La satira del lavoro: dinamiche e contraddizioni della vita impiegatizia
Per il ciclo «Cinema Docet. Proiezioni sull’attualità in UniBg», al Cinema San Marco verrà proiettato il film "Il secondo tragico Fantozzi" di Luciano Salce. Interverranno Luca Carollo e Matteo Molinari del Dipartimento di Scienze Aziendali.
In occasione del suo cinquantesimo anniversario, l'iniziativa di Public engagement «Cinema Docet. Proiezioni sull'attualità in UniBg» dedica il quinto appuntamento della sesta stagione al film «Il secondo tragico Fantozzi» di Luciano Salce (1976). Attraverso una satira tagliente e paradossale, l'opera ci immerge nella quotidianità dell'"italiano medio", alla presa con le difficoltà di un ambiente lavorativo ipocrita e discriminatorio. Uno sguardo tragicomico sorprendentemente attuale sulla problematicità delle condizioni e dei rapporti di lavoro. Tra gli ospiti interverranno Luca Carollo e Matteo Molinari del Dipartimento di Scienze Aziendali.
Il secondo capitolo dell’iconica saga che vede protagonista Paolo Villaggio riporta sullo schermo il ragioniere più celebre d’Italia in un film che per iconicità e potenza si pone in continuità con il suo predecessore. La comicità fisica, la gestualità impacciata del ragionier Fantozzi danno al film un tono cartoonesco, assurdo, e al contempo provocano nello spettatore una sensazione di straniamento amplificato dalla tragicità della situazione. La comicità nella tragedia, per una satira che mette in ridicolo le dinamiche del mondo del lavoro impiegatizio che riguardano migliaia di italiani, qui incarnati dal personaggio caricaturale e grottesco nato dalla penna di Villaggio stesso (suo il soggetto, tratto dall’omonimo primo romanzo del 1971): impiegato medio vittima di continue umiliazioni e della retorica ipocrita del potere. Il film lavora su un circolo vizioso di speranze che vengono frantumate fragorosamente: dalla scalata nei ranghi della “megaditta” al tradimento della moglie. Ogni progetto è destinato a fallire, a riportarlo al punto di partenza, in una circolarità che vede il protagonista incapace di imparare dai suoi errori e di riscattarsi da umiliazione e servilismo che invece ne orientano gli atteggiamenti in ambito domestico, dove riversa le frustrazioni su moglie e figlia. C’è poi la mitica figura del megadirettore, interprete di un’etica religiosa del lavoro, simbolo del buonismo ipocrita del potere che asservendoti ti chiede di ringraziarlo. E la celeberrima scena del cineforum sulla Corazzata Potemkin di Sergej Ejzenštejn, una “cagata pazzesca” – dice Fantozzi – che in realtà era molto apprezzata da Villaggio. Ennesimo elemento che ha fatto di questo b-movie un cult della commedia italiana.
Cinema Docet è un'iniziativa di Public engagement promossa dal gruppo di ricerca CiMAv – Cinema e Media Audiovisivi e finanziata nell'ambito delle attività open campus dell'Università degli studi di Bergamo - progetto KINO-CAMPUS. Le proiezioni si svolgono tutti i mercoledì al Cinema San Marco (piazza della Repubblica 2, Bergamo). L’accesso alle proiezioni è gratuito e aperto alla cittadinanza senza necessità di prenotazione.
