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Chiese contemporanee a Bergamo che devi conoscere

Guida. Un itinerario lontano dai non-luoghi e vicino allo spirito e alla grande architettura

Lettura 6 min.

Bergamo e la sua provincia pullulano di chiese contemporanee. Che non dobbiamo guardare semplicemente come architetture. Progettare una chiesa significa infatti incrociare un complesso di fattori: identitร , riconoscibilitร , misticismo, accoglienza, comunitร . E se le architetture ecclesiastiche storiche erano ormai familiari e rassicuranti, nel mondo che cambia rapidamente le sperimentazioni contemporanee sono sempre molto controverse.
Perchรฉ una chiesa non puรฒ rischiare di essere un non-luogo, deve sempre avere un significato preciso allโ€™interno di un territorio e di una comunitร .

In compagnia di don Giuliano Zanchi vi proponiamo un itinerario tra le โ€œcattedraliโ€ contemporanee di Bergamo e provincia che sembrano aver vinto la sfida. Quale? Quella, assai difficile, di reimmaginare il luogo sacro dentro le nuove coordinate del presente.
Zanchi รจ segretario generale della Fondazione Adriano Bernareggi e autore di diversi volumi sul tema del rapporto tra architettura, arte e liturgia.
Insomma, la guida ideale per questo nostro viaggio. Prima perรฒ cerchiamo di capirci di piรน.

Che cosa si intende per chiese contemporanee

โ€œLo spartiacque รจ il 1965, anno in cui si รจ concluso il Concilio Vaticano II dando il via a una nuova fase che รจ ancora oggi in corso. Le nuove chiese sono comprensibili allโ€™interno di quel clima di trasformazioni epocaliโ€. รˆ da questo momento che la chiesa cerca di confrontarsi, per capire quale รจ il suo ruolo nel presente e le nuove forme che deve assumere. Anche la liturgia cambia e i nostri nonni lo scoprono perchรฉ alla messa domenicale le cose erano diverse.

โ€œDopo il Concilio ha subito preso il via un processo di adeguamento liturgico delle chiese storiche, condotto tuttavia in maniera arrembante, caso per caso, senza un modello condiviso e senza troppa alfabetizzazione sul tema. Dallโ€™altra parte, questo avveniva in anni in cui le cittร  si stavano trasformando in modo repentino e profondoโ€.
Insomma nascono le grandi periferie, lโ€™urbanistica e le condizioni sociali chiedono la costruzione di tante chiese nuove. Sono le cosiddette chiese contemporanee, che avevano il compito di confrontarsi con una liturgia nuova โ€œma anche con un architettura nuova, nata fuori dai cortili religiosi, non piรน familiarizzata con i temi della chiesa, ormai abituata ad essere laicaโ€.

Questa difficoltร  continua a perdurare. โ€œPer lโ€™architettura lโ€™applicazione al tema sacro รจ del tutto marginale. Le grandi opere architettoniche oggi si esercitano sui grandi musei e i grandi auditorium, ossia su quei grandi edifici civili che esprimono quelle attivitร  che di fatto hanno ereditato nella societร  la qualitร  spirituale che un tempo era della religioneโ€. Quando oggi lโ€™architetto si trova a progettare una chiesa รจ consapevole il piรน delle volte di fare una cosa un poโ€™ โ€œesoticaโ€. E la committenza stessa spesso non riesce ad essere chiara, esprimendo criteri diversi, non sempre convergenti.

Lโ€™edificio chiesa รจ e deve essere, anche visivamente, immagine di un modello di Chiesa in generale. E se le capitali storiche di questi decenni di sperimentazioni in Italia sono state Roma, Bologna, Milano e Torino, โ€œanche Bergamo nel suo piccolo ha saputo produrre esperienze magari precoci, ma per lo piรน corrispondenti alla nascita di nuovi quartieri della cittร โ€.

Ecco dunque le 6 chiese contemporanee bergamasche da conoscere.

Chiesa ipogea del Seminario Vescovile di Bergamo

Vittorio Sonzogni, 1967

โ€œCon il suo sapore contemporaneo ma un calore ecclesiale molto tangibile, รจ quella che piรน di tutte รจ riuscita a incarnare lo spirito del post Concilio, creando uno spazio assembleare che funziona: quando si รจ dentro, si percepisce il clima di un momento gioioso e pieno di slancio della Chiesaโ€.

E cโ€™รจ davvero una grande sapienza dei materiali: โ€œlโ€™idea del cemento a vista, tipica di quegli anni, con la sua autosufficienza anche decorativa; lโ€™aula costruita come un grande spazio unico in cui la scelta รจ di far โ€˜cantareโ€™ il legno con il cemento; il grande altare che รจ un oggetto davvero solenne e persuasivo, non come gli altarini posticci che vediamo in tante chieseโ€. E poi il bellissimo Crocifisso di Erminio Maffioletti, โ€œuna piรน belle opere arte sacra contemporanea che abbiamoโ€.

Chiesa della Beata Vergine Immacolata, Longuelo

Pino Pizzigoni, 1965

โ€œAncor oggi controversa, รจ la chiesa che forse piรน di tutte subisce gli effetti del senso comune riguardo alla chiesa contemporaneaโ€. Difatti le persone quando si danno appuntamento lรฌ, dicono โ€œci troviamo davanti alla chiesa brutta di Longueloโ€.

In realtร  รจ ritenuta da tutti il vero gioiello architettonico di matrice ecclesiastica dei primi tempi dellโ€™applicazione del Concilio. Pizzigoni, โ€œin quel momento lโ€™architetto piรน colto, rappresentativo e ricco di relazioni internazionali della cittร โ€, sperimenta con audacia e si inventa una specie di tenda di cemento poggiata per terra, che per le tecniche del tempo diventa anche una sfida ingegneristica.

Il tentativo รจ di dare allโ€™edificio chiesa il compito di rappresentare โ€œun modello di Chiesa contemporanea che cammina dentro la storia, attingendo al modello biblico dellโ€™Esodoโ€. Allโ€™interno, Pizzigoni rinuncia a caratterizzare lโ€™edificio con gli elementi tradizionali che identificano una chiesa, creando una sorta di caverna che รจ tutta una modulazione di curve โ€œsu cui gioca la luce, che รจ il vero elemento mistico e religiosoโ€.

Chiesa San Pio X, Celadina

Sandro Angelini, 1959

Nata alla periferia della cittร  , รจ un progetto architettonico non cosรฌ ardito come quello di Longuelo. โ€œMantiene una conformazione piรน riconoscibile, ma tutta giocata sullo spigolo dentro il quale si apre lโ€™ingresso e sul cemento che diventa anche elemento di decorazione scultoreaโ€.

Per i bergamaschi questa chiesa era la piccola Sistina di Bergamo, perchรฉ racchiude lo stato dellโ€™arte sacra in cittร  negli anni Sessanta grazie alle opere di tre artisti protagonisti di quella stagione: โ€œle vetrate di Normanni, la Via Crucis di Cornali e il Crocifisso di Maffiolettiโ€.

Centro Pastorale Giovanni XXIII, Paderno di Seriate

Mario Botta, 2004

โ€œMario Botta rappresenta la transizione dellโ€™architettura negli anni Ottanta: il tramonto dellโ€™โ€™imperoโ€™ del razionalismo e lโ€™approdo allโ€™architettura postmoderna, che rifiuta la severitร  geometrica e comincia a ripescare i modelli del passatoโ€. Alla base lโ€™idea che lโ€™architettura non debba solo esaudire delle funzioni ma anche servire unโ€™estetica.

Dal punto di vista dellโ€™architettura ecclesiastica, Botta h introdotto novitร  che fin dal principio convincono. Si fa interprete del bisogno della Chiesa di riacquistare espressioni specifiche di identitร , dopo tante chiese costruite per dissimularsi nel paesaggio urbano. โ€œLa chiesa di Seriate riesce a riqualificare e ridisegnare una zona urbana degradata, priva di riferimenti, e dal punto di vista architettonico รจ di grande qualitร . Lโ€™interno รจ piรน timido, con un aspetto liturgico molto convenzionale in una pianta che avrebbe fatto sperare di piรนโ€.

I materiali, poi, sono una cifra di Botta: archiviato il cemento, tutto รจ rivestito di Rosso di Verona, legni con una pelle di oro zecchino, grandi lucernari. โ€œรˆ una memoria romanica e bizantina, spesso criticata perchรฉ costosa. Ma ci sono cose meno appariscenti che pure costano di piรน. รˆ una chiesa di cui possiamo vantarciโ€.

Chiesa San Giovanni XXIII (Ospedale di Bergamo)

2014, Aymeric Zublena, Pippo e Ferdinando Traversi

โ€œUna difficoltร  che ancora oggi accompagna il rapporto tra architettura e liturgia รจ la sostanziale idiosincrasia dellโ€™architetto nei confronti delle arti plasticheโ€. Lโ€™architetto concepisce la propria architettura come โ€œunโ€™opera dโ€™arte giganteโ€.

Di solito una chiesa nuova รจ pensata prevalentemente nella sua natura di architettura e solo in un secondo momento si decide di inserire lโ€™arte. In questo caso, invece, parliamo di una chiesa โ€œcon un forte significato civile, decisamente contemporanea, ma molto sobria, misurata, che non vuole svettare ma si abbassa come a incarnare una sorta di servizio spirituale custodito in modo non troppo visibileโ€. La cosa interessante รจ che รจ nata sin dallโ€™inizio insieme agli interventi degli artisti, cosรฌ che opere dโ€™arte e aspetto strutturale quasi si confondono: le pareti sono opera di Stefano Arienti, le vetrate di Andrea Mastrovito sono parte della struttura absidale, e cosรฌ anche per la via crucis di Ferdinando Ferrario.

Qui lโ€™arte contemporanea โ€œรจ riuscita a interpretare i bisogni della liturgia in modo non provocatorio ma persuasivo e adeguato, senza perdere il senso di una tradizione anche iconografica, illustrativa didattica, che nelle chiese cโ€™รจ sempre statoโ€. Ed รจ una mancanza che di solito si rimprovera allโ€™arte e allโ€™architettura sacra contemporanea. โ€œSi tratta di un progetto che resta per la cittร  un valore che va al di lร  del fatto che si tratti di una nuova chiesaโ€.

Nuova chiesa e centro pastorale di Cavernago

Paolo Belloni, 2018

Foto Filippo Romano

In uno scenario di cambiamenti urbanistici e di accorpamento delle parrocchie del territorio, la costruzione di questa chiesa in parte asseconda le trasformazioni umane del territorio. รˆ un centro pastorale, una specie edificio polifunzionale e uno spazio di riferimento che fa da centro di un insediamento urbano in espansione. โ€œCโ€™รจ lโ€™idea che un edificio ecclesiastico debba avere un suo carattere pur senza essere unโ€™architettura pletorica e monumentale. Si ha da subito la sensazione di una differenza qualitativa che รจ indice del tema spiritualeโ€.

Allโ€™interno, la luce proveniente da cannoni architettonici รจ lโ€™amalgama principale di una bella assemblea. Come nel caso della chiesa dellโ€™Ospedale, gli interventi artistici di Gianriccardo Piccoli sono stati pensati da subito con lโ€™architettura stessa: โ€œlโ€™immagine mariana, le quattordici garze della Via crucis, non disposte nel solito itinerario lungo la navata ma concentrate in un unico punto in fondo alla chiesa pensato come spazio riservato alla devozione, il tabernacolo in vetro e lโ€™affascinante, cielo stellato con lโ€™invenzione della grande parete dove i genitori a graffito possono scrivere il nome del loro bimbo e la data del Battesimoโ€.