L'avaro
Prosegue la Stagione di Prosa organizzata da Fondazione Teatro Donizetti, con una proposta di spettacoli da dicembre a maggio: appuntamento con la commedia di Moliรจre e l'interpretazione di Ugo Dighero.
Ugo Dighero, giร apprezzatissimo protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo, si confronta per la prima volta con una grande classico, interpretando Arpagone nel nuovo allestimento diretto da Luigi Saravo. Nella commedia di Moliรจre si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi. Il protagonista รจ disposto a sacrificare la felicitร dei figli, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni.
La regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano, giostrando riferimenti temporali diversi, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot che tormentano Arpagone (la pubblicitร รจ il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo, fresca e diretta, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo.
La narrazione de LโAvaro di Moliรจre ruota attorno a un tema centrale, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro. Il danaro e la sua conservazione, il suo sperpero, il gioco dโazzardo, lโacquisto di beni e il loro degrado che porta allโacquisto di nuovi beni, i prestiti, gli interessi e i rapporti di potere che dal danaro discendono. Nella nostra contemporaneitร orientata al consumo, definita dalla necessitร di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita, il gesto conservativo e immobilista di Arpagone, dal punto di vista finanziario, ci suona come sovversivo, in netta opposizione alla tirannia consumistica, alla pubblicitร che ne รจ motore, e a quella patologia del desiderio che vede nella sostituzione il suo fondamento. Se analizziamo il fulcro del testo, ovvero il conflitto tra Arpagone e il suo entourage, ci troviamo di fronte al conflitto di due visioni economiche: una consumistica di stampo capitalistico novecentesco e una, relativamente nuova, conservativa, che si oppone al consumo e si orienta alla conservazione dei beni, al loro riutilizzo, al loro scambio e, infine, alla protezione di essi, primi tra tutti quei beni definiti come โbeni naturaliโ. Non vogliamo dire che Arpagone sia un eroe positivo, che sia mosso da una spinta ideologica, ma, senzโaltro, che con la sua attitudine si ponga chiaramente in opposizione allโeconomia capitalistica novecentesca e piรน in linea con la visione conservativa.
Intorno a lui si muovono gli altri personaggi, apparentemente vittime della sua tirannia, ma, in realtร , figure votate a ideali ben riconoscibili in questo slittamento di contesto. Queste figure lamentano la loro prigionia, la loro sottomissione forzata alle volontร di Arpagone, ma in realtร sono sottomesse soprattutto al vincolo economico che le lega a lui, potenzialmente capaci di sottrarsi a quella tirannia abbandonando la casa e gli averi promessi da ereditร e salari.
E in ultimo, per dirla con Voltaire: gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perchรฉ non ne possono cavar nulla. (Luigi Saravo)
di Moliรจre
traduzione e adattamento Letizia Russo
regia Luigi Saravo
con Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Fabio Barone, Stefano Dilauro, Cristian Giammarini, Paolo Li Volsi, Elisabetta Mazzullo, Rebecca Redaelli, Luigi Saravo
scene Lorenzo Russo Rainaldi, Luigi Saravo
costumi Lorenzo Russo Rainaldi
musiche Paolo Silvestri
movimenti coreografici Claudia Monti
luci Aldo Mantovani
produzione Teatro Nazionale di Genova, Artisti Associati Gorizia, Teatro Stabile di Bolzano e Centro Teatrale Bresciano
Durata 2 ore e 30 minuti compreso intervallo
Stagione Prosa
La stagione teatrale 2024/2025 del Teatro Donizetti si preannuncia ricca di grandi nomi e spettacoli di qualitร . A partire da dicembre, con la regia di Massimo Popolizio, il teatro ospiterร grandi attori italiani come Umberto Orsini e Franco Branciaroli in "I ragazzi irresistibili". Seguiranno poi spettacoli con protagonisti del calibro di Alessandro Haber, Ugo Dighero e Silvio Orlando. La stagione spazierร da classici come Moliรจre e Italo Svevo a autori contemporanei come Claudio Tolcachir e Eduardo De Filippo, offrendo un mix di generi e stili che soddisferร un pubblico eterogeneo. A concludere la stagione, il celebre Daniele Finzi Pasca porterร a Bergamo il suo toccante spettacolo "Titizรฉ โ A Venetian Dream". In sintesi, una stagione teatrale che promette di emozionare, far riflettere e divertire il pubblico bergamasco.
