Esistono molti modi di interpretare il mondo del cinema. C’è chi approccia unicamente le nuove produzioni delle grandi case, c’è chi lo vede solo come un passatempo per i momenti di noia e poi ci sono loro, gli appassionati. Persone che il cinema lo vivono come un’unica grande epopea riconoscendo e apprezzando attori, registi e case di produzione. Alle volte con la stessa ricercatezza con cui un sommelier degusta un vino raro, altre volte semplicemente godendosi una pellicola di bassa qualità ma «sincera». Per queste persone, sabato 12 e domenica 13 settembre il Daste diventerà una seconda casa grazie a «Cinemarcord» , una convention dedicata al mondo del cinema con mostra mercato, presentazione ed incontri con autori, musicisti ed attori.
Il programma di sabato
I cancelli del Daste si apriranno a mezzogiorno di sabato 12 settembre, orario in cui si attiverà la mostra mercato. Alle 13 avrà luogo la presentazione della galleria d’arte «Cosmorama» di Bergamo e della mostra dedicata a Marilyn Monroe, mentre alle 14 sarà la volta della presentazione dei libri «Firenze. Ciak si uccide! Il ‘Mostro’ sul grande e piccolo schermo» e «L’inferno sullo schermo – Il cinema di Josè Mojica Marins» (Shatter Edizioni) con gli autori Massimo Moscati e Fabio Zanello.
Si continua poi alle 15 con la presentazione dell’autobiografia «Orchidea De Santis …e non è un nome d’arte» (Bloodbuster Edizioni), a cui parteciperanno Orchidea De Santis e Antonio Tentori. Alle 17 ci sarà l’incontro con Urs Althaus, interprete del personaggio di Aristoteles da «L’allenatore nel pallone». Alle 18 verrà presentata l’edizione homevideo del film «Buio Omega» di Joe D’Amato alla presenza della protagonista Cinzia Monreale. Alle 20, ovvero l’orario di chiusura della mostra mercato, ci sarà la presentazione dei libri «Gli animali sognavano Fellini» e «Il cinema di Antonio Pietrangeli». Il sabato di «Cinemarcord» continuerà anche la sera con «Cinemarcord by night», un format in cui verranno presentati, a partire dalle 21:30, quattro film italiani moderni in linea con la selezione di CInemarcord, ovvero: «Kopis» di Lorenzo Lepori (2025), «La notte degli assassini» di Nico Parente e Antonio Tentori (2026), «Stranotrofio» di Alberto Genovese (2026) e «Ranbo 0» di Piero Galli (2026)
Domenica 13 settembre
La seconda giornata vedrà le porte della mostra mercato aprirsi alle 10 con il primo evento, l’incontro con la band «Calibro 35», previsto per le 11. Dalle 13 seguiranno invece le presentazioni. Sarà prima la volta dei libri «Fernando Di Leo – Sono un cinico che ha fede in quello che fa» e «Un’ombra nell’ombra» di Pier Carpi (Agenzia Alcatraz) con Davide Pulici e Max Baroni, per poi passare alle 14 a «Come lo feci» pubblicazione del diario di Victor Frankenstein dal film «Frankenstein Junior» presentato dall’illustratore del volume Davide Scianca. Alle 15 si passerà a «Fantozzi un mito italiano», libro celebrativo sul ragioniere più amato d’Italia e, a seguire, si rimarrà sempre in tema Fantozzi con la presentazione del vinile «Il secondo tragico Fantozzi» in presenza di Bixio degli autori Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera.
Dalle 17 verranno infine presentati i libri «Altrimenti ci cloniamo – Il cinema che copia Bud Spencer e Terence Hill» dagli autori Andrea K. Lanza e Domenico Maria Burzi insieme al regista, sceneggiatore e autore RAI Luca Rea e «La sinfonia delle emozioni», con gli autori Massimo Privitera e Daniela Bocconi moderati dalla giornalista Michela Gattermayer. Il gran finale della manifestazione sarà però alle 21:30, orario in cui il regista, produttore e sceneggiatore Ciro Ippolito incontrerà il pubblico prima della proiezione del film «Arrapaho» del 1984
L’intervista all’organizzatore Daniele Magni
L’edizione del 2026 di «Cinemarcord» ha tutte le carte in regola per trasformare Bergamo, almeno per un fine settimana, nella capitale della controcultura cinematografica che risponde ai blockbuster internazionali con il cinema autoriale nato “dal basso” e incentrato sul dialogo con il pubblico. Per capire meglio il processo che ha portato alla nascita di questa manifestazione abbiamo parlato con Daniele Magni, co-fondatore di Bloodbuster, il negozio milanese che organizza l’evento.
GT: Partiamo da Bloodbuster. Come nasce il negozio?
DM: Bloodbuster nasce nel 1999 da un’intuizione, ma anche dalla constatazione di una mancanza. All’epoca esistevano ancora le videoteche, ma non c’era uno spazio specificamente dedicato al cinema di genere e, soprattutto, alla ricerca della “chicca”. Noi ci siamo inseriti proprio in quella nicchia. Nel corso degli anni le videoteche generaliste sono state progressivamente sostituite dallo streaming e da altri formati, mentre Bloodbuster, basando la propria attività essenzialmente sul collezionismo, è ancora qui e direi che è piuttosto fiorente. Il negozio si trova in via Panfilo Castaldi 21, a Milano, e raccoglie tutto ciò che riguarda il cinema: film su qualsiasi supporto, dai DVD alle videocassette fino ai Super 8, poster e manifesti, sia originali sia riprodotti, colonne sonore in vinile e CD, qualche musicassetta, action figure e memorabilia di vario genere.
GT:Da questa esperienza nasce anche Cinemarcord. Come?
DM: Siamo degli irrequieti: fare soltanto attività di negozio, alla lunga, può diventare un po’ noioso. Nel 2005 siamo diventati anche editori e abbiamo iniziato a pubblicare libri sul cinema, sempre con una particolare attenzione al genere. All’inizio erano scritti da noi, poi abbiamo iniziato a pubblicare le memorie di registi e attori e, più recentemente, anche libri fotografici con immagini ritrovate sui set. Abbiamo inoltre realizzato volumi dedicati a generi, sottogeneri o singoli film. Poi ci siamo accorti di un’altra mancanza. Io sono appassionato di fumetti e musica e ho sempre frequentato le convention dedicate a questi mondi. Mi sono chiesto: «perché non esiste una vera fiera specializzata nel collezionismo cinematografico?».
Così abbiamo provato a colmare quella lacuna. Le prime edizioni erano abbastanza piccole e si tenevano al Museo del Manifesto Cinematografico di via Gluck, a Milano, che purtroppo oggi non esiste più. In seguito abbiamo realizzato un’edizione molto più grande, per i vent’anni di attività del negozio, ai Frigoriferi Milanesi. Oggi la manifestazione si è ridimensionata e da tre edizioni ci siamo spostati al Daste di Bergamo, un’ex centrale elettrica completamente ristrutturata. È una struttura ideale perché permette di avere uno spazio ampio per la mostra mercato, un bistrot e una sala per gli incontri. E poi c’è il cinema. All’interno del Daste si trova lo Schermo Bianco, una sala cinematografica autonoma che ospiterà il gran finale di Cinemarcord.
GT: Una delle cose che colpisce maggiormente, frequentando la manifestazione, è il pubblico. Esiste davvero una platea per una fiera così specifica?
DM:Basta guardare le code ai firmacopie. L’anno scorso, per esempio, avevamo Luigi Cozzi come ospite, un nome che spesso gira per fiere ed eventi, e non mi aspettavo un riscontro enorme. Invece c’erano delle code interminabili. Il pubblico c’è e ogni anno aumenta. Non arriva soltanto da Milano, Bergamo o Roma, ma da tutta Italia. L’anno scorso, addirittura, c’era una persona che veniva da Miami e che torna ogni anno.
GT: E perché affrontare un viaggio del genere?
DM: Perché l’ingresso alla fiera è completamente gratuito. In America sono abituati a pagare l’ingresso alle manifestazioni di questo tipo, così come a pagare gli autografi e le fotografie. Questa persona mi ha detto che prende un volo per venire in Italia, trova un posto economico dove dormire e poi ha due giornate piene a disposizione, con ingressi, autografi, fotografie e incontri completamente gratuiti.
GT: «Cinemarcord», per quanto legata per certi versi all’ambiente del collezionismo vintage, sembra rappresentare un modo diverso di coltivare la propria passione per il cinema e la propria cultura cinematografica. Cosa ne pensa?
DM: È chiaro che la componente vintage ha il suo fascino, ma negli ultimi anni, con questa idea che il supporto fisico debba sparire e che tutto debba essere trasferito online e in streaming, alla fine la gente si è un po’ stufata. Credo che dipenda anche dalla riproposizione di cliché che hanno appiattito il mercato cinematografico, ed è una cosa preoccupante. Se pensi ai decenni precedenti, gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta avevano ciascuno la propria musica, i propri vestiti, la propria architettura, il proprio cinema, la propria letteratura. Erano decenni immediatamente riconoscibili, mentre ora si tende alla standardizzazione. Forse ormai sono anziano e la vedo così, però mi sembra che si sia persa innanzitutto la creatività e poi anche il gusto. Secondo me ha avuto un peso enorme la scomparsa della figura del produttore: quello che metteva i soldi di tasca propria ed era appassionato di cinema. Cinemarcord serve anche a ricordare questo modo di fare cinema. Probabilmente siamo ormai oltre una linea di confine e non ci sarà un ritorno indietro. Ma noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di essere una nicchia che va contro tutto questo preservando il supporto fisico e soprattutto preservando la memoria. Perché continuiamo a perdere memoria, e questo è uno dei problemi.
Informazioni
«Cinemarcord» è un evento realizzato da Bloodbuster che si svolgerà sabato 12 e domenica 13 al Daste di via Daste e Spalenga 15 a Bergamo. L’ingresso alla manifestazione e alle presentazioni è gratuito. L’incontro con il regista Ciro Ippolito con visione del film «Arrapaho» avrà invece un costo di 3,50 euro ed è consigliata la prenotazione per via del numero limitato di posti.
Per maggiori informazioni, visitare i canali social di Bloodbuster, di Daste o il sito.
