Domenica
29
Gennaio

Giornata della Memoria a Soncino

La Compagnia Caraval Spettacoli di Soncino presenta โ€œLa banalitร  del maleโ€ tratto dal saggio di Hannah Arendt.

EVENTO CONCLUSO

La Compagnia Caraval Spettacoli di Soncino presenta โ€œLa banalitร  del maleโ€ tratto dal saggio di Hannah Arendt.

Interventi: Prof.Stefano Levi della Torre
Nellโ€™ultima pagina de I sommersi e i salvati, Primo Levi fa unโ€™affermazione che ci sorprende e ci spiazza. Parlando degli operatori del Lager, Primo Levi arriva a mettere tra virgolette la definizione di โ€œaguzziniโ€ perchรฉ lo ritiene โ€œimproprioโ€ (sic, p. 166): nei campi di sterminio, dice, tra i i tedeschi i sadici erano una presenza trascurabile: Ciรฒ che nei Lager รจ accaduto fa pensare a individui distorti, nati male, sadici, affetti da un vizio dโ€™origine. Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni non e erano mostri, avevano lo stesso nostro viso, ma erano stati educati male. (p. 166-167). 

Che cosa ci saremmo aspettati? Che quellโ€™atrocitร  organizzata su vasta scala e senza limiti non potesse venir condotta se non da esseri โ€œdisumaniโ€. Questa era la nostra aspettativa โ€œlogicaโ€. Unโ€™aspettativa in un certo senso rassicurante: gente normale come noi non arriverebbe mai a fare simili cose; solo dei sadici patologici potrebbero spingersi a tanto, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Questo ci viene in mente, ed รจ un nostro meccanismo di riparo dallโ€™orrore: spontaneamente cerchiamo un sollievo dallโ€™angoscia pensando โ€œlogicamenteโ€ che, nel suo complesso, il personale del Lager fosse di una specie animale diversa da noi. Invece il Reich hitleriano e il sistema dei Lager erano la gigantesca e mostruosa organizzazione della normalitร  umana, la mobilitazione ideologica verso obiettivi mostruosi della banalitร  che รจ in ognuno di noi. Lโ€™affermazione di Primo Levi sulla normalitร  dei funzionari del Lager (โ€œerano fatti della nostra stessa stoffa; avevano lo stesso nostro visoโ€) non diminuisce lโ€™orrore; al contrario lo aumenta, perchรฉ ci dice come la normalitร , la nostra stessa normalitร , possa trovare mille giustificazioni private che la rendano disponibile a far funzionare, ciascuno per la sua parte, un colossale sistema di distruzione dellโ€™uomo (e dellโ€™ambiente, aggiungeremmo oggi). Ora, consideriamo che quando viene avanti lโ€™idea che la nostra vita o la nostra sicurezza possa valere mille volte la vita e la sicurezza degli altri; o quando in nome di una superioritร  morale, civile o religiosa ci si abbandona ad atti che contraddicono e smentiscono proprio i principi di cui ci si vanta; o quando la concorrenza per le risorse del pianeta si decide che alcuni gruppi umani hanno diritto alla libertร  e al benessere e si condannano altri alla fame, alla schiavitรน e alla morte; allora Auschwitz non apparirร  solo come un gigantesco crimine del passato, ma anche come una oscura profezia di qualcosa che รจ sempre possibile, se non in atto. La memoria di Auschwitz ci pone due domande fondamentali, lโ€™una che guarda alle vittime, lโ€™altra agli esecutori. La prima รจ questa: per quali circostanze storiche e politiche che non avremo saputo arginare, e per quale isolamento nellโ€™indifferenza altrui, potremmo diventare vittime di persecuzione e di strage? La seconda domanda รจ questa: per quali circostanze storiche e politiche a cui non avessimo saputo o voluto trovare alternative, potremmo diventare carnefici, o collaboratori, attivi o passivi, dei carnefici? Che cosa ci puรฒ accomunare oggi, se non ai carnefici diretti, al conformismo consenziente o anche solo prudente, o indifferente al destino altrui, o al non voler sapere per evitare responsabilitร  o inquietudine, a tutti quegli atteggiamenti, insomma, individuali e sociali, che hanno permesso che Auschwitz avvenisse? O che una grave negazione dโ€™altri, anche meno estrema di Auschwitz, possa prodursi? Al di lร  della indignazione e memoria per le atrocitร  di massa, del necessario ricordo delle vittime, la domanda che si pone per la nostra attualitร  รจ questa: che ne รจ della nostra normalitร , dove puรฒ portare o essere portata? Come รจ successo che nella nazione di piรน alta cultura e scienza grandi masse siano state โ€œeducate maleโ€, educate cioรจ al conformismo di regime, al risentimento, al nazionalismo, al vittimismo istigato alla rivalsa sul mondo, al narcisismo di โ€œrazzaโ€, a tal punto da generare un unicum eccezionale e mostruoso? Queste sono le domande al centro della nostra memoria.

Giuseppe Cavalli racconterร  brevemente i motivi che hanno scatenato la II Guerra Mondiale, la presa del potere di Hitler, la โ€œSoluzione finale del problema Ebraicoโ€, la fine della guerra, il processo di Norimberga, la fuga dei criminali Nazisti, fra cui Eichmann, la sua cattura, il processo e la condanna a morte. Tutte le iniziative sono promosse dallโ€™ Associazione Pro loco Museo della Stampa di Soncino, Il Giorno della Memoria rappresenta, per tutte le comunitร , unโ€™opportunitร  di incontro e una significativa esperienza educativa. Un giorno che deve essere una presa di coscienza di ciรฒ che l'uomo รจ stato capace di compiere e questo nella consapevolezza che dobbiamo fare tutto il possibile affinchรฉ non accada mai piรน.

Informazioni

Prezzo: ingresso gratuito

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Telefono: 037.484883
Email: [email protected]

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Organizzatore

Data e Ora

Inizio: domenica 29 gennaio 2023 21:00

Fine: domenica 29 gennaio 2023 23:00

Giorni di apertura
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Luogo

Soncino, LARGO CATTANEO, 1