Logistic Company
Sede: Verdello (BG), Corso Italia 51
Settore: Logistica farmaceutica
Sito: logisticcompany.it
L’azienda di Verdello, specializzata nella logistica farmaceutica, gestisce stoccaggio e trasporto di farmaci nel rispetto delle normative Aifa e Gmp. Dalla catena del freddo ai controlli qualità, la società punta su precisione, sicurezza e servizi su misura per il settore pharma.
Lettura 6 min.Sede: Verdello (BG), Corso Italia 51
Settore: Logistica farmaceutica
Sito: logisticcompany.it
Nel cuore del tessuto produttivo bergamasco, c’è un’azienda che ha saputo trasformare una crisi globale in un’opportunità di rinascita, evolvendo da tradizionale azienda di trasporti a realtà di eccellenza nella catena del valore farmaceutico. Logistic Company è una vera e propria officina farmaceutica autorizzata, dove la precisione è un imperativo e la sicurezza del farmaco è l’obiettivo che guida ogni singola operazione. A raccontare questa metamorfosi sono Maria Sagula, Amministratrice unica di Logistic Company, e Fabio Berlati, Qualified Person (Qp) dell’azienda.
La storia di Logistic Company inizia nel 1974, quando il padre di Sagula ha fondato la compagnia come un “semplice” trasportatore – un “padroncino”, per usare il gergo del settore. La svolta verso la farmaceutica arriva in un momento drammatico: nel 2008, anno della crisi finanziaria globale, il fondatore di Logistic Company scompare, lasciando il timone dell’azienda alle sue quattro figlie - ancora oggi tutte impiegate nella realtà di Verdello. È proprio nel 2008 che le sorelle Sagula decidono di seguire un’intuizione lungimirante del padre: «Poco prima di morire, mio padre ci aveva detto: “Preoccupatevi di avere un buon deposito. Non preoccupatevi dei mezzi”. Abbiamo seguito quel consiglio, anche perché era difficile fare altrimenti: il trasporto è un settore complesso, che richiede un impegno molto grande», esordisce Maria Sagula.
La scelta, allora, ricadde sulla valorizzazione degli asset già presenti in azienda, ma fino ad allora rimasti inutilizzati: delle celle frigorifere. «Mentre gli altri chiudevano, noi abbiamo investito: abbiamo rimesso in funzione le celle e abbiamo ottenuto le autorizzazioni necessarie per la gestione dei farmaci: la prima è arrivata nel 2010 dall’Ats di Beramo», ricorda l’amministratrice di Logistic Company.
Ma l’ambizione delle sorelle Sagula non si è fermata: «Non ci siamo accontentate: perché mai accontentarsi? Abbiamo iniziato a parlare con le aziende farmaceutiche e abbiamo capito che avevano bisogno di un trasportatore di fiducia. Nel 2012 abbiamo ottenuto le certificazioni per iniziare a operare nel mondo del farmaco e dei principi attivi», continua Sagula.
Oggi, Logistic Company è un’officina farmaceutica autorizzata, con tanto di certificazioni ufficiali da parte dell’Ats di Bergamo e dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Per arrivare a questi risultati, l’azienda ha dovuto fare un enorme salto di qualità rispetto alla logistica “standard”. «La logistica per la farmaceutica è un settore a sé, perché ha dei vincoli stringenti soprattutto dal punto di vista normativo», esordisce Fabio Berlati, che continua: «Essere un’officina farmaceutica ci impone di assoggettarci alle regole che condizionano la catena produttiva del farmaco, ovvero alle Gmp, le “regole di buona fabbricazione”, e alle Gdp, le “buone pratiche nella distribuzione”». L’attenzione alle normative, ai regolamenti e alle buone pratiche permette a Logistic Company di gestire non solo i prodotti finiti, ma anche i principi attivi farmaceutici (Api) - un settore delicatissimo, molto più degli altri segmenti della logistica: «L’Aifa ci ha autorizzati per la gestione dei principi attivi, sia in stato di “approvato” che in stato “in quarantena”. Le nostre autorizzazioni non comprendono la gestione di emoderivati e sostanze stupefacenti», precisa Berlati, che ricorda che «il nostro sistema di qualità è ispezionato periodicamente dall’Agenzia del farmaco, che garantisce i nostri standard di qualità e di sicurezza elevatissimi. Manteniamo i livelli più alti possibili anche laddove non sarebbe strettamente necessario».
Uno degli aspetti più critici nella gestione del farmaco è il mantenimento rigoroso delle temperature di stoccaggio e trasporto, che in Logistic Company non ammette deroghe. L’azienda opera principalmente nella conservazione e nel trasporto a 15-25°C e a 2-8°C, monitorando ogni fase con estrema attenzione per il dettaglio. «La cura delle condizioni di trasporto è legata al tipo di prodotto, perché ci sono farmaci che richiedono temperature di conservazione molto precise», spiega Berlati: «Dobbiamo essere molto rigorosi anche sulla scelta del veicolo. Non usiamo assolutamente veicoli telonati, per esempio. I nostri mezzi hanno una sensoristica che monitora costantemente le temperature e che genera un thermo-report, fornito ai clienti per verificare che il trasporto sia rimasto sempre entro le condizioni termiche prescritte. Le indicazioni dei nostri clienti vanno dalle più semplici alle più complesse, ma hanno sempre una cosa in comune: sono mandatorie», riporta Berlati, che spiega che l’attenzione al dettaglio, per l’azienda bergamasca, è anche un imperativo etico, oltre che di business: «Tutto ciò che facciamo ha l’unico faro della sicurezza dell’utente finale. Utente finale inteso non tanto come l’azienda farmaceutica che commissiona il trasporto o lo stoccaggio, ma come il paziente che assume il medicinale».
Monitoraggio costante delle temperature e tolleranza zero per chi non fornisce i thermo-report sono i fondamentidella catena del freddo per la compagnia bergamasca
Tutto ciò porta l’azienda a operare una selezione accurata dei partner e dei trasportatori: chi non riesce a garantire una gestione accurata (per esempio, non fornendo thermo-report per ogni fase del trasporto) non viene preso in considerazione come possibile fornitore. Questo perché, spiega Berlati, «il thermo-report è la cronistoria delle condizioni di temperatura della merce trasportata: senza, non possiamo garantire degli elevati standard qualitativi richiesti, non potendo assicurare il mantenimento della catena di custodia del materiale affidatoci».
All’interno del magazzino, la tecnologia convive con una gestione manuale scelta deliberatamente per garantire il massimo controllo e una sicurezza rigorosa. Niente viene lasciato al caso: dalla pulizia al controllo degli infestanti, tutto viene pianificato con cura. «Il magazzino è la parte “solida” delle Gmp (Good manufacory practices) e Gdp (Good distribution practices)», dichiara Berlati: «È regolato da un sistema manuale che per scelta manteniamo tale, perché ci permette una gestione molto dettagliata in ogni contesto. Le movimentazioni sono fatte da personale specializzato, formato per la gestione di materiale farmaceutico».
L’attenzione all’igiene è costante: «Operiamo sempre, a scadenze stabilite, la pulizia del magazzino, ma non solo, a cadenza mensile viene verifica la pulizia dei materiali conservati. Abbiamo procedure molto stringenti di “pest control”: ogni mese un fornitore qualificato valuta la presenza di insetti e roditori. Siamo fortunati perché, pur essendo in campagna, siamo circondati da piazzali asfaltati, che ci isolano dai roditori». Non solo: l’azienda è strutturata per non interrompere mai la catena produttiva, gestendo anche merci in quarantena in attesa di rilascio. «Il prodotto, affinché possa essere messo in vendita o utilizzato nei successivi passaggi di produzione del farmaco, ha bisogno di subire dei controlli di qualità: finché questi non vengono completati deve restare in attesa di approvazione», riporta Sagula.
In Logistic Company, però, sono le persone e la formazione a contare. «Tutti siamo tenuti a completare la formazione che viene programmata regolarmente», conferma Berlati: «Io stesso partecipo periodicamente a corsi specifici come quelli organizzati dall’Associazione farmaceutici dell’industria (Afi)». Questo livello di competenza si traduce in un servizio che Maria Sagula definisce con orgoglio «tailor made», su misura. Così, Logistic Company, che si definisce un’azienda di famiglia, visto che buona parte dei suoi nove dipendenti sono imparentati con il fondatore, punta a competere con i colossi della logistica, facendo leva sulla flessibilità, ma anche sul rigore nell’aderenza alle norme e sulla cura dei dettagli: «La nostra attenzione è massima nei confronti dei clienti, perché in questo settore tutti sono molto esigenti», conclude l’Amministratrice unica: «Con la pazienza, con la cura in tutto e per tutto, con la relazione con il cliente e la considerazione delle sue necessità, riusciamo a garantire il futuro di un’azienda delle nostre dimensioni. Siamo una realtà piccola, ma abbiamo un modello vincente».
Nel mondo della logistica farmaceutica, la fiducia non basta: servono prove documentali, autorizzazioni e certificazioni. È qui che entrano in gioco gli audit , processi di verifica rigorosi che Logistic Company affronta regolarmente da parte sia delle autorità (come l’Aifa) sia dei clienti.
Ma come funziona concretamente un audit? «Per ottenere una certificazione Gmp bisogna innanzitutto possedere una struttura che abbia le caratteristiche corrispondenti ai requisiti normativi e macchine qualificat e . Ciascuna macchina deve avere un pacchetto di documenti di qualifica che ne certifichi l’adeguatezza all’uso in ambito farmaceutico» .
Non basta accendere un frigorifero, insomma: bisogna dimostrare che ogni area del deposito funzioni uniformemente in ogni suo punto. Questo processo si chiama “mappatura” , e va eseguito periodicamente per tutti i locali di stoccaggio. «I magazzini devono essere mappati. Dobbiamo dimostrare che la temperatura è distribuita uniformemente e deve essere identificato il “punto caldo”, cioè il punto dove la temperatura è più alta: lì viene installato un sistema di allarme e di monitoraggio in continuo delle condizioni ambientali» , specifica la Qualified Person di Logistic Company. Questa verifica non è “una tantum”: « La mappatura deve essere ben scandita ad intervalli definiti , verificando sia le condizioni sia durante l’estate che durante l’inverno, per dimostrare l’adeguatezza delle condizioni di stoccaggio».
Durante un’ispezione dell’Aifa, che avviene ogni circa tre anni, o un audit da parte di un cliente, nulla sfugge al controllo : dall’adeguatezza dei locali al Sistema di Qualità Aziendale, dalle procedure di pulizia alla gestione documentale, ogni dettaglio finisce sotto la lente di ingrandimento. «Noi siamo una piccola realtà, ma le ispezioni sono giustamente approfondite tanto quanto quelle alle altre officine farmaceutiche anche più grandi ed impegnate nelle vere e proprie attività produttive ».
Logistic Company vede questi esami come delle opportunità di crescita: «Di buono c’è che costruiamo sempre un rapporto molto franco e costruttivo con chi ci ispeziona . Gli audit dei clienti ci aiutano a restare sempre aggiornati. E poi, un riscontro positivo è sempre un motivo di orgoglio e di stimolo a migliorare la qualità del servizio ai nostri clienti» conclude Berlati.
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