C’è un libro che consiglio sempre a chiunque ami il teatro: «La quarta parete» di Sorj Chalandon. Racconta l’impresa impossibile che un regista, malato, chiede a un amico di portare a termine per lui: mettere in scena l’«Antigone» a Beirut, nel Libano sconvolto dalla guerra civile. Gli attori sono palestinesi, drusi, sciiti. Appartengono a fazioni nemiche sul campo di battaglia ma per una volta sola, sul palco, sono chiamati a diventare alleati. Quasi a mettere a tacere le bombe con le parole.
Ho pensato proprio a questo libro leggendo il programma della ventiquattresima edizione di «deSidera Bergamo Festival» e le parole del cardinale Pizzaballa che la accompagnano: «Basta una piccola fiammella in un angolo del mondo per vincere le tenebre». Può il teatro tenere accesa una piccola fiammella? Può contare qualcosa in un mondo dilaniato dalle guerre, le violenze, le diseguaglianze, un mondo che ci spinge spesso a pensare che la cultura non serva più a nulla?
Viene spesso da citare quella famosa frase di Dostoevskij per cui «la bellezza salverà il mondo». Come se la bellezza fosse capace, da sola, di “redimere” la realtà dai suoi lati più bui. In parte è così, ma per i tre direttori artistici di «deSidera», Luca Doninelli, Gabriele Allevi e Giacomo Poretti, c’è di più: «I a bellezza ha bisogno di lavoro: quello necessario per piegare la materia (il marmo, la voce, il corpo, il pensiero) affinché possa ricevere e comunicare il senso di un dono ricevuto». La bellezza salva solo se viene riconosciuta, accolta, custodita. Richiede responsabilità e partecipazione.
Cominciamo allora da qui per raccontare il lavoro che «deSidera» porta avanti ormai da anni insieme a talenti emergenti e nomi affermati nel panorama artistico nazionale, ma anche insieme a realtà culturali, comuni e biblioteche di tutta la provincia. Questo lavoro ha permesso al festival di crescere e di radicarsi sul territorio e la ventiquattresima edizione ne è la prova: porterà nella bergamasca oltre novanta appuntamenti (un numero da record), tutti a ingresso libero e senza prenotazione.
Le nuove produzioni
«Noi rispondiamo a una chiamata - dice Gabriele Allevi presentando la nuova edizione del festival - forse la cosa più curiosa successa negli ultimi anni è che non ci limitiamo (anche se è un grande onore) ad avere con noi ospitalità e opere già collaudate, ma il fatto che ci chiedono anche di produrre cose nuove in certi luoghi, in certi tempi».
Il cartellone del festival accoglie ben dieci produzioni firmate «deSidera», di cui quattro realizzate proprio quest’anno. La prima di queste produzioni aprirà la rassegna il 17 giugno nel chiostro di San Bernardino a Caravaggio. «Bernardino e l’imperatore» ci porterà nel quindicesimo secolo e racconterà la storia del santo di Siena e dell’accusa di eresia da cui dovette difendersi alla presenza di Sigismondo del Lussemburgo. Lo spettacolo, interpretato da Fabio Zulli e Daniele Ornatelli, replicherà l’8 settembre nella chiesa di San Bernardino a Lallio e il 22 settembre a Martinengo.
Il 9 luglio a Verdellino, con repliche il 24 luglio a Martinengo e il 28 luglio a Treviglio, debutterà anche il progetto speciale «Verdi 1901. Concerto per parole e tromboni» con Martino Ruggero Dondi e i Mascoulisse Quartet. Il compositore emiliano, di cui ricorrono i 125 anni dalla morte, non sarà l’unico musicista a cui il festival rende omaggio. «La buona novella» , il 25 settembre ad Antegnate, intreccerà infatti i testi dei Vangeli Apocrifi con quelli intramontabili di Fabrizio De André.
La quarta nuova produzione, «Fioretti. La meravigliosa vita di Francesco e dei suoi» , vedrà infine Nicola Adobati e il musicista Giuseppe Jos Olivini portare sul palco di Gandino l’11 luglio una rilettura ironica e al tempo stesso profonda del testo francescano.
Un omaggio al santo «giullare di Dio»
Eccoci allora a un’altra grande novità. Nell’anno giubilare di San Francesco d’Assisi, «deSidera Bergamo Festival» dedica una sezione speciale proprio a questo santo. Una figura che, del resto, al teatro si presta particolarmente, prima di tutto perché amava definirsi ioculator Domini, «giullare di Dio», paragonandosi ai giullari di corte, con la differenza di essere al servizio di Dio anziché di un sovrano terreno. E poi, vi consiglio di riportare alla mente gli affreschi di Giotto ad Assisi e Padova: in queste immagini, San Francesco non è un’icona distante, eterea, ma un protagonista che agisce, parla, incontra gli altri, si muove nello spazio. Entra in scena, verrebbe da dire.
Sono molti gli spettacoli in programma: da «Come foglie, come vento, come morbidi pani. Vita immaginaria di San Francesco» di Antonio Catalano il 22 giugno ad Almé, il 24 luglio a Castione della Presolana e il 25 settembre a Pontirolo Nuovo a «Il canto di Francesco» di Gabriele Parrillo il 4 agosto a Selvino. E ancora, «Una ballata per Chiara» con Ippolita Baldini il 18 luglio a Covo e il 26 settembre a Bergamo, che ha già emozionato (e divertito) gli spettatori delle precedenti edizioni del festival, fino a «Francesco, la benedizione di un povero» diretto da Fabio Sarti, in scena il 30 agosto a Seriate, il 9 settembre a Cepino e il 26 settembre a Capriate San Gervasio.
Memoria, arte, natura
In un mondo ricco di dispositivi elettronici che decidono per noi, che ci distraggono dal presente portandoci in un costante altrove, come dice Luca Doninelli, «scegliere di andare a teatro è un atto di libertà la cui grandezza e la cui importanza noi non riusciamo neanche a calcolare. Sono quelle minuscole cose che possono cambiare il mondo. Io penso sinceramente che la ragione per cui noi facciamo il teatro è perché abbiamo questa fiducia nella capacità nostra, vostra, di tutti, di decidere a cosa pensare. Di farlo noi, non il nostro smartphone per noi».
Sono molte le riflessioni che potranno nascere assistendo agli spettacoli in programma. Tra le produzioni nate l’anno scorso torna «Là dove finisce il buio. Due uomini di fede al tempo della Resistenza» , con cui «deSidera» e la Diocesi di Bergamo hanno voluto omaggiare Don Bepo Vavassori e Don Antonio Seghezzi, due sacerdoti (ma anche due amici), che oltre all’impegno per i giovani hanno condiviso le ore più drammatiche della Seconda Guerra Mondiale. In scena sarà Stefano Panzeri, con Simone Riva alla chitarra. Appuntamento a Sorisole il 26 giugno, in occasione della mostra «Io sono tutto un dono» dedicata a don Seghezzi e a Premolo il 22 agosto, dove don Seghezzi è nato.
E poi? I titoli sono numerosi e vi rimandiamo al sito del festival per scoprirli tutti. Da non perdere è «La morte ovvero il pranzo della domenica» il 3 luglio a Cologno al Serio e il 4 luglio a Capriate S. Gervasio. Uno spettacolo commovente ideato, scritto e diretto da Mariano Dammaco, che affronta il tema delicato della morte delle persone che amiamo. Il 15 settembre a Ciserano torna anche «Sette opere di misericordia. Caravaggio e l’Angelo» , che Francesco Niccolini ha scritto per Luigi d’Elia e Benedetta Giuntini, chiamati a “ridisegnare” sul palco l’omonima opera di Michelangelo Merisi.
Tra i debutti c’è «Senza confini. Nelle terre e nei racconti di Walter Bonatti» il 17 luglio a Selvino e il 23 luglio ad Almé, con cui Tiziano Ferrari omaggerà il “re delle Alpi italiano”; «Sorelle. O della fine del mondo» il 29 luglio a Comun Nuovo e 29 agosto a Pedrengo, prodotto da Casa degli Alfieri in collaborazione con Luna e Gnac Teatro e «Argonautiche. L’avventura più antica del mondo» con Silvio Castiglioni il 5 settembre a Treviglio. Dalla coproduzione tra ScenaMadre e Scarti è nata «Liberatutti», una performance ironica sullo sport che sarà in scena l’8 luglio a Cavernago e il giorno successivo a Fara Gera d’Adda. Dallo sport di nuovo alla musica, con «Basta avere l’ombrela» , un viaggio nella scena musicale e cabarettistica della Milano del boom economico, che toccherà Romano di Lombardia il 10 luglio e Bonate Sotto il 29 agosto.
La natura sarà un’altra grande protagonista di questa edizione: basti nominare l’intenso «Fare un fuoco» di Luigi d’Elia il 3 settembre a Cortenuova e il 4 settembre ad Albino, e «La terra degli ulivi» di Pino Petruzzelli il 20 agosto a Vilminore di Scalve e il 28 agosto a Riva di Solto. E ancora, tra i nomi da segnalare ci sono Stefano Panzeri con «Riccardo III» il 24 luglio a Bonate Sotto; Roberto Anglisani con «Ribellione» il 5 agosto a Cividate al Piano; Michelangelo Canzi con «A volo d’angelo» il 31 luglio a Levate. E come dimenticare il grande maestro del teatro di tutti i tempi, sir William Shakespeare? L’appuntamento è il 10 luglio a Treviglio con «Shakespearology» di Sotterraneo: un incontro con il Bardo in carne e ossa, che racconterà la sua storia dopo la morte, dentro e fuori dalla scena.
Grandi interpreti e talenti emergenti
«Il teatro ci chiede di stare nel qui e ora. In questo - dice Gabriele Allevi - sta la sua forza rivoluzionaria, che ha attraversato i millenni e continuerà ad attraversarli».
Ecco allora che in cartellone non mancano i grandi interpreti di questo “qui e ora”: Moni Ovadia sarà il 6 settembre nella Basilica di Sant’Alessandro in Colonna a Bergamo con «Si fa presto a parlare di Bibbia» . Arianna Scommegna porterà due titoli: «La vita davanti a sé» , tratto da uno dei più bei romanzi di Romain Gary, il 28 luglio a Clusone, e «Magnificat» , l’11 settembre a Colognola. Poi c’è Sergio Sgrilli, nome noto della televisione per i suoi sketch su Zelig, che il 25 luglio a Brignano Gera d’Adda e il 23 agosto a Castelli Calepio darà voce a «Al cospetto di Gaber» , un omaggio al Signor G. Infine, sul palco saliranno alcuni talenti emergenti, come Matteo Vignati in «Orsante» il 16 luglio a Verdello o Paolo Aguzzi in «Shakespeare & love. Romeo! Perché morir per amore?» il 27 agosto a Verdello e il 30 agosto a Misano Gera d’Adda.
Altri percorsi e «BiG deSidera»
Accanto al festival, corrono da anni anche alcuni percorsi paralleli, con altrettanti appuntamenti da segnare in agenda: «Sguardi all’insù» , la rassegna dedicata a bambine, bambini e famiglie promossa in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Area Nord-Ovest di Ponte San Pietro, «Natura & Cultura» , che porta spettacoli a bordo del MotoTeatro nei luoghi naturalistici della Media Pianura Lombarda in collaborazione con Pianura da Scoprire e «Le vie della commedia» , il festival di Commedia dell’Arte nelle terre di Arlecchino promosso dal Polo Culturale Mercatorum e Priula.
Ma quest’anno, il festival arriverà anche nel cuore della città di Bergamo con «BiG deSidera». Per tre giorni, il 20, 21 e 22 luglio, il Cortile di Palazzo Frizzoni accoglierà quattro spettacoli da non perdere. Perché, come ci ricorda Luca Doninelli, «secondo me occorre un sussulto, che è un sussulto personale, un sussulto dell’io. Questa fiammella è ciascuno di noi ».
Il programma completo è online su deSidera Bergamo Festival.
