Domenica
19
Aprile

Caterina Zamboni e Massimo Zamboni

Due steli di pietra nei boschi dellโ€™Appennino emiliano. Una รจ una lapide datata 1870 e ricorda il nome di una donna. Ospiti della Fiera dei Librai Caterina Zamboni e Massimo Zamboni presentano il romanzo ยซLa memoria restituitaยป.

Due steli di pietra nei boschi dellโ€™Appennino emiliano. Una รจ una lapide datata 1870 e ricorda il nome di una donna.
โ€œPregate per eaโ€, dice la pietra. Lโ€™altra รจ un cippo che commemora un eccidio di partigiani uccisi in unโ€™imboscata ai margini di un bosco di castagni. รˆ a partire da questi due luoghi della memoria che Massimo Zamboni e Caterina Zamboni Russia procedono, grazie ai loro libri (rispettivamente Pregate per ea, Einaudi Editore, e Lโ€™Eterno Partigiano, Compagnia Editoriale Aliberti), alla riscoperta di un Appennino inapparente, quello degli uccisi e dei sepolti. Un dialogo che riconsegna la voce a una comunitร  di montagna, custode di memorie collettive e private e capace di presidiare quelle storie. I due libri si muovono nellโ€™Appennino degli antenati, quella terra verso cui i due autori si sentono radicati e che conserva vive le memorie dei morti.

Dialoga con gli autori: Giulia Weyler, redattrice di Aratea Cultura
Lโ€™eterno partigiano (Editoriale Aliberti, 2025)

รˆ un paese dโ€™Appennino a permettere di ricostruire la vicenda di un eccidio partigiano, lโ€™eccidio di Bosco delle Tane, di cui a un primo sguardo sembra restare solo una pietra commemorativa ai margini di un bosco. Eppure, attraversando quel territorio, ascoltando le voci del paese, a emergere รจ una trama di eventi che allargano il locale al collettivo, testimoniando lโ€™eternitร  di quella storia. La narrazione del paese ricostruisce vicende che il tempo non ha saputo rendere passate, vicende che la vita infligge in ogni tempo. Il vivere e il morire del comandante partigiano Giuda; Alma, la donna che seppellisce i morti; Artenice, madre che la guerra ha reso addolorata per averle ucciso i figli: lโ€™uomo che immola la sua stessa vita nella difesa dei compagni, la donna che cura i propri morti restituendone i corpi alla comunitร , una madre che, la notte, trascina il cadavere di un figlio torturato.

Cosa resta della lotta di Resistenza nellโ€™anno dellโ€™ottantesimo anniversario della Liberazione? Come conservare e accogliere lโ€™ereditร  della vicenda resistenziale, oggi che gli ultimi testimoni diretti stanno scomparendo? Lโ€™Eterno Partigiano riflette sulla necessitร  di conservare la vicenda partigiana nella memoria collettiva, rintracciando nellโ€™idea di eternitร  un antidoto alla scomparsa degli ultimi partigiani.

Pregate per ea (Einaudi, 2025)

Durante una camminata nei luoghi familiari, lโ€™apparizione di una lapide nascosta in un bosco. Cโ€™รจ un nome, Domenica Gebennini, una data, il 1870, lโ€™accenno a una morte violenta. La storia di quel delitto si tramanda da un secolo e mezzo nella Val dโ€™Asta, ma nessuno sembra conoscerla davvero: questo capita nelle valli chiuse, dove la conca delle montagne trattiene le voci, le mescola e le distorce, e in cui ยซil non detto governa piรบ dellโ€™indicibileยป.

Massimo Zamboni, che con quel crinale dโ€™Appennino ha consanguineitร , accoglie come un richiamo lโ€™incontro fortuito con la pietra scolpita, mettendo in moto unโ€™indagine letteraria che รจ anche una discesa nel tempo profondo, dove i documenti storici si confondono con le dicerie, gli atti giudiziari con le leggende familiari.

Pregate per ea รจ il racconto di una uccisione che si fa operazione di memoria collettiva. Massimo Zamboni ci consegna cosรญ il ritratto di una comunitร  di montagna in bilico tra due ordini: quello antico, fondato su vincoli di sangue, onore e necessitร ; e quello del nuovo Regno dโ€™Italia, con le sue leggi, i suoi tribunali, le sue carte, la sua lingua che tradisce โ€“ con la pretesa di correggerla โ€“ la lingua dei paesani. Un romanzo che รจ insieme ricostruzione e affabulazione, archivio e canto, un atto di giustizia narrativa e affettiva.

Caterina Zamboni Russia รจ una studiosa di filosofia. รˆ coautrice del testo La macchia mongolica (Baldini+Castoldi, 2017). รˆ autrice della monografia La piรน piccola repubblica dโ€™Europa. Paul Desjardins e le Dรฉcades di Pontigny (Il Melangolo, 2023). Nel 2025 ha curato e tradotto la corrispondenza di Rosa Luxemburg, nel volume Nuvole, uccelli e lacrime umane. Lettere su natura e rivoluzione (NdA Press) e ha pubblicato il saggio Lโ€™eterno partigiano. Frammenti per unโ€™epica della liberazione (Compagnia Editoriale Aliberti). Attualmente segue un corso di dottorato presso lโ€™Universitร  degli studi di Modena e Reggio Emilia dove prosegue le sue ricerche sulla vita e lโ€™opera di Paul Desjardins. Ha pubblicato in alcune riviste come Satisfiction, DEP. Deportate, esuli, profughe e Thaumazein. รˆ presidente di Terre Native ETS, associazione che si occupa di comprendere la necessitร  del radicamento territoriale, praticando e raccontando radici, legami, identitร  di luogo.

Massimo Zamboni รจ nato a Reggio nellโ€™Emilia nel 1957. รˆ musicista, cantautore e scrittore. รˆ stato chitarrista e compositore del gruppo punk rock italiano Cccp e dei Csi. Per Einaudi ha pubblicato Lโ€™eco di uno sparo (2015), Nessuna voce dentro (2017) e La trionferร  (2021).

Informazioni

Prezzo: gratuito
Prenotazione: obbligatoria
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Data e Ora

Inizio: domenica 19 aprile 2026 18:00

Fine: domenica 19 aprile 2026 19:30

Giorni di apertura
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Luogo
Sala Galmozzi

Bergamo, Via Torquato Tasso, 4