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Gioppino, Fagiolino e tanti altri protagonisti di «Borghi e Burattini» animano l’estate con il teatro di figura

Articolo. La rassegna di spettacoli di Fondazione Ravasio torna, da luglio a settembre, in Val Brembana con «La Valle dei Burattini» e nei luoghi del Vescovado con «Le terre dei burattini», tra rappresentazioni classiche e compagnie da fuori provincia

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La piazza di un borgo in una sera d’estate, dove il vociare di adulti e bambini in festa si mescola alle melodie provenienti dall’interno dei locali. Ad un tratto, tutto si ferma: il burattinaio ha dato inizio al suo spettacolo. L’eroico Gioppino, la cui intelligenza è troppa per stare tutta nel suo cervello e si è riversata quindi nei tre gozzi, saluta la sua amata Margì e sua madre Maria Scatolera per andare a sventare a colpi di «Termometro» i piani malvagi dello scaltro Brighella. Uno scenario forse insolito per molti, ma scolpito nella tradizione orobica e che continua a vivere grazie a «Borghi e Burattini», la storica rassegna estiva itinerante organizzata da Fondazione Ravasio e giunta in questo 2026 alla sua trentunesima edizione. In questo articolo esamineremo in particolare due «contenitori di eventi» della rassegna particolarmente legati al territorio di provincia, ovvero «La Valle dei burattini» e «Le terre dei burattini».

«La Valle dei Burattini»

Per tutti gli abitanti della Val Brembana, ma anche per tutti i turisti e gli avventori pronti a visitarne i paesi che lentamente si inerpicano per l’arco orobico, «Borghi e Burattini» ha in serbo un’estate ricca di iniziative. Si parte infatti oggi, mercoledì 1 luglio, con lo spettacolo «I guai di Gioppino Generoso» della compagnia Il Riccio che si terrà al parco giochi comunale in via degli Alpini a Zogno alle 16. Il 20 luglio doppio appuntamento, con il laboratorio «Faccesciolte» a cura di Atelier Musamatta che si terrà alle 17 luglio lungo viale Papa Giovanni XXIII a San Pellegrino, seguito alle 20.45 da «La città e il fiore» a cura della compagnia milanese Teatro Pane e Mate. Nello stesso luogo si terrà il 3 agosto alle 20.45 lo spettacolo «L’albero delle storie» della compagnia lecchese Il cerchio tondo, mentre il 22 agosto sarà San Giovanni Bianco ad ospitare la Compagnia il Riccio per lo spettacolo «Gioppino e il guardiano del lago» che sarà messo in scena alle 16 nel piazzale degli Alpini. Infine, doppio appuntamento il 24 agosto a San Pellegrino con il ritorno del laboratorio «Faccesciolte» di Atelier Musamatta alle 17 seguito alle 20.45 dallo spettacolo «Per fare un albero…» della compagnia I burattini di Como.

Abbiamo parlato de «La Valle dei Burattini» con Stefano Manenti, direttore dello stabilimento Sanpellegrino di San Pellegrino Terme, ovvero lo sponsor principale della manifestazione.

GT: Qual è il rapporto che lega l’azienda Sanpellegrino ai burattini?

SM: Sanpellegrino sostiene “La Valle dei Burattini” perché è un’iniziativa che parla al cuore del territorio e delle persone. È un progetto che dà vita a una tradizione storica della bergamasca, portandola nelle piazze e creando momenti di incontro, condivisione e scoperta per famiglie e bambini. Per noi non si tratta solo di sostenere un evento culturale, ma di contribuire a mantenere viva un’importante tradizione del territorio, quella del teatro di figura, parte dell’identità di questa valle.

GT: San Pellegrino Terme è contemporaneamente la vostra casa e quella della famiglia Milesi, rappresentanza storica nel mondo dei burattini bergamaschi. Entrambi siete, seppur in modo diverso, la continuazione di parte della storia della Val Brembana.

SM: L’acqua minerale è, per sua natura, un’attività profondamente legata al luogo in cui nasce: non può essere delocalizzata, perché è proprio il territorio a definirne l’identità. Sanpellegrino è stata fondata nel 1899 a San Pellegrino Terme, e da allora il suo percorso è indissolubilmente intrecciato con quello della comunità locale. In questo senso, sentiamo una forte affinità con realtà come la famiglia Milesi, che da generazioni custodisce e rinnova la tradizione dei burattini bergamaschi. Siamo entrambi espressione della continuità di un territorio che evolve senza perdere le proprie radici. Da un lato c’è la cultura e la capacità di tramandare saperi artistici, dall’altro un percorso industriale che ha saputo crescere mantenendo un legame profondo con la valle.

GT: Molte delle storie che verranno trattate ne «la valle dei burattini» hanno come temi principali ecologia e rispetto per l’ambiente. Quanto è importante per voi questo tipo di tema?

SM: Il rispetto per l’ambiente è al centro della nostra attività, perché l’acqua è una risorsa preziosa che va tutelata ogni giorno. Come azienda lavoriamo per ridurre il nostro impatto e promuovere un uso sostenibile delle risorse, ma crediamo anche nell’importanza dell’educazione. Per questo apprezziamo che “La Valle dei Burattini” affronti questi temi con un linguaggio semplice e coinvolgente, capace di sensibilizzare anche i più piccoli.

GT: Qual è il suo rapporto personale con i burattini e che valore pensa possano avere per il territorio e le future generazioni?

SM: Il mio rapporto con i burattini è legato soprattutto a un ricordo d’infanzia, a un tempo in cui queste storie avevano la capacità di sorprendere e coinvolgere in modo semplice. Sono tra le prime forme di racconto con cui molti di noi entrano in contatto: storie capaci di stimolare l’immaginazione, fatte di personaggi, avventure, ironia, ma anche di piccoli insegnamenti. I burattini riescono a costruire mondi fantastici con pochi elementi, lasciando spazio alla fantasia di chi guarda. È un’esperienza diretta, che coinvolge e rende lo spettatore parte della storia. In un contesto sempre più digitale, mantenere queste forme di racconto significa offrire ai bambini non solo intrattenimento, ma anche strumenti per immaginare, interpretare e dare significato al mondo che li circonda. Ed è proprio questo, forse, il loro valore più grande.

«Le Terre dei burattini»

A settembre sarà invece la zona orientale della bergamasca ad ospitare la rassegna «Borghi e Burattini» grazie a «Le terre dei burattini». Si partirà domenica 6 alle 16.30 nel cortile della scuola dell’infanzia di via Don Giulio Calvi a Scanzorosciate con «Gioppino a venezia in cerca di fortuna», forse lo spettacolo più celebre della compagnia Baraca & Böratì e che verrà replicato anche domenica 16 settembre all’oratorio di Pedrengo.

Sabato 12 settembre alle 16.45 presso il parco comunale Collodi di Orio al Serio verrà messo in scena «Fagiolino astrologo», spettacolo che vede come protagonista il burattino bolognese Fagiolino portato in scena dal burattinaio Mattia Zecchi. Si continuerà poi con «Tre marziani, una vedova e Gioppino» che avrà luogo alle 16.45 alla cascina Mezzate di Costa di Mezzate e sarà portato in scena dalla compagnia Baraca & Böratì. La compagnia i burattini Baccanelli si esibirà invece alle 16.30 di venerdì 18 all’oratorio di Bagnatica con lo spettacolo «Gioppino e la principessa stregata» e, a chiudere la manifestazione, sarà «Ri show», lo spettacolo della Compagnia Bambabambin di Belluno che avrà luogo nella piazzetta di via Marconi a Gorle domenica 20 settembre alle 16.15.

A collaborare all’evento sarà l’ente di promozione turistica «Terre del Vescovado» che, fin dalla sua nascita nel 2016, lavora per promuovere il territorio in maniera diffusa ed eterogenea, mettendo in rete i comuni della fascia orientale della provincia di Bergamo e valorizzando piazze, cortili storici e spazi all’aperto attraverso una proposta culturale condivisa.

Ne abbiamo parlato con il coordinatore Salvatore Linguanti.

GT: Terre del Vescovado e Terre dei Burattini: qual è il legame tra queste due realtà?

SL: Terre del Vescovado riunisce sedici amministrazioni comunali e il nostro obiettivo è rendere vivo il territorio con una proposta il più possibile variegata: visite guidate, escursioni, spettacoli teatrali, iniziative dedicate ai bambini e alle famiglie, ma anche eventi capaci di diventare un punto di incontro tra persone di età diverse. La nostra collaborazione con la rassegna Borghi e Burattini è ormai consolidata: questa è la quarta edizione consecutiva alla quale aderiamo. Quest’anno proporremo sei appuntamenti, tutti concentrati nel mese di settembre, che coinvolgeranno i comuni di Scanzorosciate, Orio al Serio, Pedrengo, Costa di Mezzate, Bagnatica e Gorle.

GT: Cosa rappresenta per voi il teatro di figura?

SL: Questo tipo di rappresentazione ha una forza narrativa e visiva immediata, capace di creare una magia autentica. Significa restituire ai bambini il senso della meraviglia, preservare una tradizione profondamente radicata nel nostro territorio e, allo stesso tempo, offrire occasioni di aggregazione per tutta la comunità. Il teatro dei burattini, con le amate maschere della tradizione bergamasca, non è infatti rivolto soltanto ai più piccoli. È un vero ponte tra le generazioni. La cosa più emozionante, a mio avviso, è vedere noi adulti rivivere i ricordi dell’infanzia osservando l’entusiasmo negli occhi dei nostri figli e dei nostri nipoti. La nostra adesione alla rassegna è quindi anche un invito a riscoprire il piacere di trascorrere tempo di qualità insieme, sul territorio, attraverso occasioni di incontro, bellezza e condivisione a due passi da casa.

GT: A livello personale, c’è un ricordo legato ai burattini che porta con sé con particolare affetto?

SL: Sì, oggi il ricordo più bello è legato a mia figlia, che ha tre anni. È proprio grazie a lei che negli ultimi anni ho imparato ad apprezzare ancora di più il teatro di figura. L’ho sempre considerato una tradizione importante e ho sempre partecipato volentieri agli spettacoli, anche prima di diventare padre. Oggi, però, osservare la reazione di una bambina davanti a questi racconti, spesso ispirati alla nostra tradizione, è qualcosa di davvero speciale. I burattini hanno una forza visiva ed emozionale straordinaria e riescono a coinvolgere completamente i più piccoli. Allo stesso tempo, per noi adulti rappresentano un ritorno ai ricordi dell’infanzia. Si crea così un legame molto bello tra chi rivive quelle emozioni e chi, invece, sta vivendo per la prima volta l’esperienza del teatro. È proprio questo ponte tra generazioni, tra genitori, nonni e bambini, che rende il teatro dei burattini un patrimonio così prezioso.

Informazioni utili

La rassegna «Borghi e Burattini» è organizzata da Fondazione Ravasio - Museo del Burattino con il patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Fondazione Cariplo, Promoisola e Unima Italia.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. Per maggiori informazioni sugli spettacoli e su eventuali variazioni in caso di maltempo consultare il sito fondazioneravasio.it o scrivere a [email protected]