C’è un livello della vita urbana che non si coglie analizzando statistiche e non si misura mirando i grandi eventi: è il livello della strada, del portone condiviso, del negoziante che conosce nomi, premure e accortezze, del cortile colmo di bambini che giocano all’aperto. È il quartiere, non inteso come perimetro geografico ma come ecosistema di relazioni – a volte solide e generative, a volte fragili, mutevoli e sfilacciate, ma sempre necessarie. Ed è proprio lì, in quel tessuto quotidiano che costituisce la trama reale di una città, che quest’anno la «Festa di Sant’Alessandro sceglie di portare il suo messaggio più antico, al tempo stesso, più attuale: la concordia.
Dopo le edizioni che avevano coinvolto i quartieri di Pignolo e Malpensata, la Festa del patrono bergamasco, che quest’anno si snoda dal 21 agosto al 6 settembre con il tema «Custodire la comunità. Nella concordia», chiude il proprio calendario con due giornate interamente dedicate ai quartieri: sabato 5 settembre a Loreto, domenica 6 settembre nel Centro Sant’Alessandro, tra via Quarenghi e via San Giorgio. Due giornate progettate e costruite mese dopo mese attraverso le Reti di quartiere – le reti informali, apartitiche e aconfessionali con cui il Comune di Bergamo da anni coltiva la partecipazione attiva dei residenti. Un modello di lavoro che fa della corresponsabilità il suo principio cardine: le realtà del territorio decidono, costruiscono, abitano e l’Amministrazione supporta in modo costante con un servizio comunale dedicato al lavoro di Rete. A coordinare questo processo è l’Assessore Claudia Lenzini, titolare delle deleghe alle Politiche della casa, agli Affari Legali, alla Partecipazione e alle Reti di quartiere: «Il quartiere è il primo luogo delle relazioni, è nelle strade, nelle piazze, negli spazi condivisi che prende forma il senso di appartenenza a una comunità. – dichiara Lenzini – Portare la festa patronale in questi luoghi significa riconoscere che la concordia non è solo un tema da celebrare, ma qualcosa da costruire ogni giorno, a partire dai piccoli nuclei in cui viviamo. Far sì che la festa raggiunga i luoghi dove la comunità prende forma nel quotidiano».
Loreto, sabato 5 settembre
Loreto è un quartiere che conosce perfettamente la propria storia e ha imparato a difendere la propria identità. Quartiere popolare nella tradizione, oggi composto di strati diversi – le famiglie storiche, le comunità di immigrati, i giovani che ci restano e quelli che se ne vanno, le parrocchie che tengono ancora il baricentro sociale – è un quartiere che ha tutto per raccontarsi. E che sabato 5 settembre lo farà, dalla mattina fino a tarda sera, attraverso un variegato programma di appuntamenti.
Si parte alle 10 al Giardino Passaggio del Filatoio, con «Provare per fare, fare per imparare»: attività con materiale destrutturato e didò per bambini da 0 a 6 anni, a cura dei Servizi Educativi per l’infanzia del Comune. Il pomeriggio si apre in musica: alle 13.30 il Gruppo Campanari della città di Bergamo percorrerà le vie del quartiere con «Campane a festa per le vie di Loreto», autentico itinerario sonoro. Alle 14 al CTE di viale Luigi Pasteur i mini tornei di «Bocce per gioco», aperti a tutte le età; al campo dell’Oratorio San Filippo Neri «Il calcio per la concordia», organizzato dalla Parrocchia di Loreto con il progetto di inclusione sociale Senzacca del Comune e L’Orma SSD – Progetto Coach di quartiere: molto più di una partita, dice il programma, dove a vincere è la comunità.
Alle 16 dal Giardino Passaggio del Filatoio partirà «All’unisono – Passeggiata coreografica» di ABC – Allegra Brigata Cinematica: una performance itinerante che coinvolgerà gli abitanti del quartiere in una passeggiata danzante, dove l’arte celebra il legame comunitario, senza recintarlo in un palcoscenico. Nello stesso pomeriggio, sotto il porticato della Chiesa di Loreto in via Padre Massimiliano Kolbe, Pandemonium Teatro – la compagnia bergamasca fondata nel 1988, da anni radicata proprio nel Teatro di Loreto con cui ha costruito un dialogo profondo con il territorio – proporrà «Perché Loreto è Loreto? Una storia di viaggi»: narrazione teatrale per adulti e giovani, aneddoti e curiosità su un quartiere che ha più storia di quanta i suoi abitanti talvolta sospettino. Lo spettacolo andrà in scena in due repliche, alle 16.15 e alle 18.
Durante la fascia pomeridiana, in via Broseta l’Associazione Fraternidad Artística e Cultural Tobas del Rosario Italia porterà i balli boliviani: danze folkloristiche che valgono come autobiografia collettiva di una comunità che ha scelto Bergamo come casa. In piazza Varsavia la Compagnia di Burattini Baraca & Böratì, a cura di SPI-CGIL Bergamo, proporrà «Gioppino a Venezia in cerca di fortuna», storia per grandi e piccoli con il protagonista della tradizione burattinaia bergamasca. All’Oratorio San Filippo Neri andrà in scena “Confidenze memorabili di un vecchio droghiere”, monologo di e con Matteo Nicodemo a cura dell’associazione culturale ESSERCI: una voce sola che si chiede se nei quartieri ci si annoi davvero, se la voglia di scappare sia giustificata e quanto ci si senta davvero abitanti di un luogo.
Alle 18 in via Broseta il Drum Circle de «La Voce dei Tamburi» con Giorgio Brigatti – gruppo nato all’interno del progetto Senzacca del Comune – proporrà un laboratorio musicale aperto a tutti. Dal tardo pomeriggio le Politiche giovanili attiveranno «Tocca a te», giochi itineranti per ragazzi e ragazze nei vari spazi del quartiere. Al Giardino Passaggio del Filatoio si succederanno il «Magico Kamishibai» del Sistema Bibliotecario Bergamasco con il «Cerchio di Gesso» e la presentazione del gruppo di lettura «Spaginando» della Biblioteca comunale Galizzi.
Di sera, alle 19.30 in viale della Parrocchia di Loreto partirà la «Cena di strada», organizzata dalla Parrocchia Beata Vergine Maria di Loreto con la collaborazione del Comune: cena conviviale all’aperto, per tutto il quartiere, a dieci euro su prenotazione presso la segreteria parrocchiale (035 4552642). Una tavola allungata fin sul marciapiede che, nelle parole dell’assessora Lenzini, è «un momento conviviale, ma soprattutto di comunità: un rito di appartenenza, non un semplice evento».
A chiudere la giornata, alle 21.15 in Piazza Risorgimento, «Leggende» di TeatroAllosso in collaborazione con Compagnia Omphaloz: spettacolo di teatro circo in cui narrazione, teatro d’attore, abilità circensi, teatro di fuoco e teatro di figura si fondono in un unico racconto.
Via Quarenghi, domenica 6 settembre
Via Quarenghi è una delle arterie del centro di Bergamo, spesso frequentata dalle cronache e raramente raccontata da sé, nelle proprie sfaccettature. Domenica 6 settembre, congiuntamente a via San Giorgio e ai cortili e ai giardini collocati attorno, ci sarà un programma che unisce la storia del borgo, la sua entità multiculturale, la creatività giovanile, il mestiere artigiano, il gioco dei bambini e la sfilata di moda serale.
La giornata si apre al pomeriggio con i «Giochi in cortile» di Ludobus Giochingiro nel Cortile di San Giorgio. Alle 17 all’omonimo Teatro va in scena «Un condominio – Vicini troppo lontani» di Teatro Prova: spettacolo ambientato in un condominio del centro città, in cui due attori interpretano, attraverso il gioco di ruolo, i tanti abitanti del palazzo, tra incontri, ricordi e un piccolo mistero. È lo spettacolo che l’Assessore Lenzini definisce come «più significativo per questo quartiere: una storia condominiale che è metafora di qualcosa di più grande, il racconto di come la vicinanza fisica non garantisca la prossimità umana e di come invece possa, se si vuole, diventare occasione di incontro».
Alle 17.30 partirà il «Micromondo Tour» della Cooperativa Ruah (punto di ritrovo in via Paleocapa 1/a): tour guidato nel cuore multiculturale di Bergamo (iscrizione obbligatoria su Eventbrite), da via Quarenghi ai Giardini di Porta Nuova, tra storie di migrazione, sapori, libri e tessuti. È già sold out invece l’evento con Nicola Eynard che alle 18.30 sarà la guida della «Passeggiata nelle storie di Borgo Cologno» (partenza dall’incrocio tra via Quarenghi e via Zambonate): un percorso tra strade, cortili e giardini alla scoperta della storia del borgo e dei personaggi che lo hanno abitato.
La serata si costruisce per strati. Da Dieci10 in via Quarenghi 42, giovani talenti dell’IMA (Italian Music Academy) eseguiranno musica pop e rock in due set (18.30-20.00 e 21.00-23.00). All’aperto in via Quarenghi, dalle 18.30, Ink Club allestirà uno Swap Party e DJ Set su Cargo Bike: scambio di abiti usati in buone condizioni, anteprima dell’iniziativa «Ròba scambiada, lónga dürada» della Rete di Quartiere. Alla Galleria Quarenghicinquanta, dalle 19, una proiezione dedicata a Giacomo Quarenghi (architetto bergamasco del Settecento che ha lasciato un segno imponente nell’architettura di San Pietroburgo) porterà nella strada la memoria di chi l’ha battezzata, con materiali audiovideo forniti da De8_Architetti.
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Alle 20.30, all’incrocio tra via Quarenghi e via Paleocapa, «Polimono Orchestra» (formazione giovanile bergamasca che mescola funk psichedelico, blues, tribalismi ed elettronica) si esibirà in un concerto-performance che unisce le arti visive e sonore a quelle performative. A seguire, alle 21.30, l’incrocio tra via Quarenghi e via Palazzolo si trasformerà in passerella con il «Quarenghi Fashion District»: sfilata di moda in collaborazione con Artificio, Effeeffe Group Store, Mitzi Arte e Moda e Piùomeno Bergamo, che porterà in scena una selezione di abiti dei negozi del quartiere, celebrando il rapporto tra moda, artigianalità e identità dei luoghi. «La scelta di raccontare via Quarenghi come luogo di qualità, di lavoro, di stile: un gesto di riappropriazione narrativa che ha tutto il senso di questo momento», afferma Lenzini.
Quartieri e Reti, un modello che funziona
Vale la pena soffermarsi un momento su come tali eventi siano stati costruiti: le Reti di quartiere di Bergamo non sono un organo istituzionale, bensì aggregazioni informali di residenti, associazioni, comitati, realtà educative e sportive che dialogano con il Comune senza struttura gerarchica e senza mandato elettivo. Claudia Lenzini le conosce dall’interno: «Già da mesi abbiamo lavorato insieme, costruendo proposte e cercando il coinvolgimento di chi normalmente partecipa alla vita dei quartieri. Abbiamo chiesto uno sforzo in più, perché questa festa uscisse dai luoghi tradizionali e arrivasse dove la comunità prende forma ogni giorno. Il programma di Loreto e di via Quarenghi è il risultato di mesi di confronto, di soggetti diversi che hanno accettato di condividere un obiettivo comune», conclude. I quartieri sono cambiati, le comunità che li abitano si sono trasformate, ma l’impegno civico c’è ancora: «La nota positiva è che la voglia di continuare a lavorare per migliorare la vita nel quartiere c’è. Le Reti hanno sviluppato nel tempo tantissime potenzialità e hanno coinvolto molti cittadini, cercando attività e obiettivi che unissero, con una comunità di intenti ». La descrizione di un processo che funziona quando viene nutrito.
Tutte le iniziative del 5 e del 6 settembre sono gratuite. Informazioni su comune.bergamo.it, retidiquartiere.it e all’indirizzo [email protected].
