Casa Madre Suore Orsoline di Somasca

Lย’Istituto delle Suore Orsoline di San Girolamo in Somasca viene fondato dalle sorelle Caterina (1801-1857) e Giuditta (1803-1840) Cittadini nella prima metร  dellย’Ottocento a Somasca, piccola frazione del comune di Vercurago, oggi in provincia di Lecco, ma appartenente alla diocesi di Bergamo.

Caterina e Giuditta rimasero orfane in tenera etร  e sperimentarono una estrema precarietร  materiale e affettiva; vennero accolte per diversi anni nellย’Orfanotrofio del Conventino in Bergamo, dove ottennero il diploma di maestre elementari. Raggiunta la maggiore etร , si stabilirono a Calolzio e successivamente, nel 1826, a Somasca, dove Caterina insegnerร  nella Scuola comunale fino al 1845. Dapprima abitarono in locali presi in affitto poi, in una casa di loro proprietร , che costituirร  anche la ย“Casa madreย” dellย’opera educativa e della nuova Famiglia religiosa, che da loro avrร  origine.

Eย’ certamente di quegli anni la manifestazione e il consolidamento della loro volontร  di consacrazione, che matura nella quotidianitร  del loro servizio educativo accanto alle fanciulle.

Le sorelle Cittadini, infatti, facendo riferimento anche alla loro sofferta esperienza personale, colsero lย’urgenza dellย’educazione umana e cristiana delle fanciulle e concretizzarono progressivamente il loro progetto di vita: nel 1829 accolsero le prime fanciulle pensioniste; nel 1831 iniziarono la Scuola privata e nel 1836 il Convitto di educazione femminile, opere educative dirette da Giuditta; nel 1847 Caterina farร , poi, richiesta di aggregare ufficialmente allย’opera anche un piccolo Orfanotrofio di fanciulle derelitte, di cui il territorio abbondava. Nel 1840 a causa della scomparsa prematura di Giuditta, Caterina assumerร  la direzione di tutta lย’opera.

Caterina e Giuditta si prodigarono con tutte le loro capacitร  e risorse per il bene educativo delle fanciulle loro affidate; in loro รจ chiaro lย’ideale della totale consacrazione a Dio nel segno della maternitร  educativa: vogliono essere ย“vere madri in Cristoย” per ย“quelle anime che il Signore ha riscattato col suo sangue e ha affidato alla loro cura come un prezioso tesoroย”, impegnandosi per la formazione globale delle fanciulle, ย“istruendole in ogni ramo dย’insegnamento, sรฌ riguardo allo studio che in quanto ai lavori femminili e cure domesticheย”, senza tralasciare nulla di ciรฒ che potesse ย“contribuire al loro vantaggio spirituale e corporaleย”.

La storia della fondazione dellย’Istituto delle Orsoline di Somasca dal 1826 al 1857 รจ segnata dallย’esperienza della croce e, quando il 14 dicembre 1857 il Vescovo di Bergamo Mons. Pietro Luigi Speranza erige canonicamente la Congregazione, Caterina e Giuditta, pietre fondamentali della nuova Famiglia, sono giร  nella gloria di Dio.

La Congregazione ottenne lย’approvazione diocesana delle Costituzioni riscritte secondo le indicazioni della Santa Sede il 15 agosto 1915, il Decreto di Lode il 5 agosto 1917, lย’approvazione pontificia lย’8 luglio 1927 e lย’approvazione definitiva delle Costituzioni il 4 giugno 1935.

Dal 1882 al 1950 le case e attivitร  apostoliche aperte o assunte nel servizio di apostolato educativo sono state numerose e distribuite in diverse regioni italiane.

Allย’inizio degli anni Cinquanta lย’Istituto si apre alla realtร  dellย’emigrazione prima in Svizzera e poi in Belgio. Nel 1964 si giunge oltre oceano con la prima missione ad gentes in Bolivia in collaborazione con i Sacerdoti della Diocesi di Bergamo.

A seguire, lย’Istituto si espande in Brasile nel 1975, in India nel 1977, nelle Filippine nel 1985 e in Indonesia nel 2003.

La connotazione umana-spirituale-carismatica, che attraversa tutta lย’esperienza comunitario-apostolica delle Orsoline di San Girolamo in Somasca nellย’espansione in Europa e nei luoghi della Missione ad gentes รจ, indubbiamente, la ย“vocazione popolareย”, la semplicitร  del porsi con cuore di madri come Apostole educatrici accanto alle persone, con una cura educativa particolare per i bambini, le fanciulle e la gioventรน, con la volontร  di condividere le gioie e le sofferenze delle famiglie, degli ammalati, degli anziani, di chi sperimenta la precarietร  e la solitudine.

E ancora oggi la fedeltร  ad una storia, trova le sue radici appunto nel volto di due donne, la Beata Caterina Cittadini e la sorella Giuditta che, certe dellย’amore paterno e provvidente di Dio, hanno aperto il loro cuore, segnato dalla privazione di affetti, al miracolo di una feconditร  educativa capace di dare casa, gioia, dignitร  e speranza.

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