< Home

Da Oriente ad Occidente, il nuovo viaggio del «Festival Pianistico di Brescia e Bergamo»

Articolo. Dal 27 aprile al 27 novembre torna a Bergamo la kermesse internazionale dedicata al pianoforte. Un dialogo che abbraccia tradizione, contemporaneità e inclusione

Lettura 6 min.
Ian Lisiecki (Foto di Stefano Galuzzi)

Tempo di primavera, tempo di bellezza: ancora una volta, Bergamo si fa centro della grande musica con interpreti di fama internazionale, aperti al dialogo tra est e ovest. Il 63esimo «Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo», in programma dal 27 aprile al 27 novembre, si intitola «Oriente&Occidente - da Chopin ad Arvo Pärt». Al centro di questa nuova edizione ci sono i protagonisti dell’Europa orientale e dei Paesi slavi: accanto ai nomi straordinari di Čajkovskij, Rachmaninov, Prokof’ev, Šostakovič e Skrjabin, il pubblico incontrerà infatti le note e le voci di Bartók, Dvořák, Janáček e Arvo Pärt, attraverso un percorso che abbraccia tradizione e contemporaneità.

Anche quest’anno, i grandi protagonisti non mancheranno: sui palcoscenici bresciani (Teatro Grande e, da quest’anno, anche il Teatro Sociale) e bergamaschi (Teatro Donizetti e Teatro Sociale) si alterneranno musicisti di fama mondiale, come Grigory Sokolov, Mikhail Pletnëv, Jan Lisiecki, Lilya Zilberstein, oltre alla presenza di giovani talenti proposti dal festival. Ma cosa accomuna l’orizzonte sonoro dei due protagonisti della nuova edizione, Arvo Pärt e il «poeta del pianoforte» Frédéric Chopin? La risposta è di Pier Carlo Orizio, direttore artistico del festival: «La seconda tappa del nostro itinerario prevede uno sguardo sull’est d’Europa. Ritroveremo i volti familiari di molti compositori. Arvo Pärt, che è stato protagonista insieme a Beethoven del 44esimo festival, è tra i compositori viventi più eseguiti e amati dal pubblico. Di Chopin, in programma anche la scorsa edizione per via dei suoi trascorsi in terra di Spagna, riscopriremo le origini polacche. Pur avendo vissuto gran parte della sua vita in Francia, o forse proprio per questo, la musica di Chopin è pervasa da un sentimento di nostalgia verso una patria lontana e immensamente amata. È un sentimento comune a molti grandi compositori di area slava che si traduce in una “tinta musicale” (usando un’espressione cara a Giuseppe Verdi) che sembra accomunare Čajkovskij a Dvořák, Musorgskij a Rimskij-Korsakov»

L’omaggio a Gianandrea Gavazzeni

Gli omaggi all’interno del festival non si limiteranno ai protagonisti dell’est Europa. Il 2026 rappresenta un anniversario importante, ovvero il trentennale della scomparsa del grande direttore d’orchestra, compositore e musicologo bergamasco Gianandrea Gavazzeni, ricordato nella seconda parte del progetto «Vite Parallele».

Il Maestro Gavazzeni fu ospite del «Festival Pianistico» in due occasioni (nel 1990 e nel 1991) esibendosi con la Sinfonia Varsovia tra Brescia e Bergamo «ecco dunque spiegato il significato del ritorno dell’orchestra nella programmazione di questa edizione», spiega la presidente Daniela Gennaro Guadalupi. L’omaggio a Gavazzeni proseguirà il 29 maggio con il concerto dell’Orchestra inclusiva La Nota in più che aprirà il programma con un brano scritto proprio dal maestro. Da segnalare la forte collaborazione, proprio per questo progetto, del festival con la Fondazione Teatro Donizetti e la Fondazione Polli Stoppani, enti organizzatori di una rassegna dedicata a Gianandrea Gavazzeni che durerà tutto l’anno.

I grandi ospiti del festival a Bergamo

La 63esima edizione avrà inizio martedì 28 aprile al Teatro Donizetti con la pianista Eva Gevorgyan e l’Armenian National Philharmonic Orchestra diretta da Eduard Topchjan, in un programma dedicato a Chačaturjan, Čajkovskij e Šostakovic. A Bergamo ci saranno anche il pianista Jan Lisiecki , che porterà al festival il suo nuovo programma «World (of) Dance» il 26 maggio, e Mikhail Pletnëv assieme all’orchestra dei Pomeriggi Musicali con la quale eseguirà il «Concerto no.2 per pianoforte e orchestra» di Rachmaninov. Un felice ritorno sarà quello di Lilya Zilberstein , che sarà al Donizetti il prossimo 7 maggio.

Ritorni, ma anche tradizioni: anche quest’anno, il 18 maggio, sarà ospite Grigory Sokolov – ormai affezionato artista “di casa” del festival – con un programma diviso tra Schubert e Beethoven, mentre tra i debutti figura quello del pianista uzbeko Behzod Abduraimov , vincitore del «London International Piano Competition», con un programma dedicato a Debussy, Stravinskij e Musorgskij il 31 maggio al Donizetti. Al fianco dei grandi e consolidati interpreti di fama internazionale, il «Festival Pianistico» si aprirà ai giovani talenti, offrendo loro spazio a debutti e nuove collaborazioni: è questo infatti il caso di Sophia Liu , pianista cinese classe 2008, che debutterà al Donizetti con la Sinfonia Varsovia diretta da Pier Carlo Orizio, con in programma la «Ciaccona» di Penderecki, il «Secondo Concerto» di Chopin, «Orient and Occident» di Pärt e la «Sinfonia n.2» di Beethoven.

Tra gli altri protagonisti ci saranno il pianista franco-canadese Louis Lortie , con un programma interamente dedicato a Chopin, ospite del Donizetti il 3 maggio; Alexander Gadjiev (vincitore del secondo premio al «Concorso Chopin» di Varsavia e del «Sydney International Piano Competition») ospite il 4 giugno, e infine il violoncellista Ettore Pagano diretto da Pier Carlo Orizio con l’Armenian National Philharmonic Orchestra il 30 aprile al Donizetti di Bergamo. Negli appuntamenti fuori abbonamento in programma al Donizetti un grande evento sarà quello del prossimo 23 maggio nel quale sarà ospite Sir Antonio Pappano alla direzione dell’Orchestra Giovanile Italiana con solista il pianista Alexander Lonquich. Pappano, ospite del festival l’ultima volta nel 2013 assieme alla London Symphony Orchestra, ritornerà sul podio bergamasco proponendo al pubblico due capolavori: il «Primo Concerto op. 15 per pianoforte e orchestra» di Brahms e la «Quinta Sinfonia» di Šostakovič. Quest’ultima opera, certamente la più nota tra le sinfonie dell’autore russo, si collega al tema dell’edizione, concentrata proprio sul dialogo tra l’Oriente e l’Occidente.

Dopo la pausa estiva, un ultimo appuntamento chiuderà la stagione del teatro bergamasco: l’8 settembre sarà ospite Yuja Wang , talento internazionale e tra i nomi più acclamati della scena mondiale che sarà accompagnata dalla Mahler Chamber Orchestra con la quale eseguirà il «Concerto per pianoforte» di Barber e il «Concerto n.3» di Prokof’ev.

L’Orchestra La Nota in più in concerto

Tra gli appuntamenti fuori abbonamento che impreziosiranno la programmazione quello del 29 maggio è tra i più significativi: sul palco del Teatro Donizetti salirà infatti l’orchestra La Nota in più, parte di un progetto di musicoterapia orchestrale nato nel 2004 rivolto a bambini e giovani con autismo e disabilità cognitiva, promosso dall’associazione Spazio Autismo Bergamo APS in collaborazione con il Centro Spazio Autismo e con il sostegno del Comune di Bergamo.

Riconosciuta come una delle esperienze più significative nell’ambito italiano per quanto riguarda l’inclusione sociale, La Nota in Più rappresenta un esempio di come la pratica orchestrale possa diventare strumento di crescita, socialità e partecipazione. Il programma del concerto nasce come un viaggio che parte da Bergamo e si apre verso l’Europa dell’est: prende avvio da una Bergamo dei ricordi e dei suoi paesaggi, con Gianandrea Gavazzeni e il suo «Cinquandò», passando per Gaetano Donizetti e «L’elisir d’amore», proseguendo con Giuseppe Verdi con il preludio da «Un ballo in maschera», il celebre brindisi da «La traviata» e le suggestioni di «Aida». Per poi aprirsi al repertorio internazionale: con «La Moldava» di Bedřich Smetana, un fiume musicale che nasce da piccole sorgenti e diventa simbolo di un popolo, con Igor Stravinskij e «L’uccello di fuoco» e con Modest Musorgskij e «Una notte sul Monte Calvo».

«Festival e Dintorni» e la rassegna «Uno sguardo al presente»

La bellezza della musica, a Bergamo, non si limiterà esclusivamente alla città, ma abbraccerà il territorio, proponendo sette concerti diffusi nella provincia. Per l’edizione 2026 della rassegna «Festival e Dintorni» molti sono i nomi che saranno protagonisti in diverse location nel territorio bergamasco: ad aprire la rassegna sarà Daniele Martinelli (sabato 9 maggio, presso la Sala Testori a Vertova) con brani di Čajkovskij, Prokof’ev e Skrjabin. Lunedì 11 maggio presso l’Auditorium Modernissimo di Nembro sarà ospite il giovane Anton Gerzenberg con un viaggio musicale sulle note di Beethoven, Szymanowski, Rachmaninov, Čajkovskij, Ravel, oltre al virtuosistico «Islamey» di Balakirev. Si proseguirà il 15 maggio al CineTeatro Sorriso di Gorle con Giuseppe Albanese (musiche di Skrjabin, Bartók, Prokof’ev e Chopin); il 20 maggio sarà il turno di Josef Mossali presso la Sala della Comunità di Osio Sotto, con in programma brani di Rachmaninov, Chopin, Brahms, Balakirev e Liszt. Si continuerà il 21 maggio con Leonora Armellini all’Auditorium Mozzoni di Mozzo (musiche di Chopin e Prokof’ev); il 22 maggio il pianista e compositore Gabriele Baldocci al Teatro del Casinò di San Pellegrino Terme. Concluderà la rassegna, il 13 giugno nell’ex Monastero di Valmarina nel Parco dei Colli di Bergamo il pianista Elia Cecino , con brani di Beethoven, Liszt e Chopin.

In collaborazione con il Politecnico delle Arti di Bergamo proseguirà, anche quest’anno, il progetto triennale «Uno sguardo al presente» dedicato al dialogo con la contemporaneità, in un ciclo di tre concerti che coinvolgeranno docenti e alunni del Politecnico bergamasco. I programmi intersecheranno autori contemporanei e il repertorio slavo e russo dell’Ottocento e del Novecento. Compositrice in residence di questa edizione sarà la rumena Diana Rotaru, la quale sarà ospite in Sala Tremaglia del Teatro Donizetti l’11 giugno. Nel concerto Massimiliano Motterle eseguirà una nuova composizione della Rotaru in prima assoluta, oltre a brani di Luca Brembilla (allievo di composizione del Politecnico delle Arti, proposta sempre in prima esecuzione assoluta), Gubajdulina, Skrjabin, Rachmaninov e Pärt.

Il 12 giugno la Sala Tremaglia ospiterà altri due appuntamenti: alle 18 le pianiste Marta Gianola e Roberta Vorzitelli proporranno un programma composto da musiche di Kurtág, Bartók, Ligeti, Rotaru, Pärt, Kapustin e Rachmaninov. A seguire, alle 20, avrà luogo il recital delle pianiste Aurora Avveduto e Elena Campiotti, le quali proporranno brani di Skrjabin, Sylvestrov, Rotaru, Ligeti, Bartók, Kurtág, Ustvolskaja.

Per il programma completo, i biglietti e tutti i dettagli è possibile consultare il sito ufficiale.

Approfondimenti