Quattro passi in Val Gandino nel Quattrocento
Un viaggio a ritroso nel tempo, reso attuale da una piacevole formula narrativa e da una ricchissima galleria di immagini.
Un viaggio a ritroso nel tempo, reso attuale da una piacevole formula narrativa e da una ricchissima galleria di immagini. Eโ in programma venerdรฌ 17 aprile alle 20.30 a Gandino, nellโAuditorium Maconi del Centro Pastorale di Via Bettera a pochi passi dalla Basilica, la presentazione del secondo tomo del libro โQuattro passi in Valgandino nel Quattrocentoโ. Il volume รจ frutto dellโappassionato impegno degli studiosi Pietro Gelmi e Battista Suardi cui si si aggiungono per la parte iconografica i disegnatori Bepi Rottigni e Patrizia Maffeis. Cosรฌ come avvenuto due anni fa per le pagine del primo tomo (dedicato essenzialmente a Gandino), i quattro si immaginano protagonisti di un viaggio nel tempo fra i borghi della Val Gandino (eccezion fatta per Casnigo), grazie ad una prodigiosa macchina scovata in una segreta stanza del Vaticano.
โIl viaggio โ scrive Antonio Savoldelli nellโaccurata prefazione - dura una settimana e si colloca tra il 6 e il 13 maggio del 1476, quando in Europa imperversava la piccola glaciazione e le temperature erano inferiori di diversi gradi alle attuali. Il lettore non si faccia ingannare dallโartificio letterario: il racconto, il viaggio, lโestraniazione dal presente, lโimmersione nel passato. Le 234 pagine che vengono proposte sono essenzialmente pagine di storia che Gelmi, di formazione letteraria, ha saputo rivestire di elementi narrativi che rendono piรน affascinante il dato storico che vi รจ contenuto. Eโ sufficiente dare uno sguardo alle numerose note e citazioni di documenti, archivi, opere di storia per rendersi conto che nascono dalla ricerca sui documenti inseriti in un tessuto narrativo dโinvenzione.
Sono storici i personaggi incontrati, i luoghi visitati descritti secondo le relazioni del tempo, i fatti accaduti fissati nei diari dellโepoca. Dunque il contenuto del racconto รจ la Valgandino cosรฌ come era nel XV secoloโ. โLโautore - scrive ancora Savoldelli - per la prima volta si รจ lasciato affascinare dallโintelligenza artificiale. Eโ ricorso allโIA per la realizzazione di tutte quelle numerose immagini (170) che rendono il testo piรน fruibile e interessante. Anche qui il punto di partenza รจ quanto la storia ci ha lasciato; pensiamo, per esempio, alle descrizioni delle chiese che si trovano nelle visite pastorali, oppure alle indicazioni di toponimi che si riscontrano in contratti di compravendita. I due disegnatori del gruppo, Bepi e Patrizia, hanno avuto il compito di tradurre queste informazioni in schizzi e disegni che, affidati allโIA, sono stati trasformati in immagini fotografiche, dal sapore molto veritiero, che aiutano il lettore ad immergersi in un passato di oltre 500 anni fa. Il lettore troverร il viaggio attraente, vi si sentirร coinvolto, i personaggi gli parranno vivi, cosรฌ potrร assaporare meglio lโatmosfera del tempoโ.
