Italtrans
Sede: Calcinate (BG) Strada Provinciale Est, 11/G
Settore: Logistica per la Gdo
Sito: italtrans.com
Italtrans è un player chiave della logistica per la Gdo: dalla Bergamasca gestisce catena del freddo, magazzini automatici e consegne a domicilio per i principali marchi della distribuzione.
Lettura 6 min.Sede: Calcinate (BG) Strada Provinciale Est, 11/G
Settore: Logistica per la Gdo
Sito: italtrans.com
Gli scaffali dei supermercati sono sempre stracolmi di prodotti freschi, pronti per l’acquisto. Come è possibile? La risposta sta nel lavoro di Italtrans, compagnia leader in Italia nella distribuzione per la Gdo con sede a Calcinate. Nata nel 1985 con un solo camion (per giunta usato) e una specializzazione nel trasporto ortofrutticolo da Bergamo a Milano, Italtrans è oggi la protagonista assoluta della logistica per la grande distribuzione nel nostro Paese. Alla guida dell’azienda c’è ancora la famiglia Bertulessi-Bellina, che nel tempo ha costruito un gruppo articolato, oggi riunito sotto una holding che si occupa di tutte le attività necessarie per portare i prodotti dalle aziende ai supermercati.
Le attività di BB Holding, infatti, comprendono dodici società complementari che combinano trasporto primario, logistica avanzata, gestione dei magazzini a temperatura ambiente, per i prodotti freschi e per quelli surgelati, nonché i trasporti dell’ultimo miglio e l’“home delivery”. Si tratta di un colosso da 650 milioni di euro di fatturato nel 2024, 510 dei quali solo dalle attività del settore dei trasporti e logistica.
Il cuore del business di Italtrans resta la grande distribuzione: l’azienda bergamasca rifornisce quotidianamente i punti vendita dei principali marchi della Gdo italiana, occupandosi sia del flusso dalla produzione ai centri logistici, sia della distribuzione capillare verso i supermercati. Il trasporto primario – quello dei grandi camion con trattore e semirimorchio – collega i poli produttivi di acque minerali, industria alimentare e “no food” ai magazzini centrali e ai centri di distribuzione, garantendo la continuità degli approvvigionamenti sulle principali direttrici nazionali. Il salto di qualità è arrivato con l’ingresso nella logistica integrata a partire dal 2000, quando Italtrans ha iniziato a gestire direttamente i magazzini, gli ordini e le commesse, passando dall’essere un semplice trasportatore a operatore di “contract logistics” a tutto tondo. Oggi, la rete conta 27 poli logistici di proprietà o gestione, dal Nord al Centro Italia, con strutture dedicate a singoli clienti e magazzini dove il personale Italtrans gestisce la movimentazione delle merci.
La sicurezza della catena del freddo, la riduzionedell’impatto ecologico e l’automazione dei settori standardizzati del magazzino sono i capisaldi della strategia di espansione di Italtrans per il futuro
Per indirizzare correttamente i prodotti che arrivano nei grandi centri di distribuzione, un ruolo chiave lo svolge la “ventilazione”: dai pallet misti in arrivo, Italtrans ricostruisce bancali su misura per i singoli punti vendita o per più negozi, riducendo al minimo lo stock in magazzino e consentendo dei riassortimenti frequenti - in linea con le esigenze dei supermercati, che rinnovano ogni giorno parte della loro merce. In media, l’orizzonte di consegna si attesta sulle 24–48 ore dall’ordine, ma può ridursi in caso di prodotti ad alta stagionalità, come acqua e bibite in estate, alimenti tipici legati alle festività. Naturalmente è necessaria un’attenta pianificazione sia dei flussi che dello stock disponibile.
Negli anni, Italtrans ha costruito una competenza specifica nella gestione del fresco e del surgelato, ambito in cui la catena del freddo è un elemento importantissimo sia in termini operativi che dal punto di vista normativo. Nei depositi refrigerati, i surgelati vengono stoccati con temperature di stazionamento intorno ai -25°C, mentre il trasporto avviene a temperature non superiori a -18°C, con una tolleranza di tre gradi al massimo. Per garantire il rispetto di questi vincoli, sia i magazzini che i semirimorchi sono dotati di strumenti di misurazione che monitorano continuamente la temperatura dei prodotti. Il termoregistratore di ogni semirimorchio, inoltre, stampa le temperature di trasporto su un apposito documento, che viene allegato alle carte di trasporto. Inoltre, sul portellone posteriore viene applicato un sigillo, che garantisce che la spedizione non sia stata manomessa durante il viaggio.
Anche la permanenza a temperatura ambiente è limitatissima: i flussi di magazzino progettati da Italtrans permettono di tenere prodotti freschi e surgelati al di fuori delle aree a temperatura controllata per pochissimi minuti, evitando qualsiasi possibilità di deperimento dei prodotti. I semirimorchi refrigerati sono coibentati e dotati di gruppi frigoriferi che funzionano in continuazione, regolati da termostati a ciclo continuo per mantenere la temperatura, con controlli aggiuntivi tramite termometri e sonde esterne in fase di carico e scarico. Questa infrastruttura è poi oggetto di ispezioni periodiche richieste soprattutto dai clienti più esigenti e contribuisce a presidiare un tratto cruciale della filiera di qualità. Così, dunque, Italtrans non preserva solo la catena del freddo, ma anche la sicurezza degli alimenti.
Per sostenere dei volumi crescenti e una domanda sempre più variabile, Italtrans ha intrapreso da qualche anno la strada dell’automazione dei magazzini. Uno dei più avanzati si trova proprio in Bergamasca, a Calcio: a partire dal 2019, nella struttura sono stati installati degli impianti automatizzati per la movimentazione dei pallet del settore “beverage” , come “shuttle” (piattaforme a guida automatica per il trasporto), bracci antropomorfi e sistemi di creazione automatica dei bancali, pensati per gestire i colli ad alta rotazione con una velocità e una precisione che i sistemi tradizionali non possono raggiungere.
Accanto a queste soluzioni, l’azienda utilizza dei magazzini “high bay” - delle scaffalature ad alta densità che sfruttano tutto lo spazio verticale disponibile - e miniload per merci a bassa rotazione e colli di dimensioni ridotte. Nel deposito di Calcio operano anche veicoli Lgv (“Laser-guided vehicle”, veicoli a guida laser) che trasportano i pallet nelle aree automatizzate. Infine, le scaffalature mobili compatte, utilizzate soprattutto nelle celle surgelate, permettono di massimizzare la densità dello stoccaggio, riducendo al minimo l’ingombro in termini di spazio. La transizione verso il magazzino automatizzato è complessa e richiede tempo: ciascun impianto richiede investimenti enormi e non offre un ritorno immediato. Ma consente certamente di aumentare la produttività, di ridurre i problemi connessi alla stagionalità e di alleggerire il carico delle mansioni fisiche sulle persone. L’automazione, ci tengono a precisare da Italtrans, non sostituirà mai il lavoro umano: gli operatori, infatti, si trovano ancora nella cabina di regia del magazzino, nel controllo dei colli in uscita, nella manutenzione degli impianti e nell’ottimizzazione delle linee sulla base dei flussi di mercato.
Accanto ai grandi semirimorchi a marchio Italtrans - tutti ne abbiamo visto almeno uno, in autostrada - il gruppo ha anche un’ampia flotta di furgoncini per le consegne. Sono quelli di Deliverit, società nata nel 2012 su iniziativa di Paola Bellina, figlia dei due fondatori del gruppo bergamasco, e specializzata nell’e-commerce per la spesa a domicilio di grandi insegne della gdo. Suoi sono i furgoncini che ogni giorno partono dai punti vendita e raggiungono le case dei clienti che hanno deciso di farsi recapitare la spesa a casa. Il servizio prevede il ritiro delle spese presso i magazzini, il carico sui furgoncini e la consegna all’utente finale, con un modello che richiede la massima precisione negli orari, un rigido rispetto della catena del freddo e la costante ottimizzazione dei giri di consegna.
Ad ampliare il peso di Italtrans nel settore dell’”ultimo miglio” ci ha pensato, nel 2018, l’acquisizione di Mazzocco, società di Parma con oltre vent’anni di esperienza nel servizio al circuito Horeca e ai piccoli punti vendita, che presidia di fatto le spedizioni finali verso bar, ristoranti, hotel e negozi sparsi sul il territorio. Nel 2024, i chilometri percorsi per le spese a domicilio sono stati pari a 12,6 milioni: è un dato che testimonia un business ormai strutturato, che si affianca ai 137 milioni di chilometri totalizzati dal trasporto primario. Anche le dimensioni della flotta del gruppo sono impressionanti: parliamo di 1.125 trattori e 1.900 semirimorchi, affiancati da 72 mezzi e 92 rimorchi dedicati alla “quarta gamma” (i prodotti freschi pronti al consumo, come le insalate in busta) attraverso Frigor Trasporti Orobico. L’ultima acquisizione, la Cusinato Renato di Padova, porta in dote altri 250 mezzi e tre depositi, rafforzando la presenza nel Nordest e aggiungendo un ulteriore tassello alla copertura nazionale.
Chi opera nella logistica deve convivere con la realtà dei fatti: i trasporti e i magazzini sono attività energivore, talvolta criticate per le loro emissioni e i loro consumi elettrici. Italtrans non si sottrae alle sfide della transizione green: al contrario, l’azienda è stata tra i primi operatori logistici italiani a stilare un bilancio di sostenibilità, che nel 2024 è arrivato alla sua sesta edizione. Il documento, avviato nel 2019 e via via esteso a tutte le società del perimetro trasporti, rappresenta un impegno formale verso una rendicontazione in linea con le nuove direttive europee, come la “Corporate sustainability reporting directive” (Csrd).
Sul fronte energetico, quasi la totalità delle superfici di copertura dei magazzini Italtrans è occupata da pannelli fotovoltaici, con sistemi di accumulo che alimentano gli uffici, le celle refrigerate e i magazzini del freddo anche durante le ore notturne, oltre che di giorno. Alcuni semirimorchi “double deck” (a due piani) di nuova generazione integrano dei pannelli fotovoltaici per alimentare parte dei sistemi di bordo, incrementando l’efficienza dei trasporti. Per quanto riguarda la flotta, la base è costituita prevalentemente da mezzi Euro 6, con una progressiva riduzione degli Euro 5 e una fase di sperimentazione su carburanti e tecnologie alternative già avviata da qualche tempo. Nel campo dei carburanti, Italtrans ha effettuato un grande investimento sui mezzi a gas naturale liquefatto, che però sono diventati poco sostenibili a causa dell’impennata dei prezzi del gas degli ultimi due anni. Per questo, la sperimentazione si è concentrata sull’Hvo -l’olio vegetale idrotrattato - e sui carburanti derivati dagli oli esausti, la cui peculiarità è quella di poter essere utilizzati sui motori diesel tradizionali, riducendo però la componente volatile delle emissioni del 60% rispetto a un Euro 6 tradizionale.
Questa scelta ha permesso di avviare un percorso di miglioramento delle performance di sostenibilità senza dover rinnovare l’intera flotta, richiedendo solo cisterne dedicate — una, ad esempio, installata nel sito di Calcinate — e integrandosi con politiche pubbliche che incentivano l’uso di combustibili a minor impatto. In parallelo, Italtrans sta studiando i motori elettrici su alcune tratte e per i furgoni che circolano in ambito urbano, consapevole che infrastrutture e tempi di ricarica sono oggi il principale limite alla diffusione su larga scala nel trasporto primario.
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