Tra il 2020 e il 2023, in Italia si è verificato un piccolo boom dell’edilizia: i fatturati sono cresciuti del 33,4% nel 2021, del 24,6% nel 2022 e del 21,4% nel 2023. Tutto merito del rimbalzo post-pandemico, trainato soprattutto dai fondi del Pnrr e dal Superbonus. Per crescere, però, il mondo dei cantieri necessita di spina dorsale composta da logistica e trasporti ad hoc, con caratteristiche diverse dal trasporto di ogni altra tipologia di merce.
Oltre il boom del Superbonus
Costruire il futuro. I trasporti per l’edilizia nell’era del Pnrr e degli incentivi
Qui entra in gioco la logistica per l’edilizia, un segmento altamente specializzato della logistica, che si distingue dalla distribuzione commerciale e dalla logistica industriale per la natura dei carichi, per i tempi operativi e per le modalità di trasporto. Essa si occupa di tutti quei processi che permettono alla progettazione di diventare cantiere e che accompagnano la vita di quest’ultimo fino alla consegna delle chiavi al cliente. A differenza dei trasporti per la Gdo e il commercio, la logistica per l’edilizia opera secondo flussi just in time, poiché ogni cantiere è un progetto a sé, per giunta destinato a concludersi nel giro di qualche mese (o, alla peggio, di qualche anno). Non solo: chi lavora nel settore deve confrontarsi con spazi stretti e carichi voluminosi o pesanti, che generano sfide aggiuntive all’organizzazione dei flussi. Per questo la logistica per l’edilizia non è un blocco monolitico: al contrario, essa presenta degli operatori altamente specializzati in alcune parti della filiera, come la logistica di approvvigionamento – quella che coordina i fornitori, lo stoccaggio, il magazzino e le consegne ai cantieri – e la logistica di cantiere, che invece si occupa di organizzare i flussi interni di materiali, di movimentare le macchine, di rimuovere i detriti e di smaltirli.
Il boom di investimenti dell’ultimo triennio e le 120mila imprese edili italiane rendono la logistica per l’edilizia sempre più strategica ma insieme anche più redditizia
Negli ultimi cinque anni, la logistica per l’edilizia ha assunto un ruolo centrale nell’economia italiana: gli investimenti nell’edilizia residenziale sono saliti del 50,1% tra il 2020 e il 2021, e poi ancora del 14,6% tra il 2021 e il 2022, stando al rapporto «Il settore delle costruzioni in Italia nel periodo 2020-2023» dell’Istat. Nel 2023, le costruzioni hanno raggiunto livelli record, arrivando a comporre l’11,1% del Pil italiano nel quarto trimestre dell’anno. A una crescita così sostenuta ha fatto seguito un calo nell’ultimo biennio, complice la fine del Superbonus, degli incentivi statali per le ristrutturazioni e le nuove costruzioni e l’esaurimento dei fondi Pnrr destinati all’edilizia pubblica: parliamo di un -6% nel 2024 e di un ulteriore -7% stimato per il 2025. Se è vero che il settore sta piano piano tornando alla normalità, resta il fatto che l’edilizia è un settore chiave per l’economia italiana, con 120mila imprese nel Paese (il 12,7% in più rispetto al 2019) e più di un milione di addetti (+27,6% rispetto a sei anni fa).
Aumenta il numero dei cantieri, aumenta anche la domanda di trasporti specializzati: nel 2022 sono state trasportate in Italia 978,9 milioni di tonnellate di merci, stando ai dati di TruckScanner. Una percentuale compresa tra un quarto e un terzo del totale è legata al settore edile. In Europa, le categorie merceologiche legate all’edilizia rappresentano il 23% del trasporto al 2024 (dati Commissione europea), per un totale di 3 miliardi di tonnellate sull’intera filiera, a cui sommare altri 1,56 miliardi (l’11% del totale movimentato su scala continentale ogni anno) per i minerali lavorati come cemento, laterizi e prefabbricati, in gran parte destinati proprio all’edilizia. A differenza di altri segmenti della logistica, poi, il trasporto per l’edilizia avviene solitamente su distanze medio-brevi, pari al massimo a qualche centinaio di chilometri: in particolare, il 27% dei viaggi “locali” – cioè di lunghezza inferiore ai 50 chilometri – parte da un cantiere o arriva in un cantiere. Insomma, i trasporti per l’edilizia sono il cuore operativo dello sviluppo urbano e infrastrutturale dell’Italia e dell’Europa: si tratta di una logistica pesante e complessa, che opera secondo tempi e regole diversi dal trasporto tradizionale, indispensabile per tradurre i grandi investimenti pubblici e privati in opere concrete sul territorio.
Dal cemento agli escavatori
Ma quale ruolo ha la logistica in cantiere? Pensiamo al settore degli inerti, come sabbia, ghiaia e pietrisco: questi materiali vengono estratti dalle cave, spesso collocate in aree poco densamente abitate o lontane dai centri abitati, perciò il loro trasporto al cantiere deve avvenire tramite degli autocarri. Autocarri che devono essere specializzati, con un rimorchio ribaltabile che permetta la consegna del prodotto laddove è necessario. Si tratta di un trasporto di enormi volumi, soprattutto quando si ha a che fare con progetti come strade, dighe e fondamenta di grandi edifici.
Un viaggio solo, insomma non basta: la logistica ha il compito di pianificare i viaggi e di evitare i colli di bottiglia. Un discorso simile vale per il calcestruzzo , che deve essere consegnato con camion betoniera in tempi strettissimi – di solito 90 minuti dal carico – per garantirne la lavorabilità: ciò significa che l’operatore logistico deve sincronizzare la produzione nell’impianto, il trasporto e i getti in cantiere, evitando anche i ritardi causati dal traffico. Nel settore dei prefabbricati, come travi, pilastri e pannelli, il mondo dei trasporti per l’edilizia si interseca con quello dei trasporti eccezionali, visto che si tratta spesso di merci fuori sagoma: spesso, trasporti straordinari sono richiesti per i moduli prefabbricati di ponti e viadotti, che vengono spediti con automezzi a pianale ribassato, talvolta scortati dalle forze dell’ordine, che devono rispettare itinerari prestabiliti e autorizzati dalle autorità. Anche i macchinari da cantiere hanno delle sfide a sé: gru edili, escavatori, bulldozer e talpe meccaniche possono pesare decine di tonnellate e occupare più di una corsia.
I cantieri più complessi sono quelli delle grandi opere infrastrutturali, come le nuove autostrade, le ferrovie e i porti. La costruzione di un’autostrada o di una linea AV (alta velocità) ferroviaria richiede il coordinamento di centinaia di mezzi al giorno tra cantieri mobili, depositi temporanei e fornitori sparsi sul territorio. Si tratta di un segmento del mercato ancora in crescita, se non altro perché il Pnrr ha incrementato il numero di nuovi cantieri, amplificando anche le dinamiche legate alla logistica, e perché i tempi per la costruzione di una nuova infrastruttura superano di molto quelli di un edificio residenziale o commerciale. Proprio per via della loro natura “speciale” i cantieri delle grandi opere vanno gestiti molto diversamente da quelli dell’edilizia civile, specie in ambito urbano. In questi casi, infatti, sono gli spazi ristretti e il contesto cittadino a dettare i ritmi della logistica, imponendo una pianificazione attenta degli orari di consegna, dei mezzi con cui effettuare i trasporti e dell’impatto dei cantieri sul traffico.
Sensori IoT e piattaforme collaborative stanno rivoluzionando i trasporti per l’edilizia, rendendola tracciabile e integrata come mai prima d’ora
Pensiamo alla costruzione di un edificio in centro città: la logistica di cantiere deve prevedere le migliori finestre orarie per i camion – magari all’alba, per evitare il traffico – e deve pensare a quali dimensioni adottare per i camion. In questi casi, per esempio, la soluzione più indicata potrebbero essere i piccoli autocarri, più adatti al passaggio tra le vie strette delle nostre città. Ma l’organizzazione sta a monte: un singolo modulo prefabbricato aiuta a ridurre il numero di viaggi rispetto ai pallet di laterizi, ma richiede anche una precisione millimetrica nella movimentazione, nonché nella messa in opera – che magari richiede una gru edile, la quale pone ulteriori sfide connesse al trasporto.
Non si tratta comunque solo di consegnare materiali al cantiere: al contrario, la gestione dei rifiuti da demolizione e scavo rientra appieno nella logistica per l’edilizia, che organizza container e autocarri per il prelievo di macerie e terre dal cantiere e pianifica i percorsi verso i centri di riciclo, il tutto rispettando dei tempi strettissimi per non saturare gli spazi disponibili nelle aree di lavoro. Infine, i cantieri industriali richiedono anch’essi un approccio diverso: accanto al trasporto dei materiali tradizionali, come cemento, acciaio e prefabbricati, qui occorre movimentare componenti tecniche di grande valore e delicatezza. In questi casi, la collaborazione tra trasportatori, montatori e fornitori è cruciale: il ritardo di un singolo pezzo può fermare l’avanzamento dei lavori.
La “crisi di vocazioni” dei camionisti
Gli investimenti connessi al Pnrr e al Superbonus hanno imposto un’accelerazione al settore dell’edilizia, con immediate ripercussioni anche sui trasporti ad essa connessi. A dimostrare l’impatto dei fondi europei, il «Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti 2022-2023» del Mit ha integrato per la prima volta un’intera sezione destinata al Pnrr e alle sue ripercussioni sulla filiera.
Questo scenario crea sia delle opportunità che delle pressioni sulle imprese del trasporto: i cantieri pubblici strategici – dall’alta velocità ferroviaria al potenziamento di dighe e porti – richiedono capacità logistiche aggiuntive, mezzi aggiornati e personale qualificato, che spesso sono difficili da reperire sul mercato. Per rispondere a queste sfide, il settore sta abbracciando la transizione digitale con tecnologie come il “building information modeling”, che permette di integrare la pianificazione delle forniture già nella fase di progettazione dei lavori, simulando il cronoprogramma del cantiere e collegando ogni elemento necessario alla costruzione al suo piano di consegna e ai costi connessi. L’obiettivo di queste tecnologie è quello di rendere le catene di approvvigionamento più trasparenti e tracciabili, anticipando i fabbisogni dei clienti e ottimizzando i flussi per garantire la massima efficienza.
Come per altri settori della logistica, anche nell’edilizia la frontiera è il monitoraggio in tempo reale dei trasporti, che avviene tramite sensori Gps e Rfid (identificazione a radiofrequenze) montati sui camion, accoppiati a sistemi informativi di cantiere e che permettono di seguire il percorso dei materiali, stimare l’orario di arrivo e allertare il personale in sito degli eventuali ritardi che si sono verificati in strada. Nei cantieri più grandi, sono digitalizzati anche i sistemi di prenotazione degli slot di consegna delle merci e di accesso ai cantieri, con una gestione simile a quella aeroportuale e pensata per evitare che i mezzi si accavallino tra loro. Anche il trasporto dei prefabbricati beneficia del digitale: i componenti modulari vengono infatti etichettati e seguiti lungo tutto il trasporto, fino al montaggio in sito, assicurando che ogni pezzo arrivi nell’ordine corretto di installazione e finisca al posto giusto.
Accanto alle opportunità offerte dal digitale, però, il settore affronta oggi diverse sfide. La principale è quella della sostenibilità ambientale: il trasporto merci su strada – gran parte della logistica per l’edilizia avviene proprio su gomma – è responsabile del 20% delle emissioni totali di anidride carbonica in Italia e in Europa. I camion da cantiere, spesso di grossa cilindrata e datati, contribuiscono significativamente alle emissioni, al punto che nelle vicinanze dei grandi cantieri spesso si riscontrano valori di inquinamento dell’aria superiori agli insediamenti circostanti. Per ridurre la sua impronta ecologica, il settore dovrà investire in mezzi a minor impatto ambientale, come camion Euro 6 e veicoli elettrici per le tratte urbane, oppure fonti innovative come l’idrogeno e i biocarburanti – questi ultimi utili soprattutto per la transizione dalle fonti fossili all’elettrico. Altrimenti, sarà necessario trasferire su rotaia o su acqua parte degli approvvigionamenti pesanti, laddove possibile, e limitare il ruolo del trasporto stradale all’ultimo chilometro, dagli interporti ai cantieri. Questi ultimi, specie nei casi più grandi, hanno già iniziato a chiedere dei piani logistici sostenibili, con il duplice obiettivo di tagliare le emissioni e di ottimizzare i carichi: osservati speciali sono i viaggi a vuoto – stimati attorno al 35% del totale, oggi – che potrebbero essere impiegati per il trasporto di altro materiale, come i rifiuti, dal cantiere verso i siti di smaltimento.
Camion con combustibili sostenibili, intermodalità e una migliore pianificazione logistica possono garantire emissioni ridotte
Un’altra sfida è quella connessa alla carenza di autisti e di personale specializzato nel trasporto pesante: i problemi legati alla manodopera sono principalmente l’età media elevata degli autisti e il ricambio generazionale insufficiente, che stanno creando un deficit di conducenti su scala europea. In Italia, le associazioni di categoria segnalano delle difficoltà crescenti nel reperire gli autisti, complici le condizioni gravose del lavoro, che richiede lunghe trasferte e turni notturni. La sfida, qui, è sia per il privato che per il pubblico: se, da una parte, è possibile migliorare le condizioni di lavoro, dall’altra la formazione sarà indispensabile per evitare quella che molti definiscono una vera e propria “crisi di vocazioni” tra i camionisti.
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