Giornata della Memoria a Soncino
La Compagnia Caraval Spettacoli di Soncino presenta โLa banalitร del maleโ tratto dal saggio di Hannah Arendt.
La Compagnia Caraval Spettacoli di Soncino presenta โLa banalitร del maleโ tratto dal saggio di Hannah Arendt.
Interventi: Prof.Stefano Levi della Torre
Nellโultima pagina de I sommersi e i salvati, Primo Levi fa unโaffermazione che ci sorprende e ci spiazza. Parlando degli operatori del Lager, Primo Levi arriva a mettere tra virgolette la definizione di โaguzziniโ perchรฉ lo ritiene โimproprioโ (sic, p. 166): nei campi di sterminio, dice, tra i i tedeschi i sadici erano una presenza trascurabile: Ciรฒ che nei Lager รจ accaduto fa pensare a individui distorti, nati male, sadici, affetti da un vizio dโorigine. Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni non e erano mostri, avevano lo stesso nostro viso, ma erano stati educati male. (p. 166-167).
Che cosa ci saremmo aspettati? Che quellโatrocitร organizzata su vasta scala e senza limiti non potesse venir condotta se non da esseri โdisumaniโ. Questa era la nostra aspettativa โlogicaโ. Unโaspettativa in un certo senso rassicurante: gente normale come noi non arriverebbe mai a fare simili cose; solo dei sadici patologici potrebbero spingersi a tanto, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Questo ci viene in mente, ed รจ un nostro meccanismo di riparo dallโorrore: spontaneamente cerchiamo un sollievo dallโangoscia pensando โlogicamenteโ che, nel suo complesso, il personale del Lager fosse di una specie animale diversa da noi. Invece il Reich hitleriano e il sistema dei Lager erano la gigantesca e mostruosa organizzazione della normalitร umana, la mobilitazione ideologica verso obiettivi mostruosi della banalitร che รจ in ognuno di noi. Lโaffermazione di Primo Levi sulla normalitร dei funzionari del Lager (โerano fatti della nostra stessa stoffa; avevano lo stesso nostro visoโ) non diminuisce lโorrore; al contrario lo aumenta, perchรฉ ci dice come la normalitร , la nostra stessa normalitร , possa trovare mille giustificazioni private che la rendano disponibile a far funzionare, ciascuno per la sua parte, un colossale sistema di distruzione dellโuomo (e dellโambiente, aggiungeremmo oggi). Ora, consideriamo che quando viene avanti lโidea che la nostra vita o la nostra sicurezza possa valere mille volte la vita e la sicurezza degli altri; o quando in nome di una superioritร morale, civile o religiosa ci si abbandona ad atti che contraddicono e smentiscono proprio i principi di cui ci si vanta; o quando la concorrenza per le risorse del pianeta si decide che alcuni gruppi umani hanno diritto alla libertร e al benessere e si condannano altri alla fame, alla schiavitรน e alla morte; allora Auschwitz non apparirร solo come un gigantesco crimine del passato, ma anche come una oscura profezia di qualcosa che รจ sempre possibile, se non in atto. La memoria di Auschwitz ci pone due domande fondamentali, lโuna che guarda alle vittime, lโaltra agli esecutori. La prima รจ questa: per quali circostanze storiche e politiche che non avremo saputo arginare, e per quale isolamento nellโindifferenza altrui, potremmo diventare vittime di persecuzione e di strage? La seconda domanda รจ questa: per quali circostanze storiche e politiche a cui non avessimo saputo o voluto trovare alternative, potremmo diventare carnefici, o collaboratori, attivi o passivi, dei carnefici? Che cosa ci puรฒ accomunare oggi, se non ai carnefici diretti, al conformismo consenziente o anche solo prudente, o indifferente al destino altrui, o al non voler sapere per evitare responsabilitร o inquietudine, a tutti quegli atteggiamenti, insomma, individuali e sociali, che hanno permesso che Auschwitz avvenisse? O che una grave negazione dโaltri, anche meno estrema di Auschwitz, possa prodursi? Al di lร della indignazione e memoria per le atrocitร di massa, del necessario ricordo delle vittime, la domanda che si pone per la nostra attualitร รจ questa: che ne รจ della nostra normalitร , dove puรฒ portare o essere portata? Come รจ successo che nella nazione di piรน alta cultura e scienza grandi masse siano state โeducate maleโ, educate cioรจ al conformismo di regime, al risentimento, al nazionalismo, al vittimismo istigato alla rivalsa sul mondo, al narcisismo di โrazzaโ, a tal punto da generare un unicum eccezionale e mostruoso? Queste sono le domande al centro della nostra memoria.
Giuseppe Cavalli racconterร brevemente i motivi che hanno scatenato la II Guerra Mondiale, la presa del potere di Hitler, la โSoluzione finale del problema Ebraicoโ, la fine della guerra, il processo di Norimberga, la fuga dei criminali Nazisti, fra cui Eichmann, la sua cattura, il processo e la condanna a morte. Tutte le iniziative sono promosse dallโ Associazione Pro loco Museo della Stampa di Soncino, Il Giorno della Memoria rappresenta, per tutte le comunitร , unโopportunitร di incontro e una significativa esperienza educativa. Un giorno che deve essere una presa di coscienza di ciรฒ che l'uomo รจ stato capace di compiere e questo nella consapevolezza che dobbiamo fare tutto il possibile affinchรฉ non accada mai piรน.
