A cosa serve sapere perché i wombat (vombati) fanno la cacca a forma di cubo? La risposta istintiva sarebbe «a niente». In realtà, però, le cose stanno molto diversamente. David Hu ha vinto due Ig Nobel – i premi che ogni anno celebrano le ricerche scientifiche più bizzarre – proprio partendo da domande assurde come quella sui vombatidi (la famiglia di marsupiali australiani a cui appartengono i vombati), oppure chiedendosi quanto tempo impieghino gli animali per urinare (se proprio volete una risposta, tutte le specie sopra i tre chili ci mettono circa 21 secondi). Oggi, le sue osservazioni contribuiscono allo sviluppo di robot bio-ispirati, quei sistemi artificiali sviluppati a partire dai comportamenti delle forme di vita biologiche. Il 25 settembre, Hu sarà uno degli ospiti della «Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori» di Bergamo, e dimostrerà che anche le domande apparentemente inutili possono contribuire in modi inaspettati al progresso.
Quest’anno, l’appuntamento organizzato da «BergamoScienza» entra per la prima volta fra gli eventi associati alla Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA) and Citizens, l’iniziativa europea che vuole avvicinare il mondo della ricerca e dei ricercatori al grande pubblico. Dalle 18 alla mezzanotte di venerdì 25 settembre, il Kilometro Rosso diventerà un ponte tra l’accademia e la cittadinanza con una serie di conferenze, esperimenti, visite ai laboratori e spettacoli aperti a tutti. L’ingresso è gratuito (i dettagli sono sulla pagina web di «BergamoScienza» dedicata alla serata) e, oltre a David Hu, parteciperanno il filosofo Telmo Pievani, l’astrofisico e divulgatore scientifico Luca Perri e il cantautore Lorenzo Baglioni.
«La prima domanda che di solito facciamo quando incontriamo una persona che fa scienza, e che ci spiega la sua ricerca, è “a cosa serve?”. Ma moltissime scoperte rivoluzionarie sono nate da ricerche che, almeno all’inizio, sembravano non servire assolutamente a nulla. La scienza avanza molto spesso seguendo la curiosità, lasciando spazio al caso e anche prendendo sul serio domande apparentemente assurde », spiega Luca Perri, astrofisico e divulgatore. «La “Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori” è un’occasione per rivivere il percorso imprevedibile della scoperta, guidati da chi fa ricerca tutti i giorni. Per comprendere quanto la conoscenza, anche quando sembra lontana dal nostro quotidiano, possa essere uno strumento potente per affrontare le sfide del prossimo futuro».
Il programma della «Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori»
La serata inizierà alle 18 con un «talk» di Telmo Pievani, filosofo della scienza e presidente del Comitato Scientifico di «BergamoScienza». In «Allucinazioni reciproche. La coevoluzione tra umani e tecnologie», Pievani proverà a ribaltare una delle domande ricorrenti sull’intelligenza artificiale: siamo noi a plasmare le macchine oppure, mentre le costruiamo, sono anche loro a cambiare noi? Alle 18:30 toccherà ad Annalisa Bracco, climatologa e oceanografa del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), con «Un mare di (gu)AI»: la conferenza mostrerà come l’intelligenza artificiale possa permetterci di comprendere meglio gli ecosistemi marini e a monitorare la salute degli habitat in pericolo, come la barriera corallina. Alle 19.00, lo storico e podcaster Guido Damini tornerà, con l’incontro «Donne e uomini della ricerca: persone coi piedi ben piantati tra le nuvole», sul fil rouge dell’intera serata: le grandi scoperte spesso cominciano da domande che sembrano perfettamente inutili.
Alle 19.30 saliranno sul palco i ragazzi e le ragazze di «UniBg OnAir», la radio dell’Università di Bergamo, con «Dici a me? live: Fiducia e sfiducia», un vodcast in diretta dedicato al rapporto tra giovani, scienza e informazione. Alle 20 sarà invece il momento degli «UniBg talks like TED»: otto docenti dell’Università degli studi di Bergamo, formati dagli esperti della comunicazione dei TEDx, avranno pochi minuti ciascuno per raccontare il proprio lavoro. Alle 20.30 toccherà al «Faccia a faccia con la ricerca», una serie di interviste condotte da Chiara Galeazzi e Francesco Lancia di Radio Deejay. A raccontarsi saranno le ricercatrici e i ricercatori Sarah Songhorian, Davide Folloni e Andrea Locatelli del San Raffaele, Eleonora Fiorentini e Alessandra Bovio dell’Istituto Mario Negri, e Sebastian Birolini e Giuseppe Previtali dell’Università di Bergamo.
Intorno alle 21, la serata entrerà nel clou. Alle 21.10, l’astrofisico e divulgatore social Luca Perri guiderà «L’utilità dell’inutilità scientifica», un quiz in cui il pubblico dovrà distinguere la pura bizzarria dal genio scientifico degli Ig Nobel. Venti minuti dopo sarà invece il turno del «talk» di David Hu: matematico, ingegnere meccanico e biologo del Georgia Institute of Technology, vincitore dell’Ig Nobel nel 2015 e nel 2019, racconterà l’importanza delle ricerche – comprese quelle più strampalate – nella conferenza «How to walk on water and climb up walls» («Come camminare sull’acqua e arrampicarsi sui muri»). Alle 22.15, le formule e i teoremi della matematica si trasformeranno nelle canzoni «spaventosamente orecchiabili» di Lorenzo Baglioni e del suo «Come volevasi cantare». Dalle 23 a mezzanotte, infine, la Notte si chiuderà con il DJ set di Giulia Pedretti.
I laboratori aprono le porte
La «Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori» non si esaurirà sul palco. Dalle 18, negli spazi del Kilometro Rosso, «La scienza in diretta» permetterà ai visitatori di cimentarsi con gli esperimenti curati dall’Università Vita-Salute San Raffaele, dall’Università di Bergamo, dalla Fondazione Dalmine, dal Gruppo SIAD, dall’Istituto Mario Negri, dal Joiint Lab (il laboratorio di ricerca industriale dell’Istituto Italiano di Tecnologia e del Consorzio Intellimech), dal laboratorio sulla stampa 3D del Kilometro Rosso LisaTech e da Radio Aut. Anche in questo caso, l’accesso è libero.
Per chi desidera vedere cosa succede dietro le porte di un centro di ricerca, invece, c’è il «Meet the Science: notte al Mario Negri». Dalle 18.30 alle 21, ricercatrici e ricercatori dell’istituto accompagneranno i visitatori tra i laboratori dedicati alla ricerca sulla salute. La visita è aperta a chi ha più di dieci anni e richiede la prenotazione online. Fuori dal Kilometro Rosso, la serata continua nello stabilimento SIAD di Osio Sopra. Dalle 18:00 alle 21:30, l’evento «Il respiro della ricerca» apre al pubblico il Distretto dei Gas della Vita di SIAD, dove vengono studiate e sviluppate miscele di gas per l’industria alimentare, medicale e farmaceutica. In questo caso, l’accesso è riservato ai maggiori di 18 anni, è gratuito e richiede la prenotazione.
Verso «BergamoScienza» 2026
La Notte europea dedicata alla ricerca del 25 settembre farà da antipasto alla 24esima edizione di «BergamoScienza», in programma dall’1 all’11 ottobre. Il tema del 2026 è «Convergenze» e invita a guardare alla scienza come un terreno di collaborazione fra discipline, Paesi e istituzioni in un contesto internazionale sempre più diviso. Il programma della kermesse comprende più di 200 eventi e 35 conferenze: tra gli ospiti già annunciati ci sono Susumu Kitagawa, Premio Nobel per la Chimica 2025, l’astrofisica britannica Jocelyn Bell, scopritrice delle pulsar, il fisico Francis Halzen, protagonista di un incontro sul telescopio di neutrini del Polo Sud «IceCube», e la filosofa della scienza Sabina Leonelli, che parlerà di Big Data, ricerca e intelligenza artificiale.
Le novità non sono finite qui: a un anno dalla nascita della Fondazione «BergamoScienza» entrano fra i fondatori ABB, Fondazione Alfaparf e Fondazione Dalmine. Grande successo della nuova edizione anche tra le scuole, con più di 20mila prenotazioni: il 26 e 27 settembre, gli istituti bergamaschi diventeranno protagonisti con «La Scuola in Piazza», che porterà 56 realtà della provincia sul Sentierone di Bergamo. Il 30 settembre, il Teatro Donizetti ospiterà «Star Wars tra musica e scienza», un evento a metà tra musica e divulgazione scientifica condotto da Luca Perri e con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica di Milano.
