La reginetta di Leenane
Prosegue al Teatro Donizetti anche la stagione di Prosa. Sul palco un thriller psicologico dal sapore noir, in cui la tensione e lo humour si fondono in un racconto spietato sulla famiglia e sulla solitudine.
Martin McDonagh, maestro del teatro contemporaneo e del grottesco, รจ noto per il suo stile crudo, ironico e spietatamente realistico. Acclamato per opere teatrali quali La trilogia di Leenane e film quali Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Gli spiriti dellโisola e In Bruges, รจ considerato uno dei piรน brillanti autori contemporanei, capace di intrecciare umorismo nero a unโacuta critica sociale. Con La Reginetta di Leenane il drammaturgo irlandese costruisce un thriller psicologico dal sapore noir, in cui la tensione e lo humour si fondono in un racconto spietato sulla famiglia e sulla solitudine. Un legame, quello tra una madre e una figlia, avvelenato dallโodio, segnato da un conflitto incessante dove il rancore e la dipendenza sโintrecciano in un gioco perverso di potere e frustrazione.
Due attrici straordinarie, un regista audace, un autore che non perdona.
La madre sembra fare di tutto per sabotare la felicitร della figlia, vincolandola a sรฉ con sottili manipolazioni e stratagemmi meschini. Ma รจ davvero solo colpa sua se la vita non le ha riservato grandi opportunitร ? Nessuna delle due รจ un mostro, nessuna รจ completamente innocente. Sono semplicemente due anime in lotta, aggrappate con ferocia alla propria disperazione. Non cโรจ mai un gesto di affetto tra loro, mai una carezza: il loro linguaggio รจ fatto di battute taglienti, di litigi urlati, di crudeltร a tratti brutali, ma sempre venate di una vulnerabilitร disarmante. In questa tensione costante, ogni oggetto quotidiano diventa una minaccia e lโambiente domestico si trasforma in una polveriera pronta a esplodere.
A spezzare questa atmosfera ci pensa lโironia nera di Mc-Donagh, con uno humour tagliente e dissacrante, capace di strappare risate amare. Si ride, sรฌ, ma a denti stretti, perchรฉ lโinquietudine รจ sempre presente, in un crescendo che lascia emergere un pessimismo quasi tragico sulla famiglia e, forse, sullโumanitร intera.
Ambra Angiolini รจ Maureen, una figura complessa e struggente: una quarantenne ancora vergine, il cui equilibrio precario cela un fondo di follia pronto a emergere. La sua fragilitร la rende profondamente umana, spingendo il pubblico a empatizzare con lei, a sperare che possa finalmente trovare una via di fuga. Ma fino a che punto sarebbe disposta a spingersi per non rinunciare ai propri sogni? I giochi di potere tra lei e la madre Mag โ interpretata da Ivana Monti โ sono al centro di una danza crudele in cui i ruoli di vittima e carnefice si invertono continuamente. Tra battute al vetriolo e insulti graffianti, il pubblico si trova a chiedersi: chi sta davvero vincendo questa guerra? E chi รจ realmente vittima?
Uno spettacolo che รจ una sfida emotiva e attoriale di grande intensitร per due interpreti straordinarie come Ambra Angiolini e Ivana Monti. A dirigerle, Raphael Tobia Vogel, giร regista di Per Strada, Buon anno, ragazzi!, Marjorie Prime e di due recenti successi apprezzatissimi da pubblico e critica: Costellazioni e Scene da un matrimonio.
Cast
di Martin McDonagh
con Ambra Angiolini e Ivana Monti
traduzione italiana Marta Gilmore
regia Raphael Tobia Vogel
con Ambra Angiolini e Ivana Monti
e con Stefano Annoni e Edoardo Rivoira
scene Angelo Linzalata
luci Oscar Frosio
costumi Simona Dondoni
musiche Andrea Cotroneo
produzione Teatro Franco Parenti
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Knight Hall Agency Ltd
