Anfitrione
Prosegue la Stagione "Altri Percorsi" organizzata da Fondazione Teatro Donizetti, con una variegata panoramica dei nuovi linguaggi espressivi: appuntamento con il grande classico scritto da Plauto.
Chi sono io se non sono io? Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non cโรจ nulla di piรน simile a me! Io sono quello che sono sempre stato? Dovโรจ che sono morto? Dove lโho perduta la mia persona? Il mio me puรฒ essere che io lโabbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi รจ piรน disgraziato di me? Nessuno mi riconosce piรน e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so piรน chi sono!
Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dellโAnfitrione, scritto da Plauto piรน di 2000 anni fa, che molti di noi oggi. Il doppio, la costruzione di unโidentitร fittizia, il furto dellโio, la perdita dellโessere garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perchรฉ gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle piรน svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione, lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte dโamore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione. Durante il racconto il dio provรฒ, per la prima volta, unโilaritร che poi si premurรฒ di lasciare in dono agli uomini. โAbbandonato il regno delle metamorfosi, si entrava in quello della contraffazioneโ Incipit Comoedia (R. Calasso).
โAprite gli occhi spettatori, ne vale la pena: Giove e Mercurio fanno la commedia, quiโ (Plauto). Da quel momento nelle rappresentazioni teatrali il comico e il tremendo avrebbero convissuto e avrebbero specchiato le nostre vite mortali e imperfette.
Dopo Plauto in tanti hanno riscritto lโAnfitrione e ciascuno lโha fatto cercando di ascoltare gli stimoli e le inquietudini del proprio tempo. Ho provato a farlo anchโio.
drammaturgia e regia Teresa Ludovico
con Michele Cipriani, Irene Grasso, Demi Licata, Alessandro Lussiana, Michele Schiano di Cola, Giovanni Serratore
musiche di Michele Jamil Marzella
eseguite dal vivo da Francesco Ludovico
spazio scenico e luci Vincent Longuemare
coreografa Elisabetta Di Terlizzi
costumi Teresa Ludovico e Cristina Bari
collaborazione letteraria Lucia Pasetti
produzione Teatri di Bari
Durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo
Altri Percorsi
Altri Percorsi" al Teatro Sociale di Bergamo si conferma un appuntamento imperdibile per gli appassionati di teatro, offrendo una panoramica variegata e stimolante delle nuove tendenze e dei linguaggi espressivi contemporanei. Questa edizione, dedicata in larga parte ai giovani attori, si presenta come un viaggio affascinante attraverso diverse epoche e tematiche, dal passato al futuro, dalla storia alla fantascienza, dalla politica alla riflessione sull'individuo.
