Messiah
Per la «Stagione di Ensemble Locatelli» del Teatro Donizetti, va in scena un concerto che ripropone l’esecuzione integrale dell’oratorio di Händel, con un approccio filologico che ne restituisca il colore, la trasparenza e la vitalità originarie.
Tra le vette più alte della musica occidentale, il «Messiah» di Georg Friedrich Händel occupa un posto unico, per forza espressiva, potenza drammatica e profondità spirituale. Composto in soli ventiquattro giorni nell’estate del 1741, su libretto tratto interamente da testi biblici, questo oratorio è divenuto un simbolo universale, amato e rappresentato in ogni parte del mondo.
Il «Messiah» è un’opera monumentale che supera ogni barriera confessionale o culturale: non è una narrazione teatrale, ma una meditazione in musica sul mistero della redenzione. Le tre parti che lo compongono – Annuncio e Natività, Passione e Resurrezione, Glorificazione finale – non seguono una trama lineare, ma si sviluppano come un’architettura sonora in cui si alternano pagine intime e contemplative a grandi affreschi corali di impatto travolgente.
In questa composizione Händel riesce a fondere l’intensità lirica dell’opera italiana, la severità del contrappunto tedesco e la chiarezza formale della tradizione inglese. Il celebre Hallelujah è solo uno dei tanti vertici di una partitura che regala al pubblico una successione ininterrotta di capolavori: dai recitativi drammatici agli ariosi accorati, dalle fughe monumentali ai corali esultanti.
Il concerto propone l’esecuzione integrale dell’oratorio, con strumenti d’epoca e un approccio filologico che ne restituisca il colore, la trasparenza e la vitalità originarie. L’Ensemble Locatelli, affiancato dal proprio Ensemble Vocale Locatelli, intende riportare alla luce tutta la forza teatrale e spirituale di questa opera, non come reliquia storica, ma come esperienza viva e coinvolgente, capace di parlare ancora oggi con impressionante attualità.
Portare in scena il «Messiah» significa dare voce a una delle più alte testimonianze della musica barocca europea, in un dialogo senza tempo tra arte, fede e umanità.
