La buona novella
Per la Stagione di Prosa del Teatro Donizetti, una sorta di Sacra Rappresentazione contemporanea che alterna e intreccia le canzoni di Fabrizio de Andrรฉ con i brani narrativi tratti dai Vangeli apocrifi cui lo stesso autore si รจ ispirato.
Prosa e musica montati in una partitura coerente al percorso tracciato dallโautore nel disco del 1970. I brani parlati, come in un racconto arcaico, sottolineano la forza evocativa e il valore delle canzoni originali, svelandone la fonte mitica e letteraria.
Di taglio esplicitamente teatrale, costruita quasi nella forma di unโOpera da camera โLa Buona Novellaโ รจ il primo concept-album dellโautore, con partitura e testo composti per dar voce a molti personaggi: Maria, Giuseppe, Tito il ladrone, il coro delle madri, un falegname, il popolo. Ed รจ proprio da questa base che prende le mosse la versione teatrale.
โCompito di un artista credo sia quello di commentare gli avvenimenti del suo tempo usando perรฒ gli strumenti dellโarte: lโallegoria, la metafora, il paragoneโ. Questa dichiarazione di De Andrรฉ รจ emblematica di come lโautore si sia posto, in tempi di piena rivolta studentesca, nei confronti di un tema cosรฌ delicato e dibattuto dal punto di vista politico e spirituale.
Con โLa Buona Novellaโ De Andrรฉ lavora certo a unโumanizzazione dei personaggi, ma questa traduzione cantata dai temi degli Apocrifi รจ fatta con grande rispetto etico e religioso. La valenza โrivoluzionariaโ della riscrittura sta piรน nella decisione di un laico di affrontare un tema cosรฌ anomalo per qui tempi che nei contenuti o nel taglio ideologico. Solo a tratti nel racconto appare lโattualizzazione; piรน spesso le ricche e variegate suggestioni immaginifiche, fantastiche e simboliche degli Apocrifi sono ricondotte a una purezza quasi canonica, e talvolta traspare la sensazione che esista, anche per lโautore, la sconvolgente possibilitร che in Gesรน umanitร e divinitร abbiano convissuto.
Traspare cosรฌ un percorso parallelo nella interpretazione di De Andrรฉ, da una parte una innata tendenza a mettere in discussione tutto ciรฒ che appare codificato, dogmatico o tradizionale, dallโaltro una sensibilitร che gli fa preferire tra le molte versioni degli Apocrifi sempre la scelta piรน nobile, matura e ricca umanamente, alla ricerca di un racconto forse meno sacro, ma sempre profondamente morale.
La drammaturgia aggiunta, recitata in gran parte da Neri Marcorรจ racconta lโantefatto de Lโinfanzia di Maria, svelandone la nascita โmiracolosaโ, e riempie il vuoto che va dallโinfanzia del Cristo alla Crocifissione. Cosรฌ 30 anni di vita di Gesรน sono sintetizzati in un lungo racconto che ci svela un Cristo bambino anche stizzoso, impulsivo, che si serve dei suoi poteri talvolta per esibizionismo, sia quando accusato resuscita, per poi fa tornar morto, un bimbo caduto da una terrazza per farlo testimoniare a sua discolpa, sia quando in un passo di grande qualitร poetica, guida i suoi compagni di gioco in una visionaria cavalcata sui raggi del Sole.
Unโelaborazione drammaturgica, perciรฒ, che in qualche modo completa il racconto di De Andrรฉ, trasformando La buona novella non solo in un concerto, ma in uno spettacolo originale, recitato, agito e cantato da una compagnia di attori, cantanti e musicisti che penseranno lโopera di De Andrรฉ come un ricchissimo patrimonio che puรฒ comunque ben resistere, come ogni capolavoro, anche allโassenza dellโimpareggiabile interpretazione del suo creatore.
di Fabrizio De Andrรฉ
con Neri Marcorรจ
drammaturgia e regia โ Giorgio Gallione
arrangiamenti e direzione musicale โ Paolo Silvestri
e con Rosanna Naddeo
voce e chitarra โ Giua
voce, chitarra e percussioni โ Barbara Casini
violino e voce โ Anais Drago
pianoforte โ Francesco Negri
voce e fisarmonica โ Alessandra Abbondanza
scene โ Marcello Chiarenza
costumi โ Francesca Marsella
luci โ Aldo Mantovani
produzione โ Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Carcano Milano, Fondazione Teatro della Toscana, Marche Teatro
