Organista, dal 1645, della Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo (dal 1646 al 1656); maestro di cappella dell’Accademia dello Spirito Santo di Ferrara (dal 1656 al 1665); maestro di musica della Chiesa di Santa Maria dei Derelitti di Venezia (dal 1670 al 1676), e, infine, maestro di cappella della prestigiosa Basilica di San Marco (dal 1685 al 1690). Di chi stiamo parlando? Di Giovanni Legrenzi, organista e compositore, nato a Clusone nel 1626 e tra i principali autori di musica sacra del secolo XVII. A quattrocento anni di distanza dalla sua nascita, e dopo un percorso di valorizzazione e di educazione all’ascolto, iniziato nel 2022 quando venne fondato il Festival internazionale «Musica Mirabilis», a lui interamente dedicato, il suo paese natale gli ha reso omaggio con un articolato programma musicale, iniziato lo scorso 14 agosto, volto alla riscoperta delle sue opere, alcune delle quali riportate alla luce appositamente per l’occasione.
« Musica Mirabilis », la dedica di Clusone a Legrenzi
«Chi vuole ascoltare la musica di Giovanni Legrenzi sa dove andare, ovvero a Clusone, la Salisburgo della Val Seriana, perché qui da cinque anni esiste un festival che gli dedica il repertorio che ha composto durante la sua vita. Questo è il segreto di Musica Mirabilis».
Queste parole, pronunciate da Giovanni Acciai, direttore artistico, insieme con Ivana Valotti, di «Musica Mirabilis», racchiude in sé lo spirito dell’intera manifestazione: la volontà da parte del Comune di Clusone di accogliere tutti gli interessati alla vita e alle opere di un suo illustre cittadino, portando il meglio che gli studi e le ricerche su Legrenzi possano offrire al momento. L’edizione 2026 del festival ha già proposto parecchi appuntamenti di rilievo, dall’esecuzione, presso la Basilica di Santa Maria Assunta, del «Vespro solenne Assumpta est Maria in caelum», tratto dai «Sacri e festivi concenti», opera nona (1667), durante la cerimonia d’apertura del 14 agosto, al concerto dell’ensemble olandese «Il Parrasio», vincitore del Concorso internazionale «Giovanni Legrenzi», svoltosi, sempre a Clusone, nel 2025.
«Il concerto inaugurale del 14 agosto dedicato alla realizzazione di un vespro solenne – ha raccontato Acciai – è stato restituito in tutta la sua complessità. Per l’occasione, ho realizzato l’edizione moderna dell’opera nona di Legrenzi, concepita per la festa dell’Assunta di Bergamo. Si tratta di una composizione che prevede tre cori: due vocali e uno strumentale. Il coro strumentale era formato da due cornetti, una bombarda e due tromboni, capaci di produrre un suono maestoso e squillante e di permeare l’intera navata della chiesa. A questo, si aggiungevano otto voci solistiche, divise in due cori contrapposti, secondo l’uso veneziano dei cosiddetti “cori battenti”».
« Il concerto successivo ha visto protagonista Jean Tubéry, straordinario cornettista francese, proveniente da Lione, e il suo ensemble La Fenice a Venire, con un programma che alternava brani vocali e strumentali di Legrenzi e di altri di compositori a lui contemporanei. Il terzo concerto, “Echi di devozione” è stato affidato a Claudio Astronio, grande interprete del repertorio musicale antico, il quale ha realizzato un intrigante raffronto fra due opere vocali legrenziane: “Acclamazioni devote” ed “Echi di riverenza”. Abbiamo poi dedicato un intero programma alle “Sonate da chiesa” di Legrenzi, a cura dell’Ensemble Legrenzi, che si sta specializzando proprio in questo repertorio», prosegue il direttore artistico.
«Altri due concerti sono stati riservati a Valentina Ferrarese e all’ensemble olandese “Il Parrasio”, vincitori dei due concorsi internazionali di canto barocco e per ensembles strumentali, realizzati lo scorso anno da “Musica Mirabilis”, con lo scopo di promuovere e incoraggiare i giovani talenti musicali attivi in Italia e in ogni parte d’Europa. Un altro evento importante dell’edizione di quest’anno è stato il Convegno internazionale di studi “Il signor maestro Legrenzi, avvezzo a cose studiate e sode”, organizzato dal festival in collaborazione con la Società Italiana di Musicologia e svoltosi a Clusone nelle giornate del 26 e 27 settembre scorso, che ha permesso ad alcuni dei massimi studiosi di musica barocca, d’incontrarsi e di esporre i risultati delle loro più recenti ricerche. Come si vede, nel breve volgere di pochi di anni, “Musica Mirabilis” si è conquistata una tale rinomanza da richiamare a Clusone alcuni dei migliori interpreti sulla scena italiana e internazionale per poter eseguire la musica di Legrenzi, che altrimenti avrebbero ben poche occasioni di proporre altrove», conclude Acciai.
Gli eventi del 17 e del 24 ottobre
Il prossimo appuntamento di «Musica Mirabilis», previsto per sabato 17 ottobre, presso la Chiesa di San Defendente, sarà dedicato a Legrenzi e alla cantata barocca e vedrà protagonista il baritono Fulvio Bettini, accompagnato da Diego Cantalupi all’arciliuto e da Davide Pozzi, all’organo e al clavicembalo.
«L’appuntamento del 17 ottobre – spiega Acciai – è dedicato alla cantata barocca, genere nel quale Legrenzi è stato uno dei rappresentanti piú fulgidi e rappresentativi. In particolare, qui parliamo degli anni Settanta del XVII secolo, un periodo interessante della vita del compositore. Dopo aver iniziato la sua carriera a Bergamo e aver trascorso un periodo a Ferrara, Legrenzi si era ormai stabilito a Venezia, città dalla quale non si sarebbe più allontanato fino alla morte, avvenuta nel 1690. Qui avrebbe coronato il sogno di diventare maestro di cappella della basilica di San Marco, ricoprendo lo stesso incarico che circa quarant’anni prima era stato di Claudio Monteverdi. Il nostro compositore sorprende per la facilità melodica con la quale riveste le poesie che intona e per la straordinaria capacità di penetrare i loro significato recondito, il loro carattere psicologico. Legrenzi riesce a nobilitare questi testi attraverso una capacità espressiva e una forza di coinvolgimento dell’ascoltatore davvero impressionanti. È un programma godibilissimo, composto anche in questo caso da musiche inedite che vengono riproposte per l’occasione».
Sabato 24 ottobre sarà invece la volta de «La morte del cor penitente», eseguita presso la Chiesa del Paradiso dal Collegium vocale et instrumentale «Nova Ars Cantandi», con Ivana Valotti all’organo e al clavicembalo. Il tutto sarà diretto da Giovanni Acciai, che ci ha parlato di quest’opera. «Il 24 ottobre chiuderemo il festival con la stessa solennità con la quale lo abbiamo inaugurato il 14 agosto, eseguendo “La morte del cor penitente”, oratorio composto da Legrenzi a Venezia nel 1671 e rimasto negletto al pubblico per moltissimi anni. Si tratta del terzo degli otto oratori che Legrenzi compose. Purtroppo, di queste otto opere ne sono giunte fino a noi soltanto tre. Tra queste c’è “La vendita del cuore umano”, che abbiamo eseguito lo scorso anno. “La morte del cor penitente” è il più ampio e impressionante dei tre oratori superstiti, sia per i temi affrontati sia per la struttura musicale e drammatica. È un’opera caratterizzata da una forte tensione morale che affronta con notevole valore letterario, alcuni dei temi centrali della spiritualità cattolica dell’epoca della Controriforma: la trasformazione interiore del peccatore e la sua redenzione. L’opera si sviluppa in due parti. Nella prima, il peccatore prende coscienza delle proprie colpe e dell’offesa arrecata a Dio attraverso la sua vita dedita al peccato; nella seconda, tramite una rappresentazione metaforica, arriva a uccidere il proprio cuore per redimersi e per ritrovare la comunione con Dio».
Il lavoro di ricostruzione delle opere e il riconoscimento internazionale
L’unicità di «Musica Mirabilis», in grado di rendere Clusone un centro d’interesse internazionale nell’ambito della musica del Seicento italiano ed europeo, risiede nel lavoro di ricostruzione musicale. Il maestro Giovanni Acciai, ha lavorato per riproporre alcune delle opere di Legrenzi e ci ha spiegato cosa significa riportare a nuova vita questo genere di composizioni. «Per comprendere la complessità del lavoro bisogna ricordare che, all’epoca di Legrenzi, le musiche non venivano scritte nella forma della partitura che conosciamo oggi. Si preparavano invece tante parti separate quanti erano gli esecutori, vocali o strumentali, come avviene ancora oggi per alcuni ensemble di musica da camera. Per ricostruire, ad esempio, un’opera a quattro voci e basso continuo, bisogna prendere le singole parti, ricomporle in una partitura d’insieme, così da poter avere una visione complessiva del brano.
È un lavoro lungo, anche se non particolarmente difficile per chi possiede le competenze necessarie. Insegno paleografia musicale al Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano, quindi è il mio campo, ma resta un’attività impegnativa poiché il solo mettere insieme le parti non basta. Bisogna individuare eventuali errori, collocare correttamente i testi poetici sotto le note e affrontare tutti i problemi legati alla restituzione critica e filologica del materiale musicale preso in considerazione. È un lavoro che abbiamo fatto finora e continuiamo a fare, proprio per offrire in ogni edizione di “Musica Mirabilis” opere inedite di Giovanni Legrenzi».
Grazie all’impegno dimostrato dall’amministrazione comunale di Clusone e dalla direzione artistica, sono arrivati riscontri a livello internazionale, cosa che rende Clusone ancor più centrale nel panorama culturale della Val Seriana e della provincia di Bergamo.
«Il lavoro fin qui svolto – prosegue Acciai – è stato notato in Europa e “Musica Mirabilis” è entrato nel REMA – Early Music in Europe, la Rete europea della musica antica, che riunisce alcuni dei più importanti festival europei e internazionali. Si tratta di una rete alla quale non si accede facilmente: per noi è stato un riconoscimento importante, arrivato dopo appena tre anni di attività. Come ho già detto, lo scorso anno, “Musica Mirabilis” ha promosso due concorsi internazionali per giovani talenti musicali: un’iniziativa che è stata giudicata in maniera positiva dagli interessati. I concorsi erano dedicati al canto barocco e agli ensemble strumentali, due ambiti fondamentali della produzione di Legrenzi, oltre agli oratori e ai drammi per musica».
Informazioni utili
L’esecuzione di «Legrenzi e la cantata barocca», presso la Chiesa di San Defendente, via San Defendente a Clusone è prevista per sabato 17 ottobre a partire dalle ore 20.45. L’evento finale della manifestazione, ovvero «La morte del cor penitente» si terrà, invece, sabato 24 ottobre, alle ore 20.45 presso la Chiesa del Paradiso, in Piazza del Paradiso, a Clusone. Entrambi gli eventi sono a ingresso gratuito
«Musica Mirabilis» è una manifestazione promossa dal Comune di Clusone e da Nova Ars Cantandi; essa è realizzata con il contributo di Regione Lombardia e Provincia di Bergamo e con il supporto di Fondazione BCC Milano. Membro di REMA - Early Music in Europe, ha il patrocinio delle Città di Bergamo, di Ferrara, di Venezia e della Fondazione MIA.
Tutte le foto sono di Matteo Gambarini
