Storie e leggende bergamasche
Arriva la settima edizione della rassegna "Le Vie della Commedia", il festival di spettacoli che affondano le radici nelle leggende comuni a gran parte del territorio italiano. In serata lo spettacolo "Storie e leggende bergamasche".
Un gruppo di ragazzi passeggia tra i fitti boschi della valle, allโimprovviso un temporale. I ragazzi si riparano in una grotta aspettando la fine della tempesta.
Come in un Decamerone di montagna il gruppo inizia a raccontarsi delle Storie.
Storie dโamore e di paura, storie di orchi e principesse, storie cosรฌ improbabili da sembrare cosรฌ vere.
Lettura scenica di un racconto originale scritto dagli studenti del corso di Storia del teatro medievale e rinascimentale Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione dellโUniversitร degli Studi di Bergamo.
A cura di Alberto Fumagalli e Tommaso Ferrero, Compagnia Les Moustaches.
La rassegna
La Val Brembana ha generato nei secoli numerose storie tradizionali, spesso violente e feroci, che mettono al centro le nostre paure primordiali: lโabbandono, la malattia, la carestia, la fame, la morte, gli uomini selvatici. Non รจ un caso che la tradizione della commedia dellโarte prenda le mosse in valle dove รจ forte il mito dell'uomo selvatico: essere controverso che vive nei boschi, ai margini della societร , con caratteristiche talvolta demoniache, signore degli animali, amico degli spiriti dei boschi, come ce lo rappresenta lโaffresco di Oneta di San Giovanni Bianco. Esisteva in epoca molto antica una maschera chiamata Homo Selvadego, villoso, armato di un nodoso bastone, protagonista di molte rappresentazioni ludiche o carnevalesche. Di questa figura popolare si impadronรฌ alla fine del XVI secolo la commedia popolare per dare nuovo spicco alla maschera dello Zanni, progenitore di Arlecchino.
E dalle storie piรน suggestive e spaventose della Valle siamo partiti per immaginare anche un percorso laboratoriale dedicato ai ragazzi dellโUniversitร di Bergamo, guidati da due drammaturghi professionisti. Del lavoro emerso sarร fatta una restituzione pubblica nella prima serata del Festival.
Un filo rosso ben evidente lega quindi tutti gli eventi del festival: al centro delle storie che abbiamo scelto questโanno, ci sono personaggi che tradizionalmente occupano uno spazio che sta al di fuori della comunitร di riferimento e che incarnano, per motivi diversi, le paure della comunitร stessa che reagisce attivando strategie difensive.
Il teatro, per sua natura, รจ uno strumento di catarsi: rappresentare su un palcoscenico paure, dolori, angosce aiuta a controllarle e a superarle. La commedia dellโarte, le sue maschere piรน antiche e i primissimi canovacci prendono le mosse proprio da questa urgenza. Unโurgenza sempre attuale.
