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Coreografie, voci e ritmi dal mondo arrivano a Bergamo con «Festival Danza Estate»

Articolo. Da domani 27 agosto prende il via la 38esima edizione del festival con 18 titoli e venti artisti che si esibiranno in tredici luoghi della città

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Smoking Rooms» di Mk Michele Di Stefano (Foto Anna Faragona)

Festival Danza Estate torna a Bergamo per la sua 38esima edizione e sceglie di farlo a partire da una parola che contiene già un movimento: soglia. È il punto in cui si arriva, ci si ferma per un momento, si decide se proseguire; può coincidere con una porta, con il margine di un luogo, con quella distanza minima che resta tra un corpo e l’altro. «Esercizi sulla soglia» prende forma proprio in questo spazio incerto e permeabile e diventa il filo che, dal 27 agosto al 13 settembre, accompagnerà il festival attraverso Bergamo.

La danza si muoverà dentro la città seguendone geografie molto diverse, entrando nei teatri e negli spazi culturali, risalendo verso le Mura, occupando un chiostro, un parco, una palestra, incontrando architetture nate per altri usi e modificandone temporaneamente la percezione. Una traiettoria costruita attraverso diciotto titoli, venti artisti e compagnie e tredici luoghi, nella quale trovano spazio alcune delle voci più riconoscibili della coreografia contemporanea insieme alla ricerca emergente e a una presenza internazionale particolarmente significativa. «Il corpo inteso come territorio aperto e poroso, capace di accogliere trasformazioni, ascolto e nuove forme di prossimità», lo definisce la direttrice artistica Flavia Vecchiarelli. Una direzione che FDE porta avanti mentre si avvicina ai quarant’anni di attività, dopo aver ricevuto nel 2025 la Civica Benemerenza del Comune di Bergamo, continuando a interrogare il rapporto tra danza, città e persone e ciò che accade quando corpi, luoghi e sguardi entrano in relazione.

Dalla street dance a Calvino

Dopo le anteprime che nei mesi scorsi hanno anticipato alcuni dei percorsi di questa edizione, il programma ufficiale prende il via giovedì 27 agosto a gres art 671 con «Manifestus» di Jacopo Jenna. In scena tre danzatori, una scrittura coreografica attraversata dalla street dance e le musiche di Bienoise, per un lavoro che mette in relazione linguaggi e immaginari provenienti da territori differenti.

Gres art 671 resta il punto di riferimento anche per la serata successiva, quando arriva mk di Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza e una delle due compagnie partner di FDE, con l’anteprima in versione site-specific della nuova produzione «Smoking Rooms». La collaborazione con mk, insieme a quella avviata con il collettivo Cult of Magic, rientra in un percorso triennale attraverso il quale il festival accompagna stabilmente il lavoro di alcune realtà della scena contemporanea, costruendo una relazione che prosegue nel tempo e attraversa produzioni e progettualità diverse.

Nel fine settimana il festival cambia scenario e sale in Città Alta. Sabato 29 agosto, nel Chiostro del Carmine, il Teatro Renzo Vescovi accoglie «Horizon Koiné – Bolero» di Masako Matsushita, seguito da «Mondo» di Gennaro Lauro, interprete che nel corso della sua carriera ha lavorato con registi e coreografi come Romeo Castellucci e Cindy Van Acker. La stessa giornata si allarga poi alle Mura con uno degli appuntamenti di Spazio MURA e si intreccia con la Festa di Sant’Alessandro.

Basta spostarsi di un giorno perché cambi ancora una volta il paesaggio. Domenica 30 agosto «Plutone» di Elisabetta Consonni arriva alla Palestra Tobagi, con Marta Ciappina, Olimpia Fortuni e Melania Pallini. La presenza della danza dentro un’architettura sportiva porta con sé un piccolo slittamento dello sguardo: uno spazio quotidianamente attraversato da corpi che si allenano e misurano le proprie possibilità fisiche accoglie per una sera altri gesti, altri tempi e un’altra relazione con chi guarda.

Un festival che parla più lingue

La dimensione internazionale attraversa l’intero programma e trova uno dei suoi nuclei nel Focus Francia, nato dal lavoro di rete per la mobilità e la circuitazione degli artisti europei e sostenuto dal programma PIDA – Programme International de Diffusion Artistique dell’Institut Français e dalla Fondazione Nuovi Mecenati. Tre presenze della scena francese arrivano a Bergamo portando esperienze molto diverse, accomunate da un dialogo particolarmente stretto tra movimento, musica e voce. La prima è quella dell’artista franco-ruandese Dorothée Munyaneza, attesa mercoledì 2 settembre alla Sala dell’Orologio CULT! con «A capella», una performance di danza e canto poliglotta in cui la voce diventa materia della scena insieme al corpo. Ad aprire la serata sarà Daniele Albanese con la versione site-specific di «Appunti per il sole».

Nella stessa sala, il 5 settembre, il corpo torna a confrontarsi con la voce e con la percezione. Giuseppe Comuniello, artista non vedente, presenta «Cuna», produzione del Teatro Danzabile di Lugano pensata come un’esperienza sensoriale accessibile anche al pubblico non vedente. A seguire «Fatigue» di Irene Russolillo, coproduzione italo-armena che attraversa il tema delle politiche migratorie affidandosi alla relazione tra presenza fisica e vocalità. Il giorno successivo ci si sposta nell’adiacente Auditorium CULT! per una delle prime assolute della 38esima edizione: «Fear of the Dark», nuova produzione di Cult of Magic, collettivo milanese che FDE ha scelto come seconda compagnia partner per il triennio 2025-2027. Il Focus Francia prosegue poi a DASTE. Simon Le Borgne incontra il musicista Ulysse Zangs in «Ad Libitum», lavoro già accolto alla Biennale de la danse di Lione, mentre l’ultimo appuntamento, l’11 settembre, porta a Bergamo François Chaignaud, recentemente nominato direttore del CCN de Caen. In «Mirlitons» condivide la scena con il beatboxer Aymeric Hainaux: danza, ritmo, respiro e voce procedono insieme, lasciando che il suono nasca anche dal movimento e dalla presenza dei due interpreti.

Uno spazio per la nuova coreografia

Tra questi appuntamenti, mercoledì 9 settembre DASTE ospita «This Must be the Space», serata che FDE dedica alla coreografia under 35 e che nasce dall’open call condivisa con MILANoLTRE. Arrivano qui le due anteprime selezionate, «Settembre non arriverà mai» di Noemi Piva e «Love Parade» di Glenda Gheller, insieme a «Figlia Santa» di Ludovica Messina e Sergio Beercock.

L’attenzione alle generazioni più giovani attraversa anche WAVES_Mossi dal vento, progetto dedicato agli adolescenti che coinvolge direttamente due scuole della città. Gli studenti del Liceo Artistico Manzù hanno lavorato con Cult of Magic attraverso laboratori grafici e digitali; le studentesse del Liceo Coreutico Locatelli hanno invece preso parte al workshop residenziale STARGATE con Fabritia D’Intino e Federico Scettri, entrando anche nella giuria giovani chiamata a seguire il percorso di «This Must be the Space».

Per il finale FDE torna nei teatri cittadini. Domenica 13 settembre, al Teatro Renzo Vescovi, debutta in prima assoluta «Limbo» di Fabritia D’Intino, con il musicista Federico Scettri; poche ore dopo il percorso della 38esima edizione raggiunge il Teatro Sociale con Virgilio Sieni e la nuova creazione «Sulla leggerezza», interpretata da otto danzatori e ispirata a Italo Calvino. Il festival arriva così alla sua ultima sera tornando, in qualche modo, alla domanda che lo accompagna fin dall’inizio: quanto può cambiare il nostro modo di stare nello spazio quando a guidarlo sono il gesto, il peso, la relazione con gli altri?

Le Mura come spazio da attraversare

La soglia evocata dal titolo dell’edizione trova una delle sue forme più concrete lungo le Mura Veneziane, un luogo che porta già nella propria storia l’idea di separazione, attraversamento e passaggio. Qui torna Spazio MURA, progetto sviluppato da FDE insieme al Comune di Bergamo – Ufficio UNESCO e al Museo delle Storie, che porta pratiche corporee e occasioni di incontro lungo il perimetro della fortificazione.

Il percorso comincia il 29 agosto al Baluardo San Giovanni, dove Masako Matsushita conduce un laboratorio di movimento ispirato a «Horizon Koiné – Bolero», e prosegue il 5 settembre al Parco di Sant’Agostino con «I l corpo vivo», pratica somatica e di danza guidata da Viola Ongaro. Il 12 e 13 settembre il Baluardo San Lorenzo accoglie «Catapulta», laboratorio corporeo e sensoriale del Progetto FAGLIE con Elisa Sbaragli; l’ultimo giorno del festival sarà possibile proseguire l’esplorazione con «Oltre le Mura», visita guidata del Museo delle Storie con partenza da Porta Sant’Alessandro. In questo continuo spostamento la città entra nella costruzione stessa del festival. Camminare lungo una fortificazione, attraversare un parco, entrare in una palestra o raggiungere un chiostro modifica il rapporto tra spettacolo e spazio quotidiano; luoghi conosciuti vengono percorsi con tempi differenti e la danza offre una possibilità, anche temporanea, di guardarli da un’altra posizione.

L’accessibilità come pratica

Tra le soglie sulle quali FDE sceglie di lavorare rientrano anche quelle che rendono più difficile l’accesso alla vita culturale. Da alcuni anni il festival porta avanti un percorso strutturale sull’accessibilità, intervenendo sulla comunicazione, sull’organizzazione degli appuntamenti e sugli strumenti messi a disposizione del pubblico. Le informazioni permetteranno di conoscere in anticipo caratteristiche degli spazi, livelli di accessibilità, eventuali criticità e barriere; durante ogni appuntamento sarà inoltre disponibile un kit di decompressione sensoriale, pensato per persone con sensibilità sensoriali o bisogni specifici. Questo lavoro entra direttamente anche nella programmazione. Prima di «Cuna» di Giuseppe Comuniello si terrà un laboratorio di trasmissione durante il quale i partecipanti impareranno a descrivere lo spettacolo al pubblico non vedente, sussurrando ciò che accade nello spazio circostante: un modo per rendere la fruizione parte di una pratica condivisa e coinvolgere gli spettatori stessi nella costruzione dell’accessibilità.

FDE partecipa inoltre a «Spazi aperti per una cultura accessibile», progetto che riunisce otto realtà culturali bergamasche e la Fondazione della Comunità Bergamasca, ed è parte del network europeo Europe Beyond Access 2024-2027. A questo percorso si affiancano biglietti a prezzi calmierati, abbonamenti e riduzioni, mentre sul fronte ambientale il festival aderisce alle linee guida Green Friendly Event del Comune di Bergamo e, attraverso la partnership tecnica con ATB, incentiva l’utilizzo dei mezzi pubblici e del bike sharing per raggiungere gli appuntamenti. Alla fine, «Esercizi sulla soglia» sembra chiedere soprattutto questo: provare a cambiare posizione. Farlo nello spazio della città, davanti a un corpo che danza, nel modo in cui si entra in relazione con chi condivide lo stesso luogo. Per quasi tre settimane FDE costruisce occasioni in cui questa distanza può accorciarsi, allargarsi o essere attraversata, lasciando alla danza il compito di esplorarla.