Torres, che si fa contenitore in carne e ossa della dignitร della persona reale che rappresenta; ma non รจ da meno il cast di contorno (le figlie, la domestica). Un mondo che vive e sopravvive a una ferita privata che รจ anche pubblica, della nazione.
Salles si serve della sua brava inteprete principale e di tutta la squadra attoriale per evitare a tutti i costi il melodramma: donna Eunice non cede, non crolla, non urla, piuttosto sorride. Ne esce un film teso e composto, che mira alla testa piรน che alla pancia.
Ricordare questa vicenda e mettere pubblicamente al bando certe pratiche รจ necessario perchรฉ non continuino a esistere. Ma Ainda estou aqui (Sono ancora qui) non รจ solo una storia di denuncia o di memoria: รจ anche un racconto di trasformazione. Giovane e agiata nella Rio della bossa nova e dell'architettura modernista, nella prima parte del film Eunice รจ una donna che ha tutto: soldi, amore, futuro.
La tragedia che la colpisce ribalta ogni cosa e la costringe a reinventarsi, con una nuova consapevolezza. ร qui, in questo terzo atto raccontato piรน rapidamente e senza sottolineature, il messaggio politico del film, e la ragione per cui prosegue oltre quella che potrebbe apparire la conclusione ideale. Non รจ solo completezza biografica. Anche se accompagnare il personaggio in etร avanzata offre al regista la possibilitร di affidare il ruolo a Fernanda Montenegro, ultranovantenne, protagonista di Central do Brasil e dell'inizio del viaggio cinematografico di Salles.
di Walter Salles (giร autore tra gli altri de I DIARI DELLA MOTOCICLETTA e CENTRAL DO BRASIL), con Fernanda Montenegro, Maeve Jinkings, Brasile, Francia, 2024, 135โ
Il film sarร in uscita nelle sale in prima visione dal 30/1
ANTEPRIMA martedรฌ 28 gennaio 20.30 Cinema Conca Verde.
Film VINCITORE DEL GOLDEN GLOBE per la MIGLIOR ATTRICE Fernanda Torres
Film VINCITORE DEL PREMIO per la MIGLIOR SCENEGGIATURA ALLA MOSTRA DI VENEZIA
