Visita tattile alla casa-museo di Franco Dotti
Una visita multisensoriale nella casa-museo di Franco Dotti, per esplorare attraverso il tatto e i materiali la ricerca dello scultore sul rapporto tra forme, pieni e vuoti.
Visita tattile e sensoriale all'interno di uno casa-museo d'artista: Franco Dotti, che ha creato volume dal vuoto.
L'Officina della Scultura, giunta alla sua IX edizione, รจ un progetto che apre al pubblico gli studi di alcuni tra i protagonisti della scultura italiana del Novecento. Attraverso visite guidate e laboratori dedicati a scuole, universitร , famiglie e pubblici fragili, il progetto mira a diffondere la conoscenza della scultura, dei suoi linguaggi e dei processi creativi. Entrare negli atelier permette di comprendere da vicino il percorso tecnico e poetico che porta alla nascita dell'opera d'arte.
Scoprire da vicino gli spazi di creazione di artisti attivi durante il corso del XX secolo, permette allo spettatore, dal piรน piccolo al piรน grande, di comprendere in modo partecipe e vivace i molteplici processi tecnici ideati ed utilizzati. L'apprendimento del percorso che dal processo tecnico porta all'opera finita, secondo una modalitร inversa rispetto all'approccio museale conosciuto, consente di condurre il visitatore dal piano pratico e tangibile alla dimensione concettuale e poetica.
Il senso del tatto e piรน in generale l'esplorazione multisensoriale di strumenti, materie grezze ed opere finite, accompagnate dalla mediazione di educatrici specializzate o dalla voce diretta degli artisti, rende unica l'esperienza di visita all'interno degli atelier.
Franco Dotti (Bergamo, 1927 โ Brescia, 2008) si forma allโAccademia di Belle Arti di Brera, a Milano, sotto la guida di Marino Marini. Dopo gli esordi figurativi nel secondo dopoguerra, sviluppa una ricerca che lo conduce progressivamente verso lโastrazione, esplorando le possibilitร espressive della forma e il suo rapporto con lo spazio.
Al centro della sua poetica si trova il concetto di forma nello spazio: la scultura non รจ concepita come un volume chiuso e autonomo, ma come un organismo aperto, capace di estendersi e dialogare con lโambiente circostante. Pieni e vuoti, linee curvilinee e tensioni dinamiche diventano elementi attraverso cui la forma prende vita, coinvolgendo lo spazio come parte integrante dellโopera.
Nella ricerca di Dotti, lโastrazione non si esaurisce nella geometria o nella razionalitร compositiva. Le forme, pur essenziali, conservano una forte vitalitร organica e sembrano evocare la crescita, il fluire dellโenergia e il movimento continuo della materia. La scultura diventa cosรฌ un equilibrio in divenire, in cui luce, spazio e materia concorrono a definire lโesperienza dellโopera. La sua ricerca si confronta con il panorama artistico internazionale, in particolare con quello parigino, aderendo al gruppo Rรฉalitรฉs Nouvelles; nel 2000 riceve il riconoscimento รtoilรฉ dโOr dalla Federazione Nazionale della Cultura Francese.
