La fame dello Zanni
Prosegue la settima edizione della rassegna "Le Vie della Commedia", il festival di spettacoli che affondano le radici nelle leggende comuni a gran parte del territorio italiano. In serata lo spettacolo con Matthias Martelli.
Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, compone con maestria questo monologo che va alle radici del teatro: in uno spazio vuoto lโattore evoca mondi e personaggi, facendo esplodere lโimmaginazione del pubblico, in un mix di ironia e satira, fra lingue inventate, grammelot, uso istrionico del corpo e della gestualitร .
La Fame dello Zanni, fra le piรน note giullarate di Dario Fo, รจ il racconto di una fame disperata, grottesca e smodata, che spinge lo Zanni, prototipo di tutte le maschera della Commedia dellโArte, a mangiare se stesso pur di saziare il suo irresistibile appetito. Lo Zanni, tuttavia, non รจ una figura astratta, ma la metafora di tutti i derelitti, gli sconfitti, gli โaffamatiโ che ancora oggi cercano riscatto.
A interpretare tutto ciรฒ รจ Matthias Martelli, erede della tradizione giullaresca e di Dario Fo, che riscopre in nuove forme e con nuovi linguaggi questa antica e sorprendente arte teatrale.
Spettacolo da Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame.
La rassegna
La Val Brembana ha generato nei secoli numerose storie tradizionali, spesso violente e feroci, che mettono al centro le nostre paure primordiali: lโabbandono, la malattia, la carestia, la fame, la morte, gli uomini selvatici. Non รจ un caso che la tradizione della commedia dellโarte prenda le mosse in valle dove รจ forte il mito dell'uomo selvatico: essere controverso che vive nei boschi, ai margini della societร , con caratteristiche talvolta demoniache, signore degli animali, amico degli spiriti dei boschi, come ce lo rappresenta lโaffresco di Oneta di San Giovanni Bianco. Esisteva in epoca molto antica una maschera chiamata Homo Selvadego, villoso, armato di un nodoso bastone, protagonista di molte rappresentazioni ludiche o carnevalesche. Di questa figura popolare si impadronรฌ alla fine del XVI secolo la commedia popolare per dare nuovo spicco alla maschera dello Zanni, progenitore di Arlecchino.
E dalle storie piรน suggestive e spaventose della Valle siamo partiti per immaginare anche un percorso laboratoriale dedicato ai ragazzi dellโUniversitร di Bergamo, guidati da due drammaturghi professionisti. Del lavoro emerso sarร fatta una restituzione pubblica nella prima serata del Festival.
Un filo rosso ben evidente lega quindi tutti gli eventi del festival: al centro delle storie che abbiamo scelto questโanno, ci sono personaggi che tradizionalmente occupano uno spazio che sta al di fuori della comunitร di riferimento e che incarnano, per motivi diversi, le paure della comunitร stessa che reagisce attivando strategie difensive.
Il teatro, per sua natura, รจ uno strumento di catarsi: rappresentare su un palcoscenico paure, dolori, angosce aiuta a controllarle e a superarle. La commedia dellโarte, le sue maschere piรน antiche e i primissimi canovacci prendono le mosse proprio da questa urgenza. Unโurgenza sempre attuale.
