Non è il genio di Roberto Benigni a raccontarlo in tv o una voce da ascoltare in cuffia a leggere brani di Dante o dei grandi della letteratura italiana. Protagonisti insieme alla Divina Commedia questo autunno sono docenti e cultori del grande poeta, che dal 15 ottobre all’8 dicembre, nella Sala delle carte del Centro Culturale delle Grazie, a Bergamo, leggeranno ad alta voce i testi che più li hanno emozionati. Un ciclo di appuntamenti a ingresso libero promossi dal Comitato di Bergamo della Società Dante Alighieri; accanto all’autore della Commedia, gli incontri daranno spazio anche ad approfondimenti sul contemporaneo, insieme ad un’incursione letteraria nel mondo dei tarocchi e ad un finale in musica.
«Io leggo Dante perché…». Le pagine più amate in scena
«Da alcuni anni a questa parte, uno dei modi privilegiati per far rivivere le parole di Dante Alighieri è stato sicuramente la Lectura Dantis Bergomensis, in cui docenti universitari di vari atenei hanno proposto al pubblico alcuni canti della Commedia, analizzandoli e commentandoli – spiega Enzo Noris, Presidente del Comitato di Bergamo della Società Dante Alighieri – Oltre a questa modalità, realizzata in collaborazione con l’Università di Bergamo, quest’anno abbiamo scelto di coinvolgere alcuni appassionati cultori del Sommo Poeta provenienti dal mondo della scuola. A loro abbiamo chiesto di condividere i propri passi preferiti e di rispondere a una domanda che indaga quanto il Poeta sia ancora attuale: “Dante cosa ha da dirti oggi, a distanza di settecento anni, e perché vale ancora la pena leggerlo?” ».
A rispondere, durante le prossime settimane negli appuntamenti del giovedì alle 17.30, saranno tre lettori e una lettrice che non appartengono al mondo accademico. Sarà Enzo Noris ad aprire la rassegna «Io leggo Dante perché…» il 15 ottobre, con un intervento dedicato al canto dell’Inferno che ha come protagonista Ulisse e il suo travolgente desiderio di conoscere il mondo e gli uomini. Appuntamento nella Sala delle carte del Centro Culturale delle Grazie, dove la Dante è ospite ormai da lungo tempo; il 22 terrà il suo incontro il dantista bresciano Gianfranco Bondioni, il 29 ottobre sarà la volta di Maria Imparato (ex docente del Lussana), mentre il 5 novembre interverrà Arturo Moretti (docente del Liceo Sarpi).
I grandi anniversari. Deledda, Redi e San Francesco
Un secondo filone delle iniziative autunnali della Dante è dedicato ai grandi anniversari. «Ad aprire il ciclo sarà Cristina Cappelletti, ricercatrice presso il dipartimento di Lingue Letterature e Culture straniere dell’Università degli studi di Bergamo, che il 12 novembre dedicherà il suo incontro a Grazia Deledda, autrice sarda che ha firmato nel 1913 il celebre romanzo “Canne al vento” – spiega Noris – Proprio cento anni fa, nel 1926, alla scrittrice sarda veniva assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, prima ed unica donna in Italia ad ottenere questo riconoscimento». Proprio oggi, 8 settembre, l’Accademia svedese ha assegnato alla scrittrice canadese Anne Carson il premio Nobel per la Letteratura per «la sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea».
Dopo il focus su Deledda, la rassegna continua il 19 novembre con San Francesco d’Assisi nell’ottocentesimo anniversario della sua morte, avvenuta nel 1226. A intervenire sarà Beatrice Gelmi, che parlerà di una delle opere più famose del Santo, scritta in volgare umbro e nota come il «Cantico delle creature», considerato il componimento poetico che dà inizio alla Letteratura italiana. «Accanto ai celebri interventi sulla Commedia di Dante, di recente Roberto Benigni ha dedicato un seguitissimo spettacolo televisivo al Cantico – commenta Noris – In occasione dell’anniversario francescano vale la pena approfondire quest’opera straordinaria, scritta dal Santo di Assisi in un periodo durissimo, al termine della sua vita, quasi cieco e tormentato da sofferenze e malattie».
Sarà invece una figura eclettica come Francesco Redi il protagonista del pomeriggio del 26 novembre; a presentarlo, a 400 anni dalla nascita, sarà Fabrizio Brena, coordinatore del Centro Culturale delle Grazie. «Bacco in Toscana» è «l’opera più celebre dello scienziato e poeta toscano, intellettuale poliedrico che ha saputo accostare lo studio di insetti e di rettili alla letteratura».
La letteratura racconta i tarocchi
Dopo la conclusione della mostra che l’Accademia Carrara ha dedicato ai tarocchi, anche la Dante, il 3 dicembre, ha deciso di tornare sul tema affidandolo a Giovanni Dal Covolo. Il relatore offrirà al pubblico una interessante conversazione intitolata «Il XV secolo italiano è stato caratterizzato dalle “corti” , che rivalutarono le virtù cavalleresche dei castelli medievali ossia la cortesia, la gentilezza e la pratica dei giochi leggiadri, prima che i tre secoli dei Comuni le convertissero nelle moderne virtù produttive del lavoro e delle arti, ma che riemersero con le stesse carte dei Tarocchi nell’immaginario giovanile del ’900, culminato nel ’68 parigino con l’ “Immaginazione al potere”».
Per chiudere in bellezza la stagione autunnale la Dante propone anche quest’anno l’appuntamento con il concerto d’archi, in programma l’8 dicembre alle 20.45 nella Chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie; presenterà Nicola Vavassori.
Ingresso libero e gratuito a tutti gli incontri.
