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Co.Meta: cooperativa sociale, impatto reale

Dalle pulizie civili e industriali alla manutenzione del verde, passando per la logistica e la produzione: i settori in cui Co.Meta opera sono molteplici

Co.Meta. cooperativa sociale

Sedi: Bergamo e Capriolo (BS)

Settore: Lavoro, Welfare e Sostenibilità

Numero dipendenti: 244

Dipendenti fragili: 85

Convenzioni art. 14: 42

La sostenibilità - ambientale, sociale e di governance - è sempre più importante per le aziende. Da scelta etica, l’attenzione alle tematiche sociali e all’inclusione lavorativa si è trasformata prima in una questione normativa e poi in un valore aggiunto, capace di generare vantaggio competitivo. Co.Meta, cooperativa sociale di tipo B con otto anni di storia e sedi a Bergamo e Capriolo, in provincia di Brescia, conosce bene questa evoluzione e si propone come partner ideale per le imprese che vogliono trasformare un obbligo di legge in un’opportunità di miglioramento.

«Ci occupiamo principalmente dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, con disabilità o con un passato difficile. Cerchiamo di offrire loro un’opportunità lavorativa seria, inserendole all’interno delle aziende: in questi anni abbiamo costruito rapporti solidi con molte realtà bergamasche, ma siamo costantemente alla ricerca di nuovi partner», spiega Giuseppe Tancredi, presidente della cooperativa. Co.Meta non si limita a fornire servizi alle aziende, ma internalizza interi processi aziendali e li gestisce con attenzione sia alle esigenze produttive sia a quelle dei lavoratori, mantenendo elevati standard qualitativi.

I settori in cui opera sono molteplici: dalle pulizie civili e industriali alla manutenzione del verde, passando per la logistica e la produzione. «I nostri ragazzi svolgono mansioni molto diverse, dal lavoro nei giardini alla cura del verde, fino alla potatura di alberi ad alto fusto, anche in tree-climbing. Nell’ambito produttivo ci occupiamo dell’assemblaggio di componenti e seguiamo parte delle lavorazioni dei clienti aziendali, spesso la fase finale. Gestiamo inoltre operazioni come montaggio, assemblaggio e imballaggio», continua Tancredi.

Adempimenti normativi e vantaggio competitivo

Per le aziende, rivolgersi a Co.Meta significa anche assicurarsi il rispetto delle disposizioni previste dalla Legge 68/99, che promuove l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità attraverso il collocamento mirato. La normativa impone infatti alle imprese con più di 15 dipendenti di assumere una quota di lavoratori appartenenti alle categorie protette, compatibilmente con le mansioni disponibili. Attraverso le convenzioni regolate dall’articolo 14 della legge, le aziende possono esternalizzare alcuni servizi a Co.Meta, che si occupa dell’assunzione delle risorse svantaggiate e del loro inserimento lavorativo, con particolare attenzione alle necessità specifiche di ciascuna persona. «Questo modello è efficace perché consente alle aziende partner di soddisfare gli obblighi di legge con personale idoneo alla mansione e, allo stesso tempo, ci permette di seguire da vicino i lavoratori con formazione, supporto psicologico e monitoraggio costante dell’esperienza sul posto di lavoro. Per noi è un matching perfetto», sottolinea Tancredi.

Il personale viene selezionato in stretta collaborazione con i centri per l’impiego e con gli enti territoriali di Bergamo, Brescia, Cremona e Milano. Su un totale di circa 250 addetti, 85 sono persone con disabilità, mentre una decina proviene da percorsi di reinserimento sociale, dalla messa alla prova o da trattamenti psichiatrici nei Centri psicosociali. «Alcune aziende si chiedono ancora se possano affidare i propri processi a persone con disabilità o provenienti da situazioni fragili», ammette Tancredi. «Ma Co.Meta ha uno storico di successi e una struttura consolidata. I nostri lavoratori non vengono lasciati soli: sul posto di lavoro è sempre presente un tutor e proponiamo incontri con formatori e psicologi. La nostra attenzione è duplice, operativa e umana».

L’inserimento lavorativo di Co.Meta

Il servizio di Co.Meta funziona grazie alla capacità di trasformare la fragilità in una risorsa , attraverso un metodo di inserimento attento e rigoroso. Il profilo dei lavoratori seguiti è eterogeneo: «Oltre alle persone con disabilità, abbiamo attivato convenzioni con il carcere di Brescia per lavori socialmente utili e messe in prova. Per carcerati ed ex detenuti promuoviamo percorsi di reinserimento sociale. Poi ci sono i soggetti in trattamento psichiatrico presso i Cps, con cui lavoriamo ai sensi della Legge 381/91» , spiega Giuseppe Tancredi.

Ogni lavoratore viene affiancato da tutor e preposti che ne seguono formazione e sicurezza. Tancredi evidenzia come il percorso «viene svolto in affiancamento al caposquadra, soprattutto all’inizio. Il preposto dell’azienda si interfaccia con i nostri psicologi, i responsabili degli inserimenti lavorativi e gli educatori: da qui nasce un percorso formativo sulle lavorazioni e sulle procedure di sicurezza» . Questo metodo offre due garanzie: da una parte assicura che il lavoratore si trovi a proprio agio e riesca a svolgere la mansione affidata ; dall’altra certifica la qualità del lavoro svolto.

«Se una persona non è produttiva sul posto di lavoro - racconta Tancredi - interveniamo per supportarla, tutelandone il percorso di inserimento» . L’attenzione al benessere delle persone è centrale per la cooperativa , che mette a disposizione uno sportello di ascolto sempre attivo, psicologico e pedagogico, gestito da un’educatrice. Sono occasioni di confronto e supporto relazionale, fondamentali per la continuità del percorso. «Il nostro obiettivo - conclude Tancredi - è creare opportunità, dare dignità e lavoro alle persone, collaborando con le aziende profit per il benessere delle persone svantaggiate».

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