Quando nel 2019 le hanno diagnosticato un tumore al seno, Patrizia Signorelli ha dovuto imparare a convivere con una parola che fino a quel momento apparteneva soprattutto alle statistiche, alle storie degli altri, alla distanza rassicurante delle cose che pensiamo possano sempre accadere a qualcun altro. La malattia è entrata nella sua vita e, insieme alla paura e allo smarrimento, ha portato con sé anche la necessità di trovare un nuovo modo per affrontarla.
Patrizia, per tutti Patty, lavorava alla Provincia di Bergamo come funzionaria ad elevata qualificazione presso il Centro per l’Impiego. Aveva una vita piena di impegni, relazioni, persone. Dopo la diagnosi ha trovato nella vicinanza della famiglia e degli amici una parte importante della forza necessaria per attraversare il percorso di cura. Poi, nel 2021, è arrivata una nuova sfida: entrare a far parte delle Pink Ambassador Bergamo di Fondazione Umberto Veronesi. Il progetto chiede alle donne che affrontano un tumore tipicamente femminile di allenarsi per sei mesi con un obiettivo ambizioso: arrivare a correre i 21 chilometri di una mezza maratona. Patty aveva scelto di accettare quella sfida. Non tanto, o non soltanto, per il traguardo sportivo. La corsa sarebbe diventata un modo per rimettersi in movimento, per misurarsi con il proprio corpo dopo la malattia, per condividere la fatica con altre donne e per trasformare la propria esperienza in un messaggio rivolto agli altri.
Nella sua pagina di raccolta fondi del 2021 Patty raccontava proprio così l’inizio di quella nuova avventura: dopo il primo periodo di smarrimento, aveva scoperto una grande forza nell’affetto e nel sostegno ricevuti e aveva deciso di provare a correre più di quanto avesse mai fatto prima. Il suo obiettivo era raccogliere fondi per la ricerca scientifica sui tumori femminili e contribuire a rendere possibili cure sempre più mirate. In fondo, c’era già tutto quello che oggi rappresenta la «Corsa di Patty». C’era la corsa, c’era la ricerca, c’era la prevenzione e c’era soprattutto la forza della condivisione: quella di un gruppo di donne che aveva attraversato esperienze simili e aveva deciso di affrontarle insieme.
Il messaggio delle Pink Ambassador
Le Pink Ambassador non sono semplicemente un gruppo di runner. Sono donne che hanno affrontato un tumore femminile e che hanno scelto di trasformare la propria esperienza in una testimonianza. Per sei mesi si allenano seguite da allenatori, nutrizionisti e psicologi, con l’obiettivo di arrivare alla distanza della mezza maratona. Il traguardo sportivo è però una parte del percorso. L’altra parte è parlare di prevenzione, di diagnosi precoce, di stili di vita e di ricerca. Il messaggio è che dopo la malattia si può tornare a vivere e a progettare, ma anche che la ricerca ha bisogno di essere sostenuta perché possa continuare a produrre nuove possibilità. È all’interno di questo progetto che Patty aveva trovato una nuova comunità. Le compagne di squadra la ricordano per il sorriso e per l’entusiasmo che portava agli allenamenti, anche quando la fatica era tanta. La descrivono come una donna capace di essere un punto di riferimento e un esempio di resilienza fino all’ultimo.
Quando Patty è scomparsa, nel 2023, quella comunità ha scelto di non interrompere il percorso. Anzi, ha cercato un modo per farlo continuare. È nata così la «Corsa di Patty», un appuntamento nel quale il ricordo si potrà trasformare in un aiuto concreto per la ricerca. La prima edizione si è svolta nel 2024 a Chiuduno come corsa/camminata non competitiva promossa dalle Pink Ambassador Bergamo. Già allora l’obiettivo era chiaro: ricordare Patty e devolvere il ricavato a Fondazione Umberto Veronesi per la ricerca sui tumori femminili. Da allora l’iniziativa è cresciuta e domenica 13 settembre torna per la terza edizione.
Non è soltanto una corsa
Il rischio, quando si racconta un evento podistico, è fermarsi ai chilometri, al percorso, all’orario di partenza. Nel caso della «Corsa di Patty», però, quei numeri raccontano soltanto una parte della storia. Quest’anno si parte alle 8.30 dal Palasettembre di Chiuduno. I partecipanti potranno scegliere tra tre percorsi: uno da 6 chilometri, accessibile e adatto anche alle famiglie e ai passeggini, e due tracciati collinari da 12 e 18 chilometri, con tratti di sterrato. Il ricavato dell’iniziativa sarà interamente devoluto a Fondazione Umberto Veronesi per finanziare la ricerca sui tumori femminili. L’obiettivo dichiarato dalle Pink Ambassador per questa edizione è contribuire alla realizzazione di una borsa di studio per la ricerca. «La cosa più bella della “Corsa di Patty” è che negli anni il suo ricordo non è rimasto qualcosa di privato – racconta Giulia Cirelli, Pink Ambassador Bergamo e tra le promotrici dell’iniziativa – È diventato un’occasione per parlare di ricerca, di prevenzione e di quello che possiamo fare concretamente per aiutare altre donne. Quando ci ritroviamo a correre insieme, sentiamo che Patty è ancora parte del nostro gruppo».
È una corsa, ma anche un modo per fare rete. Ci saranno le Pink Ambassador e ci sarà anche In Fae We Run –associazione sportiva dilettantistica che promuove la corsa come strumento di benessere, inclusione e condivisione –, ci saranno i volontari, le istituzioni, le aziende, i partner che renderanno possibile la manifestazione e, soprattutto le persone che sceglieranno di iscriversi. «Non serve essere runner – aggiunge Giulia Cirelli – Si può correre, camminare, scegliere il percorso più adatto alle proprie possibilità. Quello che conta è esserci e sapere che la propria partecipazione contribuisce a sostenere la ricerca».
È anche il senso dello slogan di Fondazione Umberto Veronesi che Patty aveva fatto proprio: «Niente ferma il rosa. Niente ferma le donne». Non una frase nata dalla sua vicenda personale, ma un messaggio della Fondazione nel quale lei aveva riconosciuto la propria esperienza e quello che voleva trasmettere alle altre donne. Patty lo aveva portato con sé negli allenamenti, nelle raccolte fondi, nelle occasioni in cui raccontava la propria storia. Oggi lo stesso messaggio accompagna una manifestazione nata proprio per dare continuità a quel percorso. «Ogni anno – commenta la Pink Ambassador – ci chiediamo come riuscire a fare qualcosa in più perché Patty ci ha lasciato un’eredità molto forte: non fermarsi al ricordo, ma trasformare quello che abbiamo vissuto con lei in qualcosa che possa servire ad altre persone. È questo che proviamo a fare ogni volta che organizziamo la corsa».
Il coinvolgimento del territorio è una parte fondamentale del progetto. La manifestazione è sostenuta dai Comuni di Chiuduno, Grumello del Monte e Carobbio degli Angeli, dalla Provincia di Bergamo e da numerosi enti, aziende e partner, tra cui la già citata In Fae We Run. «In Fae We Run – sottolinea Francesco Rota – nasce dalla convinzione che la corsa possa essere molto più di un gesto sportivo: è uno strumento di benessere, inclusione e condivisione. Partecipare alla “Corsa di Patty” significa trasformare questi valori in un impegno concreto, mettendo la forza dello sport al servizio della ricerca. In questa giornata non contano il ritmo o la distanza, ma la scelta di esserci e di procedere insieme verso un traguardo che riguarda tutti».
Come iscriversi
Le iscrizioni sono aperte online, al Palasettembre e anche la mattina stessa della manifestazione. La quota è di 15 euro per l’iscrizione con pacco gara e gadget scaldacollo, riservato ai primi 600 iscritti, oppure di 10 euro con pacco gara, garantito ai primi 1.000 partecipanti.
