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Sabato
2
Luglio

Sebben che siamo donne

Collettiva di Arti visive e Poesia. Ciascuna mostra mette in relazione il lavoro di uno o più artisti con testi significativi, rendendo evidente la necessità di un superamento degli specialismi a favore di una fertile consapevolezza collettiva.

EVENTO CONCLUSO

LA MOSTRA

Un caleidoscopio di idee, visioni, sensibilità e competenze a partire da una prospettiva inedita per una mostra che si preannuncia quasi esclusivamente al femminile. Attraverso l'arte si è cercato di rendere visibile l'assurdità di ciò che troppo sovente è vissuto come normalità. Prima di tutto la violenza contro le donne di cui tutti i giorni siamo testimoni ma anche i contesti collaterali e le modalità attraverso cui nel tempo questa trova terreno fertile per la sua affermazione.

Troppo sovente l'apparenza, il condizionamento culturale, il silenzio in cui si vive questa discriminazione e violenza determinano uno stato di solitudine e impotenza. Ben vengano dunque iniziative che forniscano nuove chiavi di lettura, interpretazioni che sappiano vedere oltre le apparenze valorizzando il ruolo delle donne nella società. Tutto ciò nella convinzione che l'emancipazione, a differenza di quanto si possa immaginare, nel coinvolgere le donne in prima persona comprenderà l'intera società in questo suo avanzamento, genere maschile compreso.

Naturalmente resta ferma l'idea che una società per riuscire a risolvere definitivamente i suoi problemi debba farlo anche modificando il suo assetto strutturale ma “campa cavallo...” Nel frattempo non è possibile attendere che questo utopico assetto mai del tutto realizzato (cioè il passaggio da una democrazia formale ad una reale) avvenga mettendo in secondo piano tutti i propositi e  le urgenze di mutamento ed emancipazione a medio termine, legate cioè all'ambiente, parità di genere, stili di vita e quant'altro. Anzi questi non potranno che risultare ulteriori tasselli atti ad alimentare un cambiamento che un giorno apparirà come non più procrastinabile anche a livello strutturale.

La mostra ospita fra l'altro opere che hanno voluto interpretare il momento che stiamo vivendo attraverso una particolare sensibilità “coniugata” al femminile rispondendo allo sconcerto che la guerra in Ucraina ha provocato in ognuno di noi. Del resto questa è l'arte contemporanea. Molte sono le opere di artisti validi ma poche quelle che riescono veramente a interpretare il presente. Questo non significa aver sempre pronta l'opera ad ogni evenienza ma aver acquisito nel tempo una modalità, anche mediata, in grado di risultare in sinergia con le aspettative e sensibilità del mondo contemporaneo.

Nella video performance ROSSO SILENZIO ideata, diretta e vissuta da Patrizia Bonardi, l'utilizzo dei segni in arte ha un precedente, quello della poetessa Nadia Lisanti con le poesie di "Un silenzio a due voci".

Fra le performer vi sono tre esperte LIS, Veronica Battistello, Serena Pievani e Greta Grazioli che hanno partecipato alla performance insieme a Martina Brignoli, Carlotta Cernigliaro, Silvia Corna, Paola Lanfranchi, Roberta Toscano, Paola Zorzi, tutte artiste aderenti ad Artists.Sociologists come è la stessa Lisanti.

LE OPERE

In mostra troviamo affiancate opere provenienti da percorsi, esperienze e linguaggi molto differenti che sembrano trovare una loro motivazione profonda nei contenuti e nell'urgenza di comunicare solidarietà denunciando  tutto ciò che ancora oggi colpisce e discrimina le donne.

Con Paola Bisio, una storia tutta al maschile è riconsegnata al femminile a partire da un'iconografia preistorica femminile. Con Francesca Conchieri e Mauro Cossu  il pubblico, attraverso una performance interattiva, è invitato ad una sintesi derivata da due punti di vista. Un vero e proprio test che ci interroga in prima persona misurandoci con la nostra capacità percettiva non senza risvolti metaforici.  Il problema dello sfruttamento,  dell'impossibilità per molte donne di aver accesso a diritti fondamentali è sondato attraverso due installazioni di Roberta Toscano. 

La violenza sulle donne è reso sia attraverso il linguaggio cromatico che il linguaggio dei segni - LIS -  nel video della  performance ROSSO SILENZIO di Patrizia Bonardi, realizzato in collaborazione con le assistenti alla LIS e le artiste di Artists.Sociologists. Con il dittico "Insieme - Tu danno" Patrizia Bonardi interpreta inoltre i due possibili opposti in un rapporto di coppia.  Da un lato, legato alla performance Rosso Silenzio, la simmetria del segno Lis "Rispetto" corrisponde ad una relazione all'insegna della condivisione ed armonia, al contrario con "Tu danno" la mancanza di equilibrio e simmetria diventano metafora della violenza di genere.

Carlotta Cernigliaro e Paola Zorzi ricordano come sia nella vita di tutti i giorni  che nella storia le donne siano oggetto di discriminazioni e violenze sia fisiche che verbali. Con l'installazione di Jana Kasalova è resa evidente sia la realtà di una donna ridotta a trofeo che la sua costrizione all'emarginazione e alla mimesi. Se con Carla Crosio è la maschera e i nostri comportamenti considerati in relazione alla pandemia che si interpongono fra noi e il mondo, con Stefania Boletti e Luisa Facelli la mediazione è data  rispettivamente dall'oniricità e dalla poesia.

La ripetitività e una particolare interpretazione della routine in ambito domestico la ritroviamo invece nel video di Kim Kyoug-Ok mentre un riferimento legato ad una fisicità protettiva tutta al femminile lo ritroviamo nell'opera di Carla Vallata che coglie nel termine sanscrito balasana l'esatto significato per la sua scultura.

La collettiva, ospitata al BACS, centro indipendente di arte e sociologia, fa parte delle numerose iniziative organizzate dall'associazione Artists.Sociologists, e volte a mostrare gli esiti del dialogo tra artisti e sociologi nella riflessione, rispettivamente simbolica e speculativa, su temi fondamentali del vivere odierno. Ciascuna mostra mette in relazione il lavoro di uno o più artisti con testi significativi in questo campo, rendendo evidente la necessità di un superamento degli specialismi a favore di una fertile consapevolezza collettiva.

Opere di: Paola Bisio, Patrizia Bonardi, Stefania Boletti, Carlotta Cernigliaro, Francesca Conchieri e Mauro Cossu, Carla Crosio, Luisa Facelli, Jana Kasalova,  Kim Kyoung-ok, Roberta Toscano, Carla Vallata, Paola Zorzi.

Visitabile su prenotazione scrivendo a: bacs.leffe@gmail.com
A cura di Paola Zorzi e Ezio Conti
Organizzata dallo spazio no profit BACS di Leffe
in collaborazione con Artists.Sociologists

Inaugurazione: Sabato 2 luglio 2022 -  h.17:00 – 19:30
Dal 2 luglio al 7 agosto 2022
BACS Spazio no profit 
Via Gaetano Donizetti 42
24026 Leffe BG

Informazioni

email: bacs.leffe@gmail.com
Visita il sito
Telefono : 340.7995789

Data e Ora

Inizio: sabato 2 luglio 2022 17:00

Fine: domenica 7 agosto 2022 19:30

Documenti

Locandina

Luogo e località

Leffe, Via Donizetti, 42